Claudia Maria D'Antona, Cristian Rosso, Nadia Benedetti
Claudia Maria D'Antona, Cristian Rosso, Nadia Benedetti

Roma, 2 luglio 2016 - Sono nove le vittime italiane dell'attentato islamista a Dacca, capitale del Bangladesh. Per tutta la mattinata la Farnesina ha tenuto il massimo riserbo sui nomi perché, come ha spiegato il premier Matteo Renzi, prima si è voluto informare le famiglie. Poi è arrivato il triste elenco e con esso la disperazione dei parenti. Tutti i nostri connazionali uccisi dai miliziani islamisti si trovavano nel Paese per motivi di lavoro.

Ecco chi erano:

- Cristian Rossi, 47 anni, imprenditore a Feletto Umberto (Udine), sposato e padre di due gemelline di 3 anni, ex manager alla Bernardi che ora lavorava in proprio.

- Marco Tondat, 39 anni, imprenditore nel settore tessile, di Cordovado (Pordenone). Era separato e aveva una figlia piccola. "Doveva rientrare in Italia per le ferie e abbiamo concordato alcune cose, lo aspettavo per lunedì. Era un bravo ragazzo, intraprendente e con tanta voglia di vivere", ha detto il fratello. "Era partito un anno fa, perchè in Italia ci sono molte difficoltà di lavoro e ha provato a emigrare. A Dacca era supervisore di un'azienda tessile, sembrava felice di questa opportunità. A tutti voglio dire che quanto accaduto deve far riflettere: non è mancato per un incidente stradale. Non si può morire così a 39 anni".

Adele Puglisi, 54 anni di Catania, manager per il controllo della qualità per la Artsana, era nel Paese per conto di grandi marchi di abbigliamento. Il fratello ha avuto un malore quando i carabinieri gli hanno notificato la tragica notizia.

- Claudia D'Antona di Torino, moglie dell'unico sopravvissuto Gian Galeazzo Boschetti, salvatosi perché era uscito nel giardino per rispondere a una telefonata. La coppia viveva da vent'anni in Bangladesh: lei era managing directror della Fedo Trading Ltd, di cui il marito era partner. La donna, che era laureata in legge, era anche volontaria della Croce Verde

- Simona Monti, di 33 anni, di Magliano Sabina (Rieti), dove sarebbe dovuta rimanere per un anno, in aspettativa, perché da alcune settimane aveva appreso di essere incinta. 

- Nadia Benedetti, 52 anni, di Viterbo, managing director della StudioTex Limited, azienda con sede principale a Londra, nel Regno Unito con succursale proprio a Dacca. La morte di quest'ultima è stata confermata dalla nipote Giulia su Facebook: "Ormai abbiamo perso anche l'ultima speranza: mia zia, Nadia Benedetti, è stata brutalmente uccisa nell'attentato in Bangladesh di ieri".  "Non c'è più: non la rivedremo più, non parleremo, non commenteremo i colori delle magliette da produrre, mio padre non la andrà più a prendere all'aeroporto, non andremo a cantare insieme come ci eravamo ripromesse. 'Non c'è più' ripete mio padre. Un branco di bestie ce l'ha portata via. Aveva vissuto in Italia, Kenya, Bangladesh e non si era mai fermata. Neanche nei momenti più difficili", ha scritto nell'accorato post la giovane rivolgendo poi il suo pensiero alle famiglie delle altre vittime e ai sopravvissuti.

Vincenzo D'Allestro, 46 anni, nato in Svizzera ma originario del Casertano, di Piedimonte Matese, dall'ottobre 2015 trasferitosi ad Acerra (Napoli). L'uomo era sposato e si trovava nel locale in compagnia di un'altra delle vittime, Nadia Benedetti.

Maria Riboli, 33enne di Borgo di Terzo (Bergamo), sposata e mamma di una bimba di 3 anni. Anche lei lavorava nel settore dell'abbigliamento ed era in viaggio per lavoro per conto di un'impresa tessile. Si trovava in Bangladesh da alcune settimane.

Claudio Cappelli, 45 anni, residente a Vedano al Lambro (Monza). "Sono momenti tragici per tutti noi - ha detto la sorella all'Ansa - siamo sconvolti dall'azione di questi infami maledetti assassini". 

Resta ancora un mistero, però. Nell'obitorio militare di Dacca c'è infatti una persona "non ancora identificata", come ha detto il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni aggiungendo che un italiano "forse è irreperibile" o forse "è fra i feriti".