Roma, 16 novembre 2021 - Rimane alta la tensione al confine tra Polonia e Bielorussia dove migliaia di migranti sono ammassati davanti al filo spinato sorvegliato dalla polizia polacca. Dopo che ieri il governo di Varsavia ha annunciato che inizierà la costruzione di un muro, definito da Papa Francesco un ritorno al passato, nella notte è scoppiato qualche scontro e, stando a quanto riferito dal ministero della Difesa di Varsavia, gli agenti polacchi hanno lanciato gas lacrimogeni in risposta al lancio di sassi da parte dei migranti. Un agente polacco, ha detto reso noto la polizia su Twitter, è stato gravemente ferito da un colpo di pietra alla testa ed è stato evacuato dalla zona.

Nel villaggio di Kuznica, si legge nel profilo Twitter del ministero, "i migranti hanno attaccato i nostri soldati e ufficiali con pietre e stanno cercando di distruggere la recinzione e attraversare la Polonia. Le nostre forze hanno usato gas lacrimogeni per sedare l'aggressione". Come riferisce l'agenzia di stampa statale bielorussa BelTA, "essendo stati portati alla disperazione, i rifugiati stanno schiacciando la recinzione e colpendo le forze di sicurezza polacche con pietre. I polacchi stanno usando gas lacrimogeni e granate stordenti". I migranti, spiega l'agenzia, sono "stanchi di aspettare e pronti a sfondare" le recinzioni.

Restano tesi anche i rapporti tra l'Unione Europea e i suoi Stati appartenenti, soprattutto Francia, Germania e l'interessata geograficamente Polonia, e la Bielorussia. Ieri c'è stato un giro di telefonate tra presidenti: prima un colloquio, il primo dopo le contestate elezioni presidenziali dell'agosto 2020, di circa 50 minuti tra Angela Merkel e il presidente bielorusso Alexander Lukashenko in cui si è discusso di come evitare un'escalation della situazione e del sostegno umanitario per i migranti bloccati al confine, e poi una chiacchierata tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente francese Emmanuel Macron.

Al centro di quest'ultima telefonata le azioni da intraprendere per allentare la tensione al confine tra Bielorussia e Polonia e il ruolo che Mosca può giocare nella soluzione della crisi. Sia Putin che Macron hanno concordato sulla necessità che la dignità dei migranti sia rispettata. Secondo quanto riferito dal Cremlino, Putin avrebbe però riferito a Macron che a suo giudizio i leader della Ue dovrebbero trattare la soluzione della crisi direttamente con il presidente bielorusso Alexander Lukashenko e avrebbe criticato la polizia di frontiera polacca per le presunte violenze compiute contro i migranti.