Londra, 22 maggio 2019 - Sulla Brexit l’appello di Theresa May sembra un grido di dolore e un ultimatum al tempo stesso: “Se bocciate l’accordo ci saranno solo divisioni e stallo“, avverte la premier, che ha illustrato ai Comuni il suo nuovo piano per uscire dall’impasse. Intanto Corbyn la attacca: “Non ha autorità, vogliamo elezioni anticipate“. Downing Street smentisce voci di un complotto per silurare la premier, un fuoco amico per spingerla alle dimissioni. Ma Andrea Leadsom, ministra per i Rapporti con il Parlamento, e aspirante guida dei Tory e del governo, oggi ha girato le spalle alla May, e si è dimessa in polemica con la premier.

MONITO AI PARLAMENTARI - “Respingete” il disegno di legge per attuare la Brexit (Withdrawal Agreement Bill) “e avremo davanti a noi solo divisioni e stallo”. A ribadire il monito, davanti alla Camera dei Comuni, è stata la premier, che ha illustrato ai parlamentari la sua nuova offerta, un ultimo piano in dieci punti e qualche correzione per uscire dall’impasse sul divorzio del Regno Unito dalla Ue. “Rischiamo di creare ulteriori divisioni, mentre abbiamo bisogno di agire insieme nell’interesse nazionale”, ha detto lei, convinta che uscire dalla Ue con un accordo sia “l’unica via possibile”, ma che una Brexit senza accordo resta uno scenario “di default”. May ha confermato che il Withdrawal Agreement Bill sarà pubblicato venerdì. L’idea della premier sarebbe quella di portare il testo al voto dei Comuni i primi di giugno per poi “cercare un terreno comune in Parlamento” con l’opposizione. Opposizione che, nonostante sei settimane di negoziati bipartisan, ha sbattuto la porta in faccia alle proposte, sostenendo che “sulle questioni fondamentali - unione doganale, mercato e protezioni ambientali - si tratta di un rimaneggiamento dello stesso vecchio, cattivo accordo”. La proposta di riformulare il piano, con dieci cambiamenti all’accordo, è stata respinta sia dal Labour, che dalle fila dei Tory. “Rischiamo di creare ulteriori divisioni, mentre abbiamo bisogno di agire insieme nell’interesse nazionale”, ha detto la premier, convinta che uscire dalla Ue con un accordo sia “l’unica via possibile.

CORBYN CONTRATTACCA - Il leader dell’opposizione, Jeremy Corbyn, ha rinnovato il suo appello affinché siano indette elezioni politiche anticipate nel Regno Unito, mentre non accenna a diminuire lo scontro con la premier Theresa May, le cui nuove proposte per arrivare alla ratifica in Parlamento dell’accordo sulla Brexit sono state respinte sia dal Labour, sia dal suo partito. Intervenendo al question time ai Comuni, Corbyn ha denunciato che May non ha fatto alcun tentativo di unire il Paese - “diviso tra Leave e Remain” - e che “ormai non ha l’autorità”, per raggiungere un accordo di compromesso con l’opposizione.

LA LEADSOM SCARICA LA MAY - La ministra britannica per i Rapporti con il Parlamento, Leader of the House, Andrea Leadsom, importante esponente brexiteer del governo Tory, ha annunciato stasera le dimissioni in polemica con le concessioni fatte dalla premier Theresa May alle opposizioni nel testo della legge d'attuazione della Brexit. La Leadsom, pretendente alla guida dei Tory e del governo, oggi era in prima fila nelle riunioni organizzate in seno al partito per cercare di ottenere le dimissioni della May.

Brexit, odissea infinita

DOWNING STREET IMPERTERRITA - Si dimette o resta in sella? Downing Street getta acqua sul fuoco dei rumors che vorrebbero la premier inglese al capolinea, a un passo dalle dimissioni, e assicura che “il primo ministro Theresa May è concentrata sul lavoro, sulle scadenze, quello che le ultime 24 ore hanno dimostrato è che si tratta di un impegno pesante”. A parlare così è stato un portavoce della premier britannica, dopo che diversi parlamentari, sia tra i conservatori sia tra i Tory, avevano chiesto le dimissioni dell’ormai impopolare capo di governo.

L’EUROPA ALLA FINESTRA - “Seguiamo gli eventi a Londra da vicino e in modo paziente. Non abbiamo altri commenti da fare in questa fase”. Lo ha detto il portavoce della Commissione Europea, Margaritis Schinas, dopo l’annuncio del premier britannico di voler sottoporre nuovamente alla Camera dei Comuni l’accordo. 

May apre a emendamento

STERLINA AI MINIMI - La sterlina ha toccato i minimi da gennaio nei confronti del dollaro dopo che il primo ministro Theresa May ha presentato la bozza del suo nuovo piano Brexit, che apre alla possibilità di un secondo referendum, bocciato dai laburisti e da una parte dei conservatori. Gli investitori sembrano scommettere sulla possibilità che la May si dimetta, e che venga sostituita da un leader più intransigente, i pronostici indicano un ruolo chiave nella persona di Boris Johnson, che potrebbe spingere per una uscita senza tentennamenti.