Roma, 27 agosto 2021 - Si aggrava il bilancio dell'attentato a Kabul rivendicato dall'Isis Khorasan, un conteggio di vittime e feriti che continua a crescere ma resta ancora provvisorio. I morti accertati sarebbero 170 - tra cui 13 militari americani -  e i feriti 200, riferisce la Cbs, citando una fonte del ministero della Sanità afghano: finora tra le vittime figurano 32 uomini, 3 donne e 3 bambini, mentre altri 132 cadaveri non sono stati ancora identificati. Secondo l'agenzia Reuters almeno 28 membri dei talebani sarebbero rimasti uccisi, mentre il loro portavoce Zabihullah Mujahid, in un messaggio alla Bbc in pashto, ha detto che "noi (talebani) non abbiamo subito vittime. L'incidente è avvenuto in un'area controllata dalle forze statunitensi". Quanto ai feriti, in precedenza fonti sanitarie afghane citate dall'agenzia russa Sputnik parlavano addirittura di 1.338 persone rimaste coinvolte dalle esplosioni. Rispetto ai soldati americani il Pentagono riporta 18 uomini rimasti feriti. Intanto l'Italia completa oggi l'evacuazione. Per la prima volta si fa vivo anche l'ex presidente Barack Obama, che si dice affranto per l'attentato di Kabul.

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Intanto il Pentagono conferma che, autore del terrificante attentalo di ieri è stato un solo attentatore-kamikaze, precisa il generale William Taylor: "Non c'è stata una seconda esplosione vicino al Baron Hotel. Sappiamo che nella confusione ci può esser stato qualche errore nelle informazioni".

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Sommario

La folla torna all'aeroporto

Nonostante l'attacco kamikaze di ieri, la folla è tornata stamattina nella zona dell'aeroporto di Kabul. L'agenzia Ariana riferisce di centinaia di persone nuovamente radunate all'esterno dello scalo nella speranza di poter lasciare l'Afghanistan. Solo la zona dell'Abbey Gate, il grande ingresso dell'aeroporto dove ieri è avvenuta una delle due esplosioni, rimane vuota, mentre - stando alle immagini della rete Tolo News - le persone sono concentrate nei pressi degli altri accessi.

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Sospesi gli aiuti umanitari dell'Oms

Un effetto dell'attacco terroristico è la sospensione del ponte aereo degli aiuti umanitari su Kabul e l'Oms lancia l'allarme che entro pochi giorni finiranno le scorte di farmaci. L'aeroporto "non sarà disponibile" per la fornitura di aiuti umanitari "per almeno una settimana" ha riferito il direttore per le emergenze regionali dell'Organizzazione mondiale della sanità Rick Brennan aggiungendo che un'alternativa in corso di valutazione è l'aeroporto di Mazar-i-Sharif. "Restano solo pochi giorni all'esaurimento delle scorte di materiale medico, motivo per il quale stiamo studiando tutte le opzioni per far entrare nel Paese nuove scorte di farmaci", ha aggiunto Brennan indicando al momento due priorità: garantire la sicurezza del personale sanitario e l'erogazione dei servizi sanitari essenziali, in particolare alle persone più vulnerabili, donne e bambini.

Operazioni di evacuazione

Sono giorni in cui sono in corso le ultime frenetiche operazioni di evacuazioni prima della scadenza fissata del 31 agosto, un'attività che gli Usa - ha confermato il presidente Joe Biden - porterà a termine come programmato. Lo stesso farà la Gran Bretagna "senza che gli attentati accelerino la nostra partenza", come riferito dal segretario alla Difesa del Regno Unito Ben Wallace, mentre Paesi come Spagna, Germania, Olanda, Norvegia, Svezia, Polonia e Canada hanno già ultimato le loro evacuazioni. La Turchia sta smobilitando le proprie truppe all'aeroporto, mentre Francia, Australia, Nuova Zelanda dovrebbero terminare oggi.

L'Italia chiude il ponte aereo

Oggi anche l'Italia chiude il ponte aereo con l' Afghanistan: finora sono 4.575 gli afghani, di cui 1.062 donne e 1.146 bambini, portati in Italia negli ultimi 12 giorni. Nel primo pomeriggio decolla da Kabul l'ultimo C-130 italiano con una cinquantina di afghani ed altro personale e l'arrivo in Italia è previsto per domani mattina. Stasera, invece, giungeranno a Fiumicino altri due velivoli dell'Aeronautica militare provenienti da Kuwait city, tappa intermedia per i voli italiani provenienti dall' Afghanistan, dopo quello atterrato in mattinata con 106 profughi a bordo. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio annuncia: "Evacuati tutti gli italiani che hanno chiesto di andare e 4.900 afghani".

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Obama affranto

"Come molti voi, Michelle ed io siamo rimasti affranti per l'attacco terroristico fuori dall'aeroporto di Kabul", dice l'ex presidente americano Barack Obama, rimasto finora in disparte di fronte alla crisi afghana. "Come presidente, nulla era più doloroso di piangere insieme ai famigliari degli americani che avevano dato la loro vita per servire il nostro Paese", ha aggiunto.  "Come ha detto il presidente Biden, questi uomini sono eroi che si erano impegnato in una missione pericolosa e disinteressata per salvare le vite degli altri. I nostri cuori vanno alle famiglie che hanno perso i loro cari e quanti stanno continuando la loro missione a Kabul. Pensiamo anche alle famiglie degli afghani che sono morti, molti dei quali sono rimasti al fianco dell'America ed erano pronti a rischiare tutto per una vita migliore Dio protegga la memoria di quelli che abbiamo perso e protegga quelli che rimangono", ha concluso Obama.

Ferita un'afghana residente nel Bresciano

Una donna afghana residente a Odolo, nel Bresciano, è rimasta ferita nella calca dell'aeroporto di Kabul poco prima delle due esplosioni di ieri. Lo racconta al 'Giornale di Brescia' il marito Atullah Solozai, rifugiato politico, che aspetta di riabbracciare la moglie Lailamah e il piccolo Abdallah di sette mesi. L'uomo spiega che a causa della ressa la moglie e il neonato sono caduti nel canale di scolo a cielo aperto che costeggia il perimetro dell'aeroporto. "Li hanno tirati fuori i miei fratelli che erano con lei in aeroporto - ha detto al giornale bresciano -, mi hanno telefonato e io ho chiamato mio padre che è arrivato a prenderli in auto, sono tornati a casa della mia famiglia, poco fuori Kabul. Due ore dopo c'è stato l'attentato". Dalla casa di Odolo Atullah è poi riuscito a parlare con la moglie, ad avere rassicurazioni sulla sua salute e su quella del piccolo. "Tanta paura, tanto male, tante botte. Mio fratello si è tagliato una gamba con un vetro nel canale". Da tre giorni e due notti erano all'aeroporto di Kabul col permesso di soggiorno di lei e i documenti del bambino, nato a febbraio all'ospedale di Gavardo (Brescia), sperando che i militari trovassero per loro un passaggio per tornare in Italia.