I lavori per la ricerca di Julen (Ansa)
I lavori per la ricerca di Julen (Ansa)

Malaga, 23 gennaio 2019 - Ci risiamo. Nuovi "problemi tecnici" sono sorti nei lavori al tunnel verticale parallelo al pozzo di Julen, il bimbo di 2 anni caduto nel pozzo a Malaga, in Spagna. Stamani alle ore 6 i soccorritori avevano dato per "terminata" la perforazione della galleria. E ci si attendeva entro oggi che i minatori iniziassero a calarsi nel tunnel, per poi riportare alla luce il piccolo. Invece, nel tardo pomeriggio i media spagnoli hanno comunicato che i soccorritori hanno incontrato "diversi problemi tecnici" nei lavori. E così si allontana ancora una volta il momento del salvataggio di Julen, anche se a questo punto sarebbe meglio parlare solo del suo recupero. 

Aggiornamento 25 gennaio: "Minatori a metà degli scavi"

Aggiornamento 24 gennaio: "Problemi risolti, minatori pronti a salvare Julen"

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IL PUNTO SUI LAVORI - I lavori di perforazione del tunnel verticale parallelo sono dunque sostanzialmente conclusi, ma è stato necessario ridurre il diametro di una parte del tubo di metallo perché "non entra ancora nel canale", spiega El Pais. Un nuovo ritardo che si aggiunge a quello di ieri, quando si è dovuto riscavare, perché gli stessi tubi di metallo "erano troppo grandi" rispetto alla cavità perforata lunedì. "Un errore di calcolo" dei tecnici, sottolineava La Vanguardia. I minatori, nonostante siano da questa mattina pronti a scendere nella galleria, devono ancora attendere. Quando saranno finiti i lavori dei tecnici, si potranno calare con un'ascensore speciale fino a 60 metri di profondità. E da lì inizieranno a scavare manualmente il collegamento di quattro metri al pozzo di Julen, sperando di trovarlo. Solo queste ultime operazioni, riferiscono i quotidiani spagnoli, dureranno tra le 20 e le 24 ore

Un giornalista del Pais ha postato una foto degli esperti che si caleranno nella cavità.

LA FASE FINALE - A Julen non si arriverà prima di giovedì, e procedendo di questo passo, non è impensabile che si vada anche a venerdì. Sono otto i membri della Brigata di soccorso minerario che scaveranno a mano e con i picconi il tunnel che li dovrebbe portare dal bambino. Lavoreranno a turni di due persone perché la capsula di metallo che li porterà sotto terra non può contenerne di più. Ogni 40 minuti risaliranno in superficie e procederanno al cambio con altri due minatori. Saranno utilizzate anche delle telecamere speciali per localizzare il piccolo. Sarà un lavoro "molto rischioso" a causa delle difficoltà nella fase di discesa, spiega il capo delle operazioni Rafael Galvez citato da El Pais. Pronta "in caso di incidente" una squadra di emergenza "per risolvere tutto ciò che può accadere", aggiunge Galvez. Tuttavia, viene sottolineato, non c'è alcuna certezza che Julen si trovi là dove lo si sta cercando, ovvero a circa 70 metri di profondità. I soccorritori lo hanno ipotizzato perché a quel livello sono state trovate rocce e terra che il bambino si sarebbe trascinato dietro nella caduta. Se, dopo tutte le operazioni dei minatori al collegamento tra il tunnel verticale e il pozzo di Julen, il piccolo non dovesse essere trovato, sarà necessario scavare ancora. La cavità dove è caduto il bambino è profondo 107 metri. 

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