Beirut (Libano), 14 febbraio 2020 - Morta di freddo a un anno e mezzo. A raccontare la straziante storia di Iman - una delle tante che arrivano dalla Siria - è il Syrian Network for Human Rights in un articolo dal titolo "morte di una bambina sfollata, assiderata ad Aleppo". 

Iman Mahmoud Laila ha smesso di vivere ieri fra le braccia del padre - scrive l'organo di informazione - sulla strada che dal campo profughi di Idlib porta all'ospedale di Afrin. La piccola viveva in una tenda con la famiglia, sfollata dalla città Hamouriya, periferia di Damasco, senza riscaldamento: in questi giorni di freddo forte si è ammalata e ha cominciato a manifestare i primi problemi respiratori. Il papà se l'è caricata in spalle, ha camminato due ore per arrivare all'ospedale più vicino, ma quando è arrivato a destinazione Iman era già morta. 

Solo negli ultimi tre giorni si contano oltre 140mila siriani sfollati nella regione di Idlib (nord-ovest della Siria, al confine la Turchia), a causa dell'offensiva lanciata dalle forze governative siriane, sostenute da Russia e Iran, contro le ultime roccaforti dei ribelli, foraggiati da Ankara. Secondo i dati Onu, degli 800mila totali (da inizio dicembre) almeno il 60% sono minori. L'ufficio umanitario delle Nazioni Unite, che monitora la situazione, stima che il nunero crescerà nei prossimi giorni. Ha quindi chiesto risorse immediate per salvare le vite e alleviare le sofferenze della popolazione in fuga, in particolare dei più piccoli. Almeno una decina, finora, sarebbero i bambini morti di freddo: una è Iman.