1 apr 2022

Belgorod, il mistero dell'attacco ucraino in Russia. Ira di Mosca, Kiev nega

Due elicotteri MI-24 ucraini avrebbero colpito il deposito petrolifero in territorio russo, vicino al confine. Non ci sono morti né feriti. Due giorni fa a Belgorod esplosioni con cause "ancora da accertare". I servizi britannici: "Perdita di carburante creerà ulteriori problemi alle truppe che circondano Kharkiv"

Belgorod, 1 aprile 2022 - Un attacco ucraino in Russia. Non solo difficile da prevedere, ma anche da comprendere in tutte le sue sfumature. Il primo fatto: da giorni nel Belgorod la tensione era palpabile. Poco più di una settimana fa, il 24 marzo, un cappellano militare russo era rimasto ucciso da un raid missilistico nella regione al confine con l'Ucraina. Oleg Artyomov si trovava nel villaggio di Zhuravlyovka, era caduto - riferiva il dipartimento militare del Patriarcato di Mosca - "sotto un bombardamento da un lanciarazzi ucraino Smerch". Nella notte tra martedì e mercoledì venivano segnalate esplosioni in un altro villaggio, sempre nel Belgorod. Nessuna "causa accertata", il commento delle fonti ufficiali di Mosca.

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Il raid

Stanotte il raid sull'impianto petrolifero, un'azione eclatante, nel cuore della città. La prima controffensiva riconducibile agli ucraini in territorio russo. A colpire sarebbero stati due elicotteri MI-24 delle forze armate di Kiev, ha affermato il ministero della Difesa. Il portavoce Igor Konashenkov riferisce come l'attacco sia avvenuto intorno alle 05:00 di Mosca, quando i due MI-24 sono entrati nello spazio aereo russo a quote estremamente basse. L'obiettivo era l'impianto di stoccaggio di petrolio situato alla periferia della città: sono stati centrati in pieno 8 dei 27 serbatoi di petrolio presenti. L'incendio che ne è seguito viene descritto di "notevole dimensioni". E i video ne testimoniano la portata. Sul posto Mosca ha mandato 170 vigili del fuoco con 50 mezzi per spegnere il rogo, domato solo nel tardo pomeriggio. 

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Belgorod, il deposito di petrolio in fiamme (Ansa)
Belgorod, il deposito di petrolio in fiamme (Ansa)

La conferenza stampa del ministero è arrivata dopo diverse ore, segno che i russi hanno cercato di far luce sull'accaduto.  "Un certo numero di carri armati sono stati danneggiati e hanno preso fuoco dopo essere stati colpiti da missili", ha detto Konashenkov. "Vorrei sottolineare che questa struttura viene utilizzata per fornire carburante solo ai veicoli da trasporto civili. Il terminal petrolifero non ha alcuna relazione con le forze armate russe", ha aggiunto. Una versione che non convince i servizi segreti britannici, secondo i quali la perdita di carburante creerà probabilmente "ulteriori problemi logistici" alle truppe di Putin. Le ripercussioni saranno soprattutto sulle armate che circondano Kharkhiv (che si trova a 60 km da Belgorod).

Il governatore regionale, Vyacheslav Gladkov, conferma che non ci sono stati né morti né feriti nell'attacco. E precisa che nel raid è stata distrutta una linea elettrica in corso di riparazione. La notizia dell'offensiva ucraina è arrivata anche sui social russi, dove circolano video e foto del rogo. Il Cremlino ha già detto che l'attacco "all'alba sul suolo russo peserà sui colloqui".

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Da Kiev nessuna rivendicazione

Da Kiev, intanto, non è ancora arrivata nessuna rivendicazione. Segno che la situazione è assai delicata.  Il ministro degli Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, non ha voluto confermare né smentire le accuse di Mosca. E il Segretario del Consiglio di Sicurezza ucraino, Oleksiy Danilov, ha addirittura negato che Kiev sia responsabile dell'attacco. "Per un qualche motivo dicono che lo abbiamo fatto noi, ma in base alle nostre informazioni ciò non corrisponde alla realtà", ha commentato parlando alla televisione di Stato. Gli uomini di Zelensky, insomma, non sembra abbiano intenzione di cavalcare il raid. Sempre che ne fossero a conoscenza. Che gli elicotteri fossero MI-24 ucraini, pare ormai assodato. Il resto, come spesso accade in questa guerra, resta sospeso nel tiro incrociato di accuse e smentite. 

Casa Bianca

Anche gli Stati Uniti, notoriamente in prima linea con l'intelligence su questo genere informazioni, dichiarano di non essere in grado di commentare le accuse di Mosca. Gli Usa mantengono l'attenzione su Vladimir Putin,  accusato di aver "iniziato questa guerra" ed elogiando la resistenza degli ucraini contro la "brutalità russa non provocata". La portavoce della Casa Bianca  Jen Paski ribadisce: "Qui c'è un solo aggressore e questo è il presidente Putin e l'esercito russo ai suoi ordini". Parole pronunciate ancor prima che Kiev negasse ogni sua responsabilità nell'attacco. 

La mappa

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