Rio de Janeiro, i sostenitori di Bolsonaro (Ansa)
Rio de Janeiro, i sostenitori di Bolsonaro (Ansa)

Brasilia, 7 settembre 2021 - Sale la tensione in Brasile tra sostenitori e oppositori del presidente Jair Bolsonaro. Oggi in particolare si temono scontri in occasione delle celebrazioni della Festa dell'Indipendenza dopo che lo stesso Bolsonaro ha incitato i suoi sostenitori a scendere in piazza per sostenerlo. Il presidente è nel mirino di una Commissione parlamentare d'inchiesta per aver ritardato l'acquisto di vaccini per far fronte all'emergenza sanitaria Covid, inoltre il capo di Stato ha accusato i giudici della Corte suprema di agire "fuori dalla Costituzione", evocando anche il rischio di frodi alle elezioni del prossimo anno. Le manifestazioni più importanti saranno a San Paolo e a Brasilia, e i cortei anti-Bolsonaro sono pronti a scendere in strada per dare battaglia. 

Le prefetture stanno rafforzando la presenza della polizia nelle strade, e nella capitale le forze di sicurezza stanno cercando di bloccare l'accesso alla zona dove è previsto il raduno di migliaia di sostenitori di Bolsonaro, ma in molti hanno già sfondato la barriera protettiva e si sono riversati anche nella zona della capitale dove si trovano i ministeri ed i palazzi delle istituzioni.

L'opposizione politica teme anche possa ripetersi l'assalto alla Corte Suprema visto negli Usa da parte dei sostenitori dell'ex presidente Donald Trump. I partiti di opposizione temono una presenza armata delle frange più estremiste di destra, con il rischio di un golpe. Un rischio reale, infatti a sostegno di Bolsonaro ci saranno anche numerosi agenti della temuta polizia militare, che vogliono protestare contro le azioni disciplinari intraprese dal governatore di San Paolo, Joao Doria, contro un ufficiale pro-presidente. 

"E' arrivato il momento di dire che non accetterete che qualcuno a Brasilia vi imponga la sua volontà", ha minacciato Bolsonaro. Ieri il presidente ha firmato un decreto per limitare la capacità delle aziende, in particolare delle grandi società di social media, di rimuovere i contenuti dalle loro piattaforme. Un decreto che mira a combattere "la cancellazione arbitraria e ingiusta di account, profili e contenuti da parte dei fornitori", ha dichiarato il segretariato federale delle comunicazioni, ma lo stesso Bolsonaro in passato diverse volte è stato 'censurato' dai social media che bloccavano le fake news diffuse sulle loro piattaforme. I video di Bolsonaro sono stati rimossi in varie occasioni da YouTube, Twitter e Facebook. In molti post il presidente criticava minimizzava le raccomandazioni degli esperti di salute pubblica sulla pandemia da Covid.

Appello di oltre un centinaio tra leader e intellettuali dell'area progressista di numerosi Paesi in una lettera aperta contro il rischio di "una insurrezione metterà in pericolo la democrazia in Brasile". Tra i firmatari anche il Premio Nobel per la Pace Adolfo Pérez Esquivel, il linguista statunitense Noam Chomsky e l'ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero.