Pennsylvania, il Berks Family Residential Center
Pennsylvania, il Berks Family Residential Center

Washington, 15 ottobre 2019 - Una famiglia di turisti britannici, padre, madre ed un bambino di tre mesi, sbaglia strada e dalla vacanza in Canada, si ritrovano di colpo proiettati in un centro di detenzione di immigrati in Pennsylvania.

L'incubo di David (30 anni) ed Elaine (24 anni) Connors, e il piccolo figlioletto, è iniziato lo scorso tre ottobre, quando, in una zona intorno a Vancouver, per evitare un animale che bloccava la strada principale, hanno preso una strada sterrata, e per errore hanno attraversato il confine tra Canada e Usa. 

L'ignara famiglia è stata subito fermata dalla polizia, e informata di essere entrata nello stato di Washington in modo illegale, e quindi sono stati tutti arrestati. L'incredibile storia, che racconta la Bbc, è solo all'inizio, infatti prima sono stati separati, poi il 5 ottobre sono stati trasferiti all'aeroporto, dove i Connors hanno, per poco, sperato di essere espulsi in Canada o nel Regno Unito.

"Ma non è stato così", ha denunciato Elaine, nella dichiarazione giurata affidata agli avvocati, spiegando che sono stati trasferiti dall'altra parte degli Stati Uniti in Pennsylvania, al Berks Family Residential Center. 

La Connors continua: "Saremo traumatizzati per il resto delle nostre vite per quello che il governo degli Stati Uniti ci ha fatto". La donna denuncia anche il trattamento ricevuto: non le è stato possibile per tre giorni avere il latte il polvere per il figlio, e che sono stati costretti a vivere in condizioni igieniche precarie. 

"Siamo trattati da criminali, privati dei nostri diritti, e ci hanno mentito", conclude nella dichiarazione la giovane madre presentata dall'avvocato della famiglia all'ispettore generale del dipartimento di Sicurezza Interna.  

Il portavoce dell'Ice, la temuta polizia anti-immigrazione, interpellato dalla Bbc ha negato i maltrattamenti, sostenendo che la struttura della Pennsylvania "assicura un ambiente sicuro ed umano per le famiglie mentre procede il loro processo per immigrazione". Ma il legale della famiglia ribadisce: "Stanno vivendo l'esperienza più terrorizzante della loro vita" e il loro bambino "è traumatizzato" per il trattamento ricevuto.