Londra, 12 dicembre 2018 - Theresa May ce l'ha fatta. Il primo ministro britannico ha superato il voto di fiducia tra i parlamentari Tory innescato dal dossier Brexit. Per la premier è stato un buon risultato (200 voti contro 117) considerato che nel 2016 aveva conquistato la leadership con 199 voti dopo le dimissioni di David Cameron, ma per convincere i più riottosi del suo partito ha dovuto promettere che non si ricandiderà alle elezioni politiche del 2022

"Un numero significato di parlamentari ha votato a mio favore e ha ascoltato le mie parole", ha commentato May che non era presente alla lettura del risultato perché già rientrata a Downing Street. "Ora dobbiamo lavorare insieme, ripartire da qui, tutti i politici di tutte le fazioni", ha aggiunto assicurando che chiederà "una garanzia legale per il backstop irlandese" nell'intesa raggiunta con l'Ue. Il voto favorevole comunque non ha placato i suoi oppositori (interni ed esterni). C'è chi come Peter Bone, uno dei falchi storici, ne ha chiesto le dimissioni, mentre Jacob Rees-Mogg ha definito il risultato "terribile" per Theresa May. Il leader dell'opposizione laburista, Jeremy Corbyn, invece ha sottolineato che "il voto di questa sera non fa alcuna differenza per la vita del nostro popolo, la premier ha perso la sua maggioranza in Parlamento e il suo governo è nel caos, incapace di raggiungere un accordo su Brexit".

MAY: "MI OPPORRO'" - May, dal canto suo, ha sfoggiato tutta la sua combattività fin dal mattino. "Mi opporrò con tutte le mie forze", aveva detto la premier in merito al voto di sfiducia chiesto dai compagni di partito per la gestione dell'accordo di uscita dall'Unione europea, aggiungendo che un cambio della leadership conservatrice avrebbe messo "il futuro del nostro Paese a rischio". Secondo May un nuovo leader non sarebbe entrato in carica "per la scadenza legale del 21 gennaio" con il rischio che il controllo dei negoziati sarebbero passati all'opposizione in Parlamento. Insomma un successore non avrebbe avuto il tempo di rinegoziare con l'Unione europea (che peraltro da giorni si dice non disponibile a riaprire i negoziati, ma solo a ulteriori chiarimenti sul nodo più spinoso, cioè quello dell'Irlanda del Nord).

MERKEL: "PRONTI A HARD BREXIT" - "Ci siamo preparati anche all'ipotesi di una hard Brexit", ha detto Angela Merkel interpellata nel parlamento dai colleghi, riferendo della discussione di stamattina nel suo gabinetto, dove sono state decise delle misure di protezione nel caso in cui si arrivasse a un'uscita disordinata di Londra dall'Ue. Merkel ha tuttavia sottolineato che Berlino "spera in un'uscita ordinata".