Silvio Berlusconi e Vladimir Putin (Olycom)
Silvio Berlusconi e Vladimir Putin (Olycom)

Roma, 18 settembre 2015 - Kiev bandisce per tre anni Silvio Berlusconi "per motivi di sicurezza nazionale" dopo il suo recente viaggio – "non concordato" e organizzato, "illegalmente", partendo direttamente dal territorio russo – in Crimea, con Vladimir Putin, e lo mette sotto inchiesta per appropriazione indebita di un bene pubblico di valore rilevante: una bottiglia di sherry de la Frontera, datata 1775, del valore di 150mila dollari. Il brindisi ‘incriminato’ è avvenuto con il leader del Cremlino nelle storiche cantine di Massandra, vicino a Yalta. Il prezioso vino spagnolo, il più antico d’Europa e tra i più costosi al mondo, sarebbe stato stappato per i due leader politici dal direttore generale delle cantine, Janina Pavlenko, detentrice della preziosa collezione milionaria. 
 
DA QUI l’ipotesi di appropriazione indebita, secondo i pm della Repubblica autonoma di Crimea che dopo il referendum del marzo 2014 (non riconosciuto dall’Ovest) è rimasta su territorio ucraino e quindi fa capo a Kiev. Ma l’Ucraina finisce sotto una pioggia di critiche internazionali per aver risposto alle elezioni convocate dai ribelli filorussi del Donbass con nuove sanzioni che colpiscono anche una quarantina di giornalisti russi e occidentali, tra cui tre della Bbc in servizio a Mosca: tutti banditi per un anno perché ritenuti una "minaccia, attuale o potenziale, per gli interessi nazionali, la sicurezza e l’integrità territoriale dell’Ucraina". Il presidente Petro Poroshenko è stato così costretto a fare una rapida quanto imbarazzante marcia indietro ordinando la rimozione dalla blacklist dei reporter del media britannico. Ad aprire il fuoco era stata la stessa Bbc: "Si tratta di un attacco vergognoso contro la libertà di stampa".