Bruxelles, 19 luglio 2018 -  I Paesi membri e i privati stiano pronti e "intensifichino i loro preparativi" in caso non si dovesse raggiungere un accordo con il Regno Unito su un'uscita ordinata dall'Unione Europea. Così oggi la Commissione europea ha scritto in una comunicazione agli Stati membri in vista del primo incontro di questo pomeriggio tra il negoziatore dell'Ue Michel Barnier e il nuovo Segretario di Stato britannico per l'uscita dall'Unione Dominic Raab. "Non è da escludere la possibilità di un mancato accordo con Londra" - si legge nel documento. Ci si aspetti anche una "rottura brutale", in un momento in cui i conservatori britannici sono profondamente divisi sulla strategia di uscita dall'Ue. "Improbabile si possa arrivare a questo epilogo" - fa sapere un portavoce di Downing Street. "Vogliamo essere comunque pronti per entrambi gli scenari - ha invece ribadito Mina Andreeva, portavoce della Commissione europea - stiamo lavorando molto duramente per avere un accordo con il Regno Unito, ma dobbiamo essere pronti a ogni eventualità. Prepararsi al recesso del Regno Unito non è responsabilità soltanto delle istituzioni europee: si tratta di un impegno comune, condiviso a livello di Unione, nazionale e regionale, che coinvolge in particolare anche gli operatori economici e altri soggetti privati". 

"Mancano 13 settimane al Consiglio di ottobre e in questo periodo dobbiamo fare due cose: finalizzare l'accordo di recesso, e non ci siamo ancora, e preparare la dichiarazione politica sulle nostre relazioni future", lo ha detto il capo negoziatore dell'Ue per la Brexit Michel Barnier nel primo incontro con il negoziatore inglese Dominic Raab. Per Barnier "è fondamentale una stretta partnership tra di noi", l'ottenimento di un accordo di libero scambio che rispetti il Mercato Unico e un'intesa sulla sicurezza interna ed esterna". 

Dominic Raab e Michel Barnier nel loro primo incontro per le negoziazioni sulla Brexit

DUE SCENARI POSSIBILI - Sono due gli scenari possibili su cui dovranno discutere i negoziatori di Londra e Bruxelles: il primo prevede il raggiungimento di un accordo ratificato entro il 30 marzo 2019. In questo caso le leggi dell'Unione europea smetteranno di applicarsi al Regno Unito il 1 gennaio 2021 dopo un periodo di transizione. Il secondo prevede invece il fallimento nel raggiungimento dell'intesa e in questo caso non ci sarà alcun periodo di transizione e le leggi dell'Unione europea non saranno più applicate al Regno Unito a partire dal 30 marzo 2019, determinando così la definitiva rottura tra le due parti. "Non c'è certezza - avverte la Commissione - che ci sarà un accordo entro quella data". E se non ci dovesse essere, "tecnicamente dal 30 marzo 2019 i cittadini europei potrebbero essere costretti a chiedere il visto per recarsi in Gran Bretagna, e viceversa". Tra i settori in cui si prevedono forti ripercussioni l'esecutivo europeo cita i controlli alle frontiere esterne dell'Unione e "le diverse norme applicabili ai trasferimenti di dati" tra le due parti.

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