Bruxelles, Abrini: sono l'uomo col cappello. Dubbi degli investigatori (Ansa)
Bruxelles, Abrini: sono l'uomo col cappello. Dubbi degli investigatori (Ansa)

Bruxelles, 10 aprile 2016 - Dopo la strage del 22 marzo a Bruxelles, i terroristi nascosti nella capitale belga volevano colpire ancora la Francia, come negli attacchi del 13 novembre. Era questo il loro vero obiettivo, ma il programma è saltato dopo l'arresto del super ricercato Salah Abdeslam, che convinse gli altri componenti della cellula ad agire più in fretta, e a casa loro. Sono queste le nuove rivelazioni della procura federale belga, due giorni dopo l'arresto di Mohamed Abrini, il 31enne di origini marocchine considerato autista di Salah Abdeslam nelle stragi di Parigi e coinvolto, secondo gli investigatori, anche in quelle di Bruxelles. La procura conferma che Mohamed Abrini è l'uomo con il cappello ripreso dalle telecamere dell'aeroporto di Bruxelles prima dell'attentato, come da lui stesso confessato ieri. Ma questa versione è messa in discussione nelle ultime ore da alcuni media belgi. 

Per Abrini, scrivono i giudici nel comunciato di Bruxelles, è stato disposto "un mandato di arresto nell'ambito dell'indagine sugli attentati di Bruxelles e di Zaventem". Le accuse per 31enne sono di "partecipazione alle attività di un gruppo terroristico, strage terroristica e tentata strage terroristica". La procura conferma infine "che risulta da diversi elementi dell'inchiesta che l'obiettivo del gruppo terroristico era quello di colpire nuovamente la Francia, ma che, colti alla sprovvista dai rapidi passi avanti dell'inchiesta in corso, hanno infine deciso spinti dall'emergenza di colpire Bruxelles". I magistrati si riferiscono all'arresto di Abdeslam portato a termine dopo un blitz nel quartiere di Molenbeek nella cpaitale belga quattro giorni prima degli attentati.

MEDIA: ABRINI NON E' L'UOMO COL CAPPELLO - Le Soir riporta le parole dell'analista Pieter Van Ostayen, secondo cui l'ipotesi che Abrini sia l'uomo con il cappello che accompagnava i due attentatori dell'aeroporto di Zaventem è poco credibile. "È soltanto un presentimento - spiega l'esperto - ma posso difficilmente immaginare che qualcuno di così importante in seno all'Isis sia l'uomo col cappello. Non posso credere che chi riveste un ruolo di spicco in seno alla Stato islamico possa dichiarare tutto d'un botto 'le cose si sono svolte in questo modo' e spiegare di aver venduto il cappello. Non ci credo neanche un minuto". Secondo l'esperto le dichiarazioni di Abrini avrebbero come obiettivo di 'coprire' e proteggere il resto della rete terroristica ancora in libertà.

Intanto è mistero su una donna che avrebbe ospitato il terrorista per qualche giorno ad Anderlecht, il quartire di Bruxelles dove poi è stato trovato. Riporta il caso il quotidiano belga La Dernière Heure, che rivela come la donna, Assia B., 43 anni, abbia accettato di tenerlo in casa in cambio di una birra, uno strano 'regalo' da parte di un militante jihadista. Secondo il quotidiano "per quanto incredibile sia, il racconto di Assia B. sembra al momento aver convinto gli inquirenti, che probabilmente hanno messo in conto i suoi pesanti antecedenti psichiatrici per convincersene". Assia, ascoltata a lungo dalla polizia e poi rimandata a casa, sostiene di aver incontrato Abrini in un bar. "Mi ha prestato due euro per una birra e mi ha detto che non poteva tornare a casa perché aveva chiuso la porta lasciando chiavi, cellulare e portafoglio all'interno - scrive il quotidiano -. Quindi non poteva neppure andare in albergo". 

Intanto ieri la polizia ha portato a termine un nuovo blitz, con 50 agenti in azione nella zona di Etterbeek, la zona adiacente al "quartiere europeo".