(FILES) This file photo taken on May 31, 2016 in Berlin shows a postal ballot paper for the upcoming referendum on UK's membership of the EU, scheduled for June 23. 
For months, polls draw a thrilling head-to-head race of "Leave" and "Remain". / AFP PHOTO / ODD ANDERSEN / TO GO WITH AFP STORY BY Tobias Schmidt
(FILES) This file photo taken on May 31, 2016 in Berlin shows a postal ballot paper for the upcoming referendum on UK's membership of the EU, scheduled for June 23. For months, polls draw a thrilling head-to-head race of "Leave" and "Remain". / AFP PHOTO / ODD ANDERSEN / TO GO WITH AFP STORY BY Tobias Schmidt

Roma, 16 giugno 2016 - Il termine “Brexit” (Britain exit) si ispira al termine “Grexit”. Si riferisce alla possibilità di uscita della Gran Bretagna dall'Unione Europea. I cittadini britannici giovedì 23 giugno con il referendum decideranno se restare o uscire. Gli elettori avranno una scheda con questo quesito: vuoi che il Regno Unito continui a far parte di un'Unione europea riformata? To leave or to remain, questo è il problema...

Possono votare i cittadini britannici, irlandesi e del Commonwealth maggiorenni che sono residenti nel Regno Unito, ma anche i cittadini del Regno Unito che risiedono all’estero ma che sono iscritti nelle liste elettorali nel Regno Unito da 15 anni. Possono votare anche i cittadini irlandesi che vivono all’estero nati in Irlanda del Nord e che sono registrati al voto in Irlanda del Nord negli ultimi 15 anni.

Cameron, nel 2015, promise che se fosse stato rieletto avrebbe organizzato una consultazione sulla permanenza del Regno Unito nell’Ue. Lo chiedevano diversi suoi colleghi di partito, i Tory, e quello per l’indipendenza del Regno Unito (UKIP) di Nigel Farage, che aveva avuto una forte affermazione alle europee del 2014. La Gran Bretagna ha già votato sull'Europa nel 1975, appena due anni dopo il suo ingresso nella Comunità economica.

Cameron disse che avrebbe fatto campagna a favore dell’uscita se le autorità europee non avessero accolto le sue richieste su vari temi di politica estera ed economica. L'Europa ha fatto le concessioni sulla riduzione dei sussidi da dare ai migranti, sulla non discriminazione per chi non usa l'euro (la Gran Bretagna si tiene stretta la sterlina), sulla non collaborazione britannica ad una “Unione più stretta”.Cameron ha ritenuto tutto ciò sufficiente e al referendum sostiene la permanenza nell'Ue. Il Partito Conservatore ufficialmente si è dichiarato neutrale sul tema, anche se è equamente diviso tra favorevoli e contrari, lasciando libertà di voto ai suoi elettori. Il Partito Laburista, il Partito Nazionale Scozzese, il Partito del Galles e i Liberal Democratici sono contro la Brexit. Naturalmente Farage spinge per l'uscita, il Partito Unionista Democratico (Dup), così come molta stampa popolare. Angela Merkel e François Hollande appoggiano Cameron, così come di recente Obama.

Il referendum non ha quorum, è di tipo consultivo e non è legalmente vincolante. In teoria, se vincesse la Brexit, il Parlamento potrebbe quindi intervenire per approvare una legge che impedisca l’uscita dall’Unione Europea. Per uscire definitivamente dall’Ue, secondo l'articolo 50 del Trattato di Lisbona, il Regno Unito dovrà comunque ridiscutere tutti i trattati e concordare le condizioni per il suo ritiro. Tutto ciò richiederà un paio di anni. In questo periodo di tempo, il Regno Unito sarà formalmente parte dell’Ue, ma non potrà partecipare alla creazione di nuove regole e leggi in ambito europeo. Gli ultimi sondaggi danno in vantaggio i favorevoli alla Brexit.