Roma, 29 marzo 2021 - Il canale di Suez è finalmente libero. La nave cargo Ever Given è stata disincagliata e ha iniziato a muoversi, come ha reso noto su Twitter il fornitore di servizi Leth Agencies. ''E' con estremo piacere che possiamo confermare che l'Autorità del Canale di Suez e il suo staff sono riusciti a disincagliare la Ever Given'', recita il tweet.  Il cargo viene trainato dai rimorchiatori verso l'area di sosta del Laghi Amari, dove verrà ispezionato. Ora bisogna velocizzare il passaggio delle 321 navi ferme in coda da martedì. Il consigliere del presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi, Mohab Mamish, ha detto al canale 'Extra News' che verrà raddoppiato l'orario di lavoro dello staff dell'Autorità del Canale di Suez in modo da permettere il prima possibile il passaggio delle imbarcazioni in attesa.

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Pochi minuti prima dell'annuncio della 'liberazione' del mastodonte lunga 400 metri, che ha bloccato il canale di Suez da una settimana, era arrivata una doccia fredda (poi smentita): secondo i siti che monitorano il traffico marittimo e fonti presenti sul posto a causa dei forti venti la  nave era tornata a bloccare il passaggio, rimettendosi di traverso. Per fortuna si trattava di una fake news.

Ever Given raddrizzata

In mattinata già si capiva che la soluzione al tappo del traffico era vicina: secondo il fornitore di servizi per il trasporto marittimo Inchcape Shipping e i siti di osservazione del traffico marittimo Vesselfinder e Myshiptacking, la nave aveva iniziato a muoversi ed era stata parzialmente rimessa a galla. Secondo i siti, riferisce Le Figaro, la poppa della nave - che pesa più di 200.000 tonnellate - si sarebbe allontanata dalla riva occidentale del canale, come avrebbe anche confermato una fonte anonima presso il Canale.

Sempre secondo la Sca, con lo stop l'Egitto perde circa 13-14 milioni di dollari di entrate ogni giorno e ieri il presidente Abdel Fattah al-Sisi aveva ordinato di avviare i preparativi per la possibilità di alleggerire il carico della Ever Given, nel tentativo di facilitare le operazioni. Erano stati fatti alcuni passi in avanti: eliche e timone erano stati liberaticon la rimozione di circa 20.000 tonnellate di detriti da sotto lo scafo. 

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I lavori per liberare il Canale

Sono 27 mila i metri cubi di sabbia rimossi a una profondità di 18 metri per liberare la nave, ha sottolineato il portavoce dell'Autorità del Canale, George Safwat. I turni di lavoro, fa sapere l'Autorità, saranno raddoppiati per consentire di smaltire il colossale ingorgo formatosi da entrambi i lati del canale, bloccato per sei giorni dalla portacontainer che si era incagliata in posizione diagonale martedì scorso a causa di una tempesta di sabbia. 

I rimorchiatori festeggiano

Gli equipaggi dei 16 rimorchiatori inviati nel Canale, tra cui l'italiana Carlo Magno, hanno festeggiato la riuscita dell'operazione facendo suonare i nautofoni. Osama Rabei, presidente dell'Autorità del Canale, ha lodato "l'efficienza degli ingegneri egiziani" nella gestione della crisi, che ha bloccato merci per un valore pari a 9,6 miliardi di dollari al giorno, secondo i calcoli di Lloyds' List. Le perdite economiche per l'Egitto, secondo l'Autorità, sono state invece pari a 12-14 miliardi di dollari al giorno.

Le cause: probabile errore umano

Si aprirà ora l'indagine sulle ragioni dell'incidente. L'ex vice presidente dell'Autorità del Canale, Mahmoud Taha, ha dichiarato a Extra News che la tempesta di sabbia di martedì scorso ha sicuramente contribuito all'incagliamento dell'imbarcazione ma che, dal momento che altre 12 navi, alcune delle quali ancora più' grandi della Ever Given, avevano attraversato il canale nelle stesse ore, è molto probabile ci sia stato un errore umano. 

Federpetroli: troppo allarmismo

E una volta che la vicenda si è avviata a conclusione, ecco la protesta di Federpetroli: "C'è stato troppo allarmismo sul petrolio" relativo ai fatti nel Canale di Suez, accusa  il presidente di FederPetroli Italia Michele Marsiglia, e questo è andato "solo a vantaggio degli speculatori". "Il rialzo dei prezzi è dovuto a una situazione momentanea - continua Marsiglia - ma le rotte del greggio internazionale, per nostra fortuna, viaggiano anche attraverso canali diversi e infrastrutture di collegamento come gli oleodotti".