Roma, 9 giugno 2018 - Si erano conosciuti due anni fa, quando Bourdain venne a Roma per una puntata del suo show, Parts Unknown. Asia ci raccontava in una intervista, poco tempo fa, di avergli mostrato una Roma sconosciuta, "quella che conosco io, quella che io vivo". Da allora erano insieme, e Asia era diventata la regista del suo show. L’ultimo video, Bourdain lo ha postato pochi giorni fa, il 3 giugno. Erano a Hong Kong. Insieme. Festeggiavano la fine delle riprese dello show. Asia balla. C’è il direttore della fotografia, Chris Doyle. Bourdain è in un angolo, appare per pochi secondi. Ma sorride. 
Ieri, Asia ha scritto su Twitter: "Anthony ha dato tutto se stesso in tutto quello che ha fatto. Il suo spirito brillante e coraggioso ha toccato e ispirato tante persone e la sua generosità non ha conosciuto limiti. È stato il mio amore, la mia roccia, il mio supporto. Sono più che devastata. I miei pensieri vanno alla sua famiglia. Vi chiedo di rispettare la loro e la mia privacy". 

Anthony Bourdain con Asia Argento (foto Lapresse)

Anthony Bourdain, chi era il re della cucina - di NICOLETTA MAGNONI

Naturalmente, nessuno la ha rispettata. Il popolo di Twitter non ha perso occasione per scatenarsi in commenti infamanti, idioti, impensabili su Asia. Il Daily Mail, poi, aveva insinuato dei dubbi sulla relazione fra Bourdain e la Argento: secondo il tabloid britannico, l’attrice sarebbe stata vista passeggiare mano nella mano qualche giorno fa a Roma col giornalista francese Hugo Clement. 
 
Quello che è certo, è che Asia negli ultimi tempi ha dovuto affrontare un lungo viaggio nel dolore. L’anno scorso la battaglia legale con Morgan, per gli alimenti alla figlia Anna Lou non pagati dal 2011. Erano stati una delle coppie più trasgressive ma anche più belle dello star system italiano. Sposati dal 2000 al 2007, e anche dopo la fine della storia d’amore erano in buoni rapporti. Invece, si sono fatti una spietata guerra pubblica. Carte bollate. E il tribunale di Monza dà ragione a lei, pignorando la casa di lui. Seguono accuse incrociate affidate ai giornali. Lei che punta il dito: «Morgan ha ignorato le sue responsabilità legali e morali trascurando le cure della propria figlia, e lasciandole a una madre single in difficoltà finanziarie»..

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Poi, in questi mesi, Asia si è trovata sola, in Italia. Lei che ha accusato Weinstein di violenza sessuale, lei che ha accusato il predatore numero uno, che lo ha accusato anche dal palco del festival di Cannes, si è trovata poca o nessuna solidarietà dalle sue colleghe, che non la hanno coinvolta neppure nel manifesto «Dissenso comune», firmato dalle donne dello spettacolo italiane. Chi la sostiene, chi la difende, è invece proprio Bourdain. Che si ritrova ad essere uno dei pochi maschi «attivisti» per il #metoo. Le reclamizza su Instagram gli spettacoli, la difende su Twitter dagli attacchi subiti in patria, prendendosela con i giornalisti che attaccano Asia. Un movimentista maschio. Che ha deciso, senza preavviso, dopo l’ultimo sorriso, di buttarsi da quella scogliera, con una corda attaccata al collo in una stanza d’albergo.