Burkina Faso (Ansa)
Burkina Faso (Ansa)

Roma, 27 aprile 2021 - Sono morti gli ostaggi occidentali, due giornalisti spagnoli e un irlandese, rapiti ieri in Burkina Faso, in seguito a un attacco contro una pattuglia anti-bracconaggio che aveva i cronisti al seguito, e in seguito "giustiziati dai terroristi". Lo riferisce un alto funzionario della sicurezza burkinabè all'agenzia France Presse. Secondo quanto riportato, i cronisti si trovavano al seguito della pattuglia per realizzare un servizio sulla caccia illegale. La pattuglia, composta anche da soldati, forestali, formatori, era caduta in un'imboscata sulla strada Fada N'Gourma-Pama, nell'Est del Paese. 

I due reporter spagnoli assassinati in Burkina Faso sono David Beriáin e Roberto Fraile, secondo quanto hanno confermato la ong Reporter Senza Frontiere e vari media iberici. Beriáin era conosciuto in particolare come presentatore del programma televisivo 'Clandestino', trasmesso anche in Italia, che affrontava il tema della criminalità organizzata in diverse parti del mondo. Per un reportage sulla 'ndrangheta, mandato in onda nel novembre del 2009, la Procura di Milano lo aveva indagato per il sospetto che si trattasse di un fake. "Sono stati uccisi mentre preparavano uno dei loro grandi reportage sulla preservazione della natura", ha scritto la ong su Twitter. Entrambi avevano lavorato a lungo in zone di conflitto.

Non ci sono invece notizie del quarto disperso, un cittadino burkinabè che faceva parte del personale di sicurezza, mentre in un audio i presunti autori avrebbero rivendicato di essere del 'Jnim' - un'organizzazione militante jihadista - e affermato di aver ucciso tre 'bianchi', sequestrato due veicoli, diverse motociclette e armi", secondo quanto ha scritto in un tweet "Sahel Security Alerts", che monitora la situazione della sicurezza nell'area del Liptako-Gourma con particolare attenzione proprio al Burkina Faso.

Il Burkina Faso è stato negli ultimi anni colpito da attacchi di matrice jihadista, come quello nel gennaio 2016 nella capitale, Ouagadougou, che provocò una trentina di morti. Fu un attacco che riguardò anche l'Italia, perché oltre all'Hotel Splendid fu preso di mira il ristorante Cappuccino, gestito dall'italiano Gaetano Santomenna, al quale furono uccisi il figlioletto di otto anni e la moglie burkinabé.  Così come italiano è anche Luca Tacchetto, rapito in Burkina Faso con la compagna canadese Edith Blois nel 2018. Entrambi riuscirono a sfuggire ai sequestratori nel marzo 2020, dopo una lunga prigionia fra i jihadisti in Mali.

Con il passare degli anni la violenza islamista si è estesa dall'area settentrionale del Sahel, confinante con Mali e Niger, al resto del Paese, in particolare l'Est, dove nel 2018 è cresciuta la presenza delle milizie, che hanno inoltre aizzato le tensioni intercomunitarie. Tra i gruppi terroristi più attivi figurano Ansarul Islam, la filiale di Al Qaeda nel Sahel, il Gruppo per il sostegno dell'Islam e dei musulmani (Gsim), e lo Stato Islamico nel Grande Sahara (Isgs), che hanno anche aizzato le tensioni intercomunitarie. Solo nel 2020 le vittime delle attività terroristiche sono state 2.200. Il grave deterioramento delle condizioni della sicurezza ha provocato inoltre oltre un milione di sfollati, ovvero un abitante su venti.