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10 feb 2022

Canada, proteste camionisti: chiudono Ford e Toyota. "A rischio il Super Bowl"

Problemi e ritardi anche nell'impianto di Stellantis, che controlla Fiat Chrysler, in Ontario. Da Bruxelles a Parigi: bloccati i 'convogli della libertà'

10 feb 2022

Roma, 10 febbraio 2022 - Continuano le proteste dei camionisti e no vax in Canada. E due delle più grandi case automobilistiche del mondo abbassano le serrande. Ford e Toyota hanno infatti annunciato la chiusura temporanea delle loro fabbriche nel Paese, a causa delle manifestazioni che continuano a bloccare l'arrivo di componenti. Anche il gruppo Stellantis, che controlla Fiat Chrysler, ha annunciato ritardi nella produzione nella sua fabbrica in Ontario per la mancanza di pezzi.

Tutto è nato con l''introduzione, da parte del governo, della misura che richiede che i camionist siano vaccinati: da qui la protesta, che poi si è trasformata in un movimento più vasto, conquistando anche i sostenitori no vax, con l'obiettivo di far cadere il governo di Justin Trudeau. Ora, dopo aver paralizzato per quasi due settimane Ottawa, il "Freedom Convoy" - ovvero convoglio della libertà, come si definiscono le centinaia di camion - sta bloccando l'Ambassador Bridge, il più importante valico di frontiera tra Usa e Canada, dove passa circa un quarto del commercio tra i due Paesi. Si stima che la paralisi del commercio costerà 300 milioni di dollari al giorno

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L'allarme: "Potrebbero bloccare Super Bowl"

Le autorità americane lanciano l'allarme sulla possibilità che un "Freedom Convoy" possa partire anche dalla California, mettendo a rischio lo svolgimento del Super Bowl questo fine settimana e addirittura il discorso sullo stato dell'Unione che Joe Biden pronuncerà tra qualche settimana al Congresso. In un allarme diramato ai dipartimenti di polizia, il dipartimento della Sicurezza Interna infatti rende noto di "aver ricevuto rapporti riguardo a camionisti, che stanno pensando di bloccare le strade nelle maggiori città americane per protestare contro l'obbligo vaccinale".  "Il convoglio potrebbe partire dalla California a metà febbraio - continua l'informativa - e potrebbe avere conseguenze sul Super Bowl, fissato il 13 febbraio, e lo stato dell'Unione, previsto per il primo marzo".

Su Facebook è attivo un gruppo che parla di una "Freedom Convoy a Washington" per marzo, con la partenza fissata a Coachella Valley, in California, per il 4 marzo con l'obiettivo di "sconfiggere l'obbligo incostituzionale". Poi vengono date indicazioni per altri rally fuori dalla California. Sin dalla sua nascita a gennaio in Canada, il movimento ha avuto dei forti legami con i gruppi no vax e di estrema destra americani, raccogliendo oltre 8 milioni di dollari su GoFundMe prima che la pagina fosse rimossa. Anche una precedente pagina per una mobilitazione a Washington era stata rimossa da Facebook, dopo aver raggiunto oltre 100mila membri, per violazioni delle regole della piattaforma.

Da Bruxelles a Parigi: bloccati i 'convogli della libertà'

Alla luce di quanto sta accadendo in canada, le autorità di diverse nazioni prendono precauzioni. A Bruxelles, il sindaco Philippe Close, ha annunciato per la prossima settimana il divieto in città di manifestazioni anti-Covid, come quella lanciata da 'Freedom Convoy'. "Mezzi sono stati adottati per impedire il blocco della regione di Bruxelles- Capitale", ha riferito in un post su Twitter. Il convoglio di mezzi dovrebbe arrivare a Bruxelles lunedì.

Parigi, polizia vieta i 'convogli della libertà'
Parigi, polizia vieta i 'convogli della libertà'

A Parigi, invece, il segretario di Stato francese agli Affari europei, Clément Beaune, intervistato dalla tv francese LCI, ha bollato i cosiddetti 'Convogli della Libertà' come "Convogli della vergogna e dell'egoismo, non sono patrioti, ma irresponsabili". "Non facciamo passare un movimento complottista antivax per un movimento sociale che esprimerebbe auspici legittimi o preoccupazioni", puntualizza Beaune nell'intervista alla tv francese. Oggi, la Polizia di Parigi ha annunciato che intende vietare i cosiddetti 'convogli della libertà' che intendono convergere domani nella capitale francese per poi arrivare, per alcuni di essi, il 14 febbraio a Bruxelles, nel tentativo di una "convergenza europea" della lotta. A Parigi "verrà messo in atto un dispositivo specifico… per impedire il blocco delle strade, verbalizzare e arrestare i trasgressori di questo divieto", ha reso noto la Polizia in un comunicato. Decine di veicoli si sono messi in marcia ieri da Bayonne e Nizza in direzione di Parigi, con l'obiettivo di "bloccare la capitale" da domani.

Continua la protesta dei camionisti in Canada
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© Riproduzione riservata

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