Una foto generica di volatili (Dire)
Una foto generica di volatili (Dire)

Roma, 20 febbraio 2021 - Nuovo allarme dalla Russia: sarebbero stati scoperti i primi casi di aviaria nell'uomo. Le autorità russe hanno infatti annunciato oggi di aver registrato 7 casi di infezione nell'uomo del virus dell'influenza aviaria del tipo AH5N8 e di averne dato notizia all'Organizzazione mondiale della Sanità "diversi giorni fa". E' quanto riportano le agenzie di stampa Interfax e Tass, citando Anna Popova, capo dell'agenzia federale russa per i controlli sanitari. Popova ha sottolineato che "questo virus può essere trasmesso dagli uccelli all'uomo", ma ha anche assicurato "non può essere trasmesso da un essere umano a un altro".

A confermare la trasmissione all'uomo del ceppo H5N8 dell'aviaria sono stati gli scienziati russi del Centro 'Vektor' che lo hanno individuato in sette dipendenti di una fabbrica Sud della Russia, dove nel dicembre 2020 sono stati registrati focolai tra la popolazione di volatili. Le autorita' locali, riporta l'agenzia Ria Novosti, hanno attuato tutte le misure necessarie a proteggere le persone e gli animali, permettendo così di contenere la diffusione del contagio. "Tutte e sette le persone contagiate stanno bene, il loro decorso clinico è stato molto semplice", ha aggiunto Popova parlando con la tv russa.

Gli esperti hanno assicurato che per ora non vi è stata trasmissione uomo a uomo, ma hanno anche avvertito che, in seguito a una possibile mutazione, il virus potrebbe "imparare" a farlo. Finora, il ceppo di influenza aviaria noto per contagiare l'uomo è l'H5N1, trasmesso dagli animali, ma la maggior parte dei casi di contagio era stata associata a contatti ravvicinati con volatili infetti vivi o morti. "Questa scoperta scientifica dei nostri ricercatori - ha concluso Popova - ci consente di intraprendere le misure necessarie in tempo per contrastare la nuova minaccia". Al momento, l'Oms non ha ancora commentato la notizia. 

Gismondo (Sacco): "Necessità di attenzione"

"Non c'è nessun presupposto per creare nuovo panico e allarmarsi ma c'è assolutamente la necessità di attenzione perché tutte le volte che appare un nuovo virus dobbiamo cercare in ogni modo di non farlo propagare". Maria Rita Gismondo, direttrice del Laboratorio di Microbiologia clinica, Virologia e Diagnostica delle bioemergenze dell'ospedale Sacco di Milano, commenta così, all'Adnkronos Salute, la scoperta, in Russia, per la prima volta negli esseri umani del virus dell'influenza aviaria H5N8. La Russia ha riferito di aver allertato l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms): "E' assolutamente una prassi corretta - commenta Gismondo - quella di allertare l'Oms tutte le volte che c'è un evento infettivo diverso dalla norma. E' giusto che sia così. Sappiamo che ci sono continui passaggi, soprattutto dal pollame, di virus respiratori, e ci auguriamo, sarà sicuramente così, che la cosa possa rimanere isolata. Le persone infettate immagino siano state isolate, e sembra non si tratti di una manifestazione grave in quanto hanno pochi sintomi e stanno bene".