Il padre di Julen, il bimbo caduto nel pozzo a Malaga (LaPresse)
Il padre di Julen, il bimbo caduto nel pozzo a Malaga (LaPresse)

Malaga, 17 gennaio 2019 - Ci vorranno "almeno due giorni" per raggiungere il punto in cui si dovrebbe trovare il piccolo Julen, il bambino di 2 anni caduto nel pozzo di 107 metri a Malaga, in Spagna. Così hanno comunicato i soccorritori. Man mano che passano le ore, tuttavia, la situazione si fa sempre più drammatica. Tutto il mondo segue pietrificato la corsa contro il tempo per salvare il bimbo, intrappolato sotto terra ormai da cinque giorni. I soccorritori lavorano senza sosta giorno e notte, senza essere ancora riusciti a localizzarlo. Ma le ultime notizie, riportate dai media spagnoli, non sono rassicuranti: "Il terreno è instabile" e "nei prossimi giorni è prevista pioggia", comunicano i soccorritori. La ricerca dunque si complica. 

Aggiornamento: le notizie si sabato 19 gennaio

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Una piccola luce la accende  il ​​rappresentante del Collegio degli Ingegneri e delle Strade di Malaga, Ángel García, riferendo che nella cavità "c'è ventilazione" e che nella massa di terra trovata a 73 metri potrebbe esserci un buco. Questa mattina, intanto,il presidente della Federazione andalusa di Speleologia ha dichiarato di credere ancora nel miracolo. "Ci sono casi simili in cui persone hanno resistito anche 10 giorni in quelle condizioni", ha detto Josè Antonio Berrocal. Ieri sono stati trovati all'interno del pozzo i capelli di Julen, la conferma che il piccolo è "lì sotto". Centinaia le persone accorse sul luogo delle ricerche: bambini, adulti, anziani tengono in mano striscioni e cartelli con scritto: "C'è speranza" e "Siamo tutti Julen".

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I lavori. In un primo momento il piano era di scavare un tunnel orizzontale sul fianco della collina. Ma l'opzione è stata scartata: più veloce e praticabile aprire altre due gallerie verticali parallele (e non uno come era stato comunicato inizialmente) a quello dove è caduto Julen. Stamattina è iniziata la costruzione di una piattaforma a 30 metri di profondità dalla superficie. A mezzogiorno sono stati scavati 15 metri, quindi "si presume che entro stasera la piattaforma sia finita", sostengono i media spagnoli. Domani quindi dovrebbe iniziare la perforazione fino a 71/72 metri di profondità, dove è pensabile si trovi il piccolo. Da lì ci si muoverà orizzontalmente in direzione del piccolo Julen, con la speranza di trovarlo. "Se Julen non si trova a quel livello, continueremo a scendere", ha spiegato l'ingegnere Angel Garcia Vidal. Il problema sono i tempi. Secondo i soccorritori non è possibile arrivare al luogo in cui si dovrebbe trovare il piccolo "prima di due o tre giorni". 

Intanto il buco di 107 metri, largo 25 centimetri, dove è caduto il bambino è stato coperto e i tecnici hanno preparato una guaina metallica per evitare cedimenti e crolli durante i lavori agli scavi, e salvaguardare la sicurezza del piccolo. Le offerte di aiuto sono arrivate da tutto il mondo: anche la svedese Stockolm Precision Tools AB, che nel 2010 salvò i 33 minatori imprigionati in una miniera in Cile. Al momento in totale sono nove le aziende al lavoro, pubbliche e private. E nessuno ha la minima intenzione di arrendersi. L'ansia cresce, ma la speranza tiene accesi gli animi. "Un angelo ci aiuterà a farlo uscire vivo", ha detto ieri in lacrime il padre José Rosello. Il riferimento è al suo altro figlio, Olivier, morto improvvisamente nel 2017 all'età di tre anni. 

L'ESPERTO - Il lavoro è complesso, ma il presidente della Federazione di Speleologia in Andalusia, Josè Antonio Berrocal si dice "assolutamente fiducioso" sulle possibilità di trovare vivo Julen. L'esperto ha spiegato ai media spagnoli che è possibile rimanere in vita "anche fino a dieci giorni" da quando si è rimasti in trappola. Con oggi, Julen è al quinto giorno sotto terra.  

Il luogo dove si cerca Julen, il bambino caduto nel pozzo (screenshot da Google Maps)

L'esperto spiega che sopra il piccolo c'è un tappo di pietra che a seconda della sua forma potrebbe far circolare l'aria. Ma potrebbero anche esserci acqua e fango, che renderebbero impossibile il passaggio di ossigeno. "Fondamentale", conclude lo speleologo, la posizione del bambino: la peggiore delle ipotesi è che sia in piedi. Se invece fosse sdraiato "potrebbe resistere ancora molte ore", dichiara l'esperto. Fiducioso il delegato dell'Associazione Ingegneri delle Miniere del Sud a Malaga, Juan Lopez Escobar: "Salvarlo è una questione di giorni, non ore". Purtroppo, però, gli esperti segnalano che nel weekend è prevista piogga, ma questo non deve allarmare più del dovuto in quanto "non dovrebbe influenzare molto i lavori". Le difficoltà, comunque, restano "enormi", concludono gli esperti.