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29 giu 2022
29 giu 2022

Bataclan, la sentenza: Salah Abdeslam, 'soldato dell'Isis', non uscirà mai più dal carcere

Cos'è l'ergastolo 'incomprimibile' al quale è stato condannato l'unico superstite degli attentati di Parigi costati la vita a 132 persone. Tra le vittime, Valeria Solesin

29 giu 2022
Nella combo i volti delle vittime degli attacchi del 13 novembre a Parigi, tratte dalle pagine Twitter ad essi dedicate: tra loro, prima in alto a sinistra, l'italiana Valeria Solesin, 28 anni, uccisa al Bataclan. Roma, 24 novembre 2015. ANSA/
Terrorismo islamico, sono state 132 le vittime degli attacchi di Parigi nel 2015
Nella combo i volti delle vittime degli attacchi del 13 novembre a Parigi, tratte dalle pagine Twitter ad essi dedicate: tra loro, prima in alto a sinistra, l'italiana Valeria Solesin, 28 anni, uccisa al Bataclan. Roma, 24 novembre 2015. ANSA/
Terrorismo islamico, sono state 132 le vittime degli attacchi di Parigi nel 2015

Parigi, 29 giugno 2022 - Processo Bataclan: ergastolo senza sconti di pena per Salah Abdeslam, 'combattente islamico', unico sopravvissuto del commando di terroristi islamici che compirono gli attentati di Parigi, il 13 novembre 2015, e provocarono la morte di 132 persone (due morirono in seguito alle ferite riportate). Abdeslam è  stato riconosciuto colpevole come “co-autore” di omicidio e terrorismo.

La lettura della sentenza è cominciata con forte ritardo sull’orario previsto. Il presidente del tribunale ha affermato che 19 su 20 imputati sono stati riconosciuti colpevoli di omicidi volontari. Strapieni i banchi delle parti civili. In questo processo storico, che ha catalizzato l'attenzione di tutto il paese, si sono costituite più di 2.500 persone.

Cos'è l'ergastolo incomprimibile

La chiamano "pena di morte sociale" e finora in Francia era stata pronunciata soltanto per 4 persone, mai per un terrorista. È l’ergastolo "incomprimibile", cioè senza nessuna possibilità di sconti, riduzioni o commutazione in pene alternative. 

Il processo Bataclan

Nel corso di un processo straordinario di nove mesi, l’unico sopravvissuto della squadra estremista dello Stato Islamico che ha attaccato Parigi nel 2015 ha proclamato il suo radicalismo, ha pianto, si è scusato con le vittime e ha chiesto ai giudici di perdonare i suoi “errori”.

Tra le vittime dell'attentato anche la giovane ricercatrice italiana Valeria Solesin. 

Chi era Valeria Solesin

Valeria Solesin, 28 anni, giovane ricercatrice veneziana, quella sera di novembre 2015 era al Bataclan con il fidanzato Andrea Ravagnani. 

Valeria stava svolgendo un dottorato in demografia all’Idem (l’istituto di Demografia dell’Università della Sorbona Parigi 1), si trovava all’ingresso della sala nel momento del primo blitz dei terroristi. Solesin studiava in Francia da quattro anni, definita dagli amici come “uno dei cervelli in fuga dall’Italia”. Dopo aver conseguito la laurea a Trento, si era trasferita a Parigi per il dottorato in demografia. Nell’ateneo francese si occupava di temi legati alla famiglia e ai bambini, oltre alla comparazione sociologica tra sistema francese e italiano.

Salah, combattente dello Stato islamico

Salah Abdeslam,  32 anni, francese di origini marocchine, dopo 6 anni di silenzio in un carcere di massima sicurezza, aveva cominciato spavaldo, arrivando a provocare i parenti delle vittime presenti, a proclamarsi un soldato dell’Isis, combattente dello Stato islamico. Ha inveito contro tutti - "vengo trattato come un cane" -, ha pianto e ha chiesto scusa.  "L’opinione pubblica pensa che ero a sparare contro le persone sedute ai tavolini fuori dai bar, che ero al Bataclan. Sapete che la verità è l’opposto. Ho commesso errori, è vero, ma non sono un assassino. Se mi condannate per omicidio commettete un’ingiustizia”, ha affermato. La sentenza ha accolto la richiesta della procura nazionale antiterrorismo.

 

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