La marcia degli abitanti della favela dopo l'uccisione della piccola Agatha (Ansa)
La marcia degli abitanti della favela dopo l'uccisione della piccola Agatha (Ansa)

Rio de Janeiro, 22 settembre 2019 - Aveva 8 anni, Agatha Vitoria Sales Felix, quando è stata uccisa nella favela di Alemao, in cui abitava.  La bimba si trovava con il nonno in un furgone quando è stata colpita: trasferita all'Ospedale 'Getulio Vargas', è morta per le ferite riportate. Secondo testimoni, il proiettile che l'ha uccisa sarebbe stato esploso dagli agenti dell'Unità di polizia di pacificazione, che hanno aperto il fuoco contro una motocicletta in fuga. E' la quinta minorenne morta a Rio in un'azione del genere dall'inizio dell'anno.

Una bimba uccisa da una pallottola che non era diretta a lei, nel corso di un'operazione della polizia militare contro la criminalità: la tragedia sta suscitando indignazione tra le fasce più povere della popolazione della città brasiliana e tra i sostenitori dei diritti civili, sempre più preoccupati dalla disinvoltura con cui gli agenti cercano di catturare i criminali sparando tra la folla e senza curarsi del rischio di fare vittime innocenti. 

Oltretutto nel caso della piccola Agatha non si è trattato di uno scontro a fuoco. La polizia militare "ha aperto una indagine", ha affermato l'ufficio del governatore, sottolineando però che tutto è accaduto mentre gli agenti rispondevano a "un attacco simultaneo in diversi luoghi" della favela da parte di in gruppo criminale. Da parte loro, sia Amnesty international sia il Difensore civico locale hanno sottolineato l'impatto negativo della mano brutale voluta dal governatore Wilson Wtizel contro i delinquenti, messa in atto anche a costo della perdita di vite di civili.