Theresa May (Afp)
Theresa May (Afp)

Londra, 19 dicembre 2018 - Se l'Ue non fa sconti sulla Brexit, Londra non ha intenzione di agevolare i cittadini europei che vorranno trasferirsi in Gran Bretagna. Come anticipa il Guardian, nel piano che dovrebbe essere presentato a breve dal ministro dell'Interno Sajid Javid non ci sarà nessuna corsia preferenziale per chi proviene da Stati Ue. Il criterio con cui sarà gestita l'immigrazione sarà la competenza, e non il Paese di origine, privilegiando quindi i lavoratori altamente specializzati. E così, se le indiscrezioni saranno confermate, anche chi arriva dai 27 dovrà dimostrare un reddito annuo di 30 mila sterline (oltre 33mila euro), richiesto per i migranti qualificati extra Ue, per ottenere il permesso di soggiorno valido per cinque anni. Ma attenzione: la soglia di reddito è un dettaglio su cui si discute ancora. Ed è uno dei parametri che più preoccupa  il Cancelliere dello scacchiere, Philip Hammond, e il ministro del Commercio, Greg Clark, convinti che un improvviso crollo della disponibilità di migranti dall'Ue potrebbe minare alcuni settori chiave dell'economia. Fonti di governo riferiscono al Guardian che la maggioranza dei ministri vorrebbe una soglia inferiore, di 21mila sterline (oltre 23mila euro). E' il premier Theresa May, secondo il quotidiano inglese, che punta i piedi per arrivare a una stretta significativa. Downing Street spera che rifiutare un trattamento preferenziale ai migranti Ue potrebbe essere una carta vincente per sbloccare gli accordi commerciali con Paesi come l'India, intenzionati a ottenere un regime più libero per i loro cittadini. 

I VISTI - Il "libro bianco dell'immigrazione" imprimerà un giro di vite anche sui visti di lavoro temporanei che saranno limitati ad un anno. 

"Sistema basato sul talento"

"Sarà un sistema di immigrazione unico, basato sulle competenze, costruito attorno al talento e all'esperienza che le persone possono portare, piuttosto che da dove provengono, massimizzando i benefici dell'immigrazione e dimostrando che il Regno Unito è aperto alle imprese", spiega Javid. La stretta sull'immigrazione è in arrivo, l'obiettivo - non dichiarato, ma che si evince dalle misure allo studio - è ridurre il fenomeno ai numeri del 1998, portando l'immigrazione netta a quota 100mila. "Stiamo fornendo istruzioni chiare per avere il controllo sui nostri confini e introdurre un nuovo sistema che funzioni nell'interesse del popolo britannico", ha assicurato Javid. Il d-day del 29 marzo, nel frattempo si avvicina. 

E a 100 giorni dall'uscita ufficiale della Gran Bretagna, l'accordo ancora non c'è. O, per lo meno, Westminster non l'ha ancora votato. Londra si prepara al peggio, il piano per gestire l'eventuale caos di una Brexit 'no deal' è già pronto. 

IL PIANO UE - In attesa di capire se accordo sarà (o meno), si muove anche la Commissione europea. Bruxelles ha iniziato a mettere in pratica il piano d'emergenza in caso di uscita del Regno Unito 'no deal', adottando un pacchetto di 14 misure per limitare i danni in settori vitali in cui l'ipotesi di mancato accordo avrebbe gravi conseguenze per i cittadini e per le imprese dell'Ue.