Cimitero a Brasilia, "Campo da Esperança" (Ansa)
Cimitero a Brasilia, "Campo da Esperança" (Ansa)

San Paolo, 15 aprile 2021 - Il Brasile è travolto dalla pandemia Covid, dagli ospedali di Rio de Janeiro arriva la drammatica testimonianza di operatori sanitari costretti a intubare i pazienti Covid da svegli per la mancanza di sedativi negli ospedali. Il Paese ha superato le 360 mila vittime dall'inizio dellìemergenza sanitaria: nelle ultime 24 ore sono stati registrati 3.459 morti e 73.513 contagi. Il bilancio totale sale a 361.884 vittime, e 13.673.507 contagi accertati.

Nello stato di San Paolo, il più colpito dal coronavirus in Brasile, nonostante la campagna vaccinale prosegua a ritmi serrati e ci sia il lockdown, il numero di morti e di contagi continua a salire:  tra il 4 e il 10 aprile 5.657 vittime, il triplo che la prima ondata a luglio scorso. Il problema è la variante brasiliana del Coronavirus P1, responsabile di quest'ondata di infezioni e morti nel Paese, e che preoccupa la comunità internazionale. Secondo gli scienziati brasiliani che la studiano sta mutando in forme che la renderebbero in grado di eludere gli anticorpi. 

L'Istituto di sanità pubblica Fiocruz ha trovato mutazioni nelle varianti della proteina spike, quella che viene utilizzata per infettare le cellule. Queste mutazioni potrebbero rendere il virus più resistente ai vaccini. "Crediamo che sia un altro meccanismo di fuga che il virus sta creando", ha commentato Fiocruz. 

Mancano i sedativi

Negli ospedali di Rio de Janeiro non ci sono più sedativi: un'infermiera dell'ospedale Albert Schweitzer di Realengo, nella zona orientale do Rio, ha reso una drammatica testimonianza al sito G1. La donna ha raccontato di alcuni pazienti Covid in gravi condizioni intubati da svegli, con le mani legate al letto, a causa della mancanza di farmaci. Nell'ospedale in questione sono ricoverati 118 pazienti Covid, di cui 40 in rianimazione. "Sono svegli, senza sedativi, intubati, con le mani legate al letto e ci implorano di non farli morire", ha detto l'infermiera, che ha voluto restare anonima.

San Paolo, record di morti 

Vaccinazioni, rigide misure di confinamento, non servono: nello stato più colpito del Brasile si continua a morire: la settimana tra il 4 e il 10 aprile è stata quella con il maggior numero di morti dall'inizio della pandemia, 5.657 vittime. Praticamente il triplo dei 1.945 decessi della settimana con il maggior numero di morti avvenuta nella prima ondata, a metà luglio. Lo stato più ricco e popoloso del Brasile ha il record di decessi (84.380) e contagi (2.667.241) provocati dalla malattia. E le vaccinazioni? In Brasile sono state somministrate finora più di 32 milioni di dosi di vaccino, di cui oltre otto milioni solo nello stato di San Paolo. Il vaccino che va per la maggiore è il CoronaVac, prodotto proprio a San Paolo dall'Istituto Butantan in collaborazione con il laboratorio cinese Sinovac. 

Bolsonaro: Il Brasile è una polveriera

Il presidente del Brasile, Jair Bolsonaro, nel mirino per la gestione negazionista della pandemia da parte dell'opinione pubblica e sotto indagine del Senato, ad alcuni simpatizzanti a Brasilia oggi ha detto che il Paese "è al limite", e che attende "un segnale dal popolo" per "agire". Il Brasile è una "polveriera" pronta ad esplodere a causa dei problemi sociali generati dalla pandemia di coronavirus. "Il Brasile è al limite, la gente dice che devo agire ... Sto aspettando un segnale dal popolo perché la fame, la miseria e la disoccupazione sono sotto gli occhi di tutti, non li vede solo chi non vuole". Oggi a Brasilia è morto il primo deputato federale, Josè Carlos Schiavinato, del Partito dei Progressisiti (Pp, conservatore), aveva 66 anni ed era ricoverato da 40 giorni nell'ospedale siro-libanese della capitale. La moglie, Marlene Schiavinato, era morta il 12 marzo, sempre di Covid. Di Covdi sono morti già tre i senator: Major Olimpio, Arolde de Oliveira e Josè Maranhao.

image