Bruxelles, i tre attentatori (LaPresse)
Bruxelles, i tre attentatori (LaPresse)

Bruxelles, 23 marzo 2016 - Potrebbe esserci una vittima italiana tra gli oltre 30 morti dell'attentato di ieri a Bruxelles. Si tratterebbe di una donna che si trovava in metro al momento dell'attacco e di cui non si hanno più notizie.  La Farnesina però nono si sbilancia, spiegando che le verifiche sono ancora in corso. Tra i dispersi invece ci sarebbe anche l'italiana Patricia Rizzo, impiegata presso un'agenzia della Commissione Ue. Intanto in una Bruxelles ancora sotto choc, è caccia al quarto attentatore del commando: l'unico ancora in fuga.

BELGIO SOTTO ACCUSA - Belgio sotto accusa per la gestione dell'emergenza terrorismo. E nel pomeriggio arriva l'affondo di Erdogan. Uno degli attentatori, Ibrahim Bakraoui - dice il presidente turco - era stato arrestato in Turchia ed estradato in Belgio a giugno. Le autorità belghe lo hanno rilasciato. Ankara ha informato Bruxelles il 14 luglio dell'arresto di un 'foreign fighter' a giugno ma, riferisce Erdogan, le autorità belghe non hanno trovato legami con il terrorismo. Dal governo belga, però, arriva la dura smentita alle accuse del presidente turco. L'uomo arrestato in Turchia ed espulso nel 2015, "venne portato dalla Turchia in Olanda e non in Belgio", chiarisce il ministro della Giustizia belga Koen Geens. Intanto, negli stessi minuti della rivelazione di Erdogan, il quotidiano israeliano Haaretz rivela che i servizi segreti belgi, così come altre intelligence occidentali, avevano indicazioni precise in merito al rischio di attentati all'aeroporto di Bruxelles e altre informazioni in merito a probabili attacchi alla metropolitana della capitale belga.

ATTACCHI ANTICIPATI - Gli attentati sarebbero stati messi a segno con sei giorni di anticipo. Secondo le informazioni diffuse dalla rete fiamminga belga Vtm i terroristi avevano infatti programmato gli attacchi per il lunedì di Pasquetta, ma avrebbero accelerato i tempi preoccupati dall'arresto di Salah Abdeslam venerdì scorso. I jihadisti temevano che Salah parlasse e rivelasse i piani. 

LE INDAGINI - Tre attentatori suicidi, il quarto è in fuga

GLI  ATTENTATORI - Secondo un bilancio della procura, il commando era formato da quattro persone: tre sono morti da kamikaze, il quarto - l'uomo con il cappello nella foto diffusa ieri dalla polizia - è ancora in fuga. Non è ancora chiaro però se sia ricercato in connessione agli attacchi di ieri. Due kamikaze sono i fratelli El Bakraoui, Khalid e Brahim. I due si sono fatti saltare in aria uno all'aeroporto di Zaventem e l'altro in metropolitana e non insieme come riferito in un primo momento. Ibrahim El Bakraoui, secondo quanto riferisce in esclusiva l'emittente televisiva belga Rtbf, avrebbe agito nello scalo internazionale - ed è l'uomo che si vede al centro del gruppo di tre persone, nelle immagini diffuse ieri - mentre il fratello Khalid sarebbe responsabile dell'esplosione sul convoglio della metro alla stazione Maelbeek. Ora bisogna quindi capire chi è il terzo uomo ripreso dalle telecamere di sorveglianza dello scalo. Khalid El Bakraoui era nella lista dei più ricercati dell'Interpol, rivela il New York Times, spiegando che la polizia internazionale aveva diffuso un "red alert", il più alto di una scala di 8 livelli di segnalazioni usati da Interpol, in pratica un mandato d'arresto internazionale. Il quotidiano newyorkese ha recuperato le informazioni sul sito dell'Interpol. Khalid, oltre alla nazionalità belga, aveva un passaporto delle Bahamas.

IL GIALLO SU LAACHRAOUI - Fonti della polizia belga hanno confermato che Najim Laachraoui è il secondo kamikaze entrato in azione all'aeroporto di Bruxelles, come già anticipato dai media belgi. Laachraoui era considerato l'artificiere degli attacchi dello scorso novembre a Parigi. Per tutta la giornata si erano rincorse informazioni e smentite sulla sua sorte. Inzialmente era stato anche indicato come uno degli arrestati.

SCHEDA - Chi sono gli attentatori di Bruxelles

LE VITTIME - E mentre la città tenta di tornare alla normalità, proseguono senza sosta le procedure di riconoscimento delle vittime che sono salite a 32. Sono circa una quarantina - fa sapere il ministro degli Esteri belga - gli Stati coinvolti con morti o anche solo feriti. Secondo la testata belga 'Le Libre', sono quattro le vittime identificate al momento. Il governo di Lima ha confermato la morte di Adelma Marina Tapia Ruiz, 36enne che si trovava all'aeroporto con il marito e due figli che sono riusciti a salvarsi. Una persona di nazionalità marocchina è morta nell'attentato alla metro. Ieri l'agenzia nazionale Map aveva riferito che si trattava di una donna e che altri quattro cittadini del Paese. Un ventenne belga, Léopold Hecht, è rimasto inizialmente ferito nell'esplosione in metropolitana e poi è morto nella notte, notizia confermata da l'Université Saint-Louis-Bruxelles dove il ragazzo studiava. Infine un altro belga, Olivier Delespesse, è rimasto ucciso nella metro, dove si trovava per andare al lavoro. Inoltre è probabile che ci sia anche una vittima italiana. 

I PRIMI DETTAGLI - Emergono intanto i primi dettagli sulla strage. I terroristi sarebbero arrivati all'aeroporto in taxi con l'esplosivo dentro i bagagli. Poi una volta dentro si sono fatti saltare, a nove secondi di distanza uno dall'altro. E grazie al tassista che li ha prelevati e poi li hariconosciuti è stato possibile trovare il covo. Nell'appartamento, perquisito ieri, è stato trovato un arsenale per confezionare ordigni esplosivi: in particolare 15 kg di esplosivo di tipo Tatp, 150 litri di acetone, 30 litri di acqua ossigenata, detonatori, una valigia piena di chiodi e viti e altro materiale. Il Tatp - che si confeziona proprio con acetone e altri agenti chimici di facile reperibilità - è lo stesso utilizzato negli attentati di Parigi, ha fatto sapere il procuratore belga Frederic Van Leuw. 

LA TESTIMONIANZA - Il taxi è troppo piccolo, una bomba resta a casa

ALLARME IN EUROPA - Intanto l'Associated Press lancia un nuovo angosciante allarme per l'Europa. Secondo l'agenzia di stmpa internazionale un esercito di 400 combattenti sarebbero stati addestrati e inviati in Europa, pronti a colpire 'in autonomia', scegliendo luoghi, tempi e metodi di attacco. Nel dare la notizia l'Associated Press cita 'alte' fonti di sicurezza europee e irachene. I terroristi farebbero parte di cellule 'interconnesse', come quelle che hanno agito a Parigi lo scorso 13 novembre e a Bruxelles quattro mesi dopo, sguinzagliate in molti dei paesi del Vecchio continente, compresa l'Italia. 

CHIUSO L'AEROPORTO - A Bruxelles è ancora allerta massima. L'aeroporto di Zaventem resterà chiuso sia oggi che domani, mentre resterà limitato all'orario tra le 7 e le 19 il servizio della metropolitana. Le linee 1 e 5 saranno rimpiazzate da un servizio sostitutivo di autobus tra la stazione centrale e quella di Schuman. Le linee 2 e 6 sono invece sospese, sostituite da un servizio di autobus.

SALTA BELGIO-PORTOGALLO - Si ferma anche lo sport. L'amichevole Belgio-Portogallo, previsto per stasera è stato cancellato "per motivi di sicurezza e misure di precauzione". La partita si giocherà in Portogallo, il 29 marzo alle 20.45 nello stadio di Lieira.