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14 apr 2018

Attacco in Siria, Gentiloni: "No escalation". Distanza tra Salvini e Berlusconi

L'Italia non ha partecipato direttamente all'intervento. Il leader della Lega: "Pazzesco". Ma il Cav: "Meglio tacere". Di Maio: "A fianco degli alleati, Ue sia unita. Ma azione sia circoscritta"

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14 apr 2018
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi, Roma, 14 aprile 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la dichiarazione sulla Siria (Ansa)
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in una dichiarazione sulla Siria a Palazzo Chigi, Roma, 14 aprile 2018. ANSA/GIUSEPPE LAMI
Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni durante la dichiarazione sulla Siria (Ansa)

Roma, 14 aprile 2018 - "L'Italia non ha partecipato" all'attacco in Siria. Lo chiarisce Paolo Gentiloni in una conferenza stampa dopo i raid di Stati Uniti, Francia e Regno Unito che stanotte hanno colpito Damasco e la regione di Homs. "Il supporto logistico che forniamo agli Usa, in questo caso particolare abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria", ha detto il premier, ricordando comunque lo stretto legame tra Roma e Washington e con gli altri partner alleati. 

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"Quella di stanotte è stata un'azione circoscritta, mirata a colpire le capacità di fabbricazione o diffusione delle armi chimiche - spiega il presidente del Consiglio, che in mattinata si è consultato al telefono con il capo di Stato Mattarella - e non può e non deve essere l'inizio di una escalation". L'opzione diplomatica è quella caldeggiata dal governo italiano, che chiede di ritornare ora ai negoziati per "dare stabilità e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile". Gentiloni sarà in Aula al Senato martedì 17 aprile per una informativa urgente sulla crisi siriana. 

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CENTRODESTRA DIVISO - Frizioni trapelano all'interno del Centrodestra, con Silvio Berlusconi che mostra di non gradire la posizione di Matteo Salvini. Queste le parole del leader della Lega stamani: "Stanno ancora cercando le 'armi chimiche' di Saddam - scrive su Faecebook - stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi "missili intelligenti", aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. "Pazzesco". Poi aggiunge: "L'attacco alla Siria di questa notte è sbagliato. Apprezzo l'intervento di Gentiloni che non ha concesso le nostre basi". Commenti che il Cav pare implicitamente bocciare. "In queste situazioni è meglio non pensare e non dire nulla", chiosa il presidente di Forza Italia che aggiunge: "Si tratta di un attacco su obiettivi precisi contro siti legati alla produzione di armi chimiche che traduce il principio internazionale di condanna di queste armi". Vista la situazione internazionale, Berlusconi chiede di "accelerare per dare con sollecitutidine un nuovo governo italiano" che sia "autorevole e presente". Un "governo di tutti", perché "oggi non contiamo niente". Il leader azzurro, da Campobasso, precisa di non aver sentito Putin.

D'accordo con Salvini, invece l'altra alleata, Giorgia Meloni. L'attacco in Siria è "fuori dalla legalità internazionale", perché è fatto "in assenza di un pronunciamento dell'Onu sui presunti attacchi chimici", scrive su Facebook la leader di Fratelli d'Italia. Roma "non assecondi questa pericolosa deriva". 

Il capogruppo di Forza Italia alla Camera Maria Stella Gelmini lamenta che "vedere le immagini che ci giungono dalla Siria è un colpo al cuore. Occorre che il nostro Paese, come fatto tante altre volte anche in passato e soprattutto con i governi Berlusconi, prenda l'iniziativa e assuma il suo ruolo di protagonista nello scacchiere internazionale". Gelmini chiede "subito un negoziato, si trovi al più presto una soluzione". 

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PD - Dal Pd sostegno al governo Gentiloni.  "C'è bisogno di un cessate il fuoco - afferma il segretario Martina - di un percorso umanitario, di affrontare in maniera diplomatica con lo sforzo della politica e della condivisione una crisi drammatica che va avanti da sette anni. È chiaro che è inaccettabile l'utilizzo di armi chimiche, come è stato riconosciuto in questi giorni".

LEU: NO ALLE BOMBE - Voci contrarie all'intervento di Trump, Macron e May si levano a sinistra.  Per Pippo Civati "l'unico risultato possibile dei missili lanciati in queste ore è quello di aumentare il numero di vittime civili e di far deflagrare la tensione sullo scenario internazionale".  "I bombardamenti in Siria non aiutano a risolvere quella che da anni è una vera tragedia umanitaria con migliaia di morti innocenti e milioni di profughi - dice Pietro Grasso, leader di Liberi e Uguali -. E' necessario fermare immediatamente ogni azione di attacco per impedire una pericolosa escalation nell'area. Occorre mettere in campo tutta la forza diplomatica necessaria per avviare un percorso di pace". 

M5S: PREOCCUPATI MA A FIANCO DEGLI ALLEATI - I capigruppo del Movimento 5 Stelle di Camera e Senato, Giulia Grillo e Danilo Toninelli, hanno scritto questa mattina una lettera ai presidenti dei due rami del Parlamento, Maria Alberti Casellati e Roberto Fico, invitandoli a convocare "urgentemente", ovvero "già nelle prossime ore, delle commissioni speciali, anche in sede congiunta", affinché il presidente del Consiglio "possa informare" le forze politiche dell'andamento della crisi siriana. "Il M5S - si legge in una nota - pur restando al fianco dei propri alleati manifesta comunque preoccupazione per le forti divisioni che continuano a registrarsi in seno al Consiglio di Sicurezza Onu". Concetto ribadito da Luigi Di Maio, che auspica "in questa fase delicatissima, un'Ue compatta e unita, anche nell'invitare le Nazioni Unite a compiere ispezioni sul terreno in Siria affinché si accertino le responsabilità sull'uso di armi chimiche da parte di Assad. Su questo aspetto, in particolare, mi auguro che anche il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si mostri coeso". "Siamo preoccupati - ha aggiunto il capo politico del M5S - per quel che sta accadendo e riteniamo che in Siria occorra accelerare con urgenza il lavoro della diplomazia, incrementando i canali di assistenza umanitaria. L'uso di armi chimiche, come ho già detto, è intollerabile ma mi auguro che l'attacco di oggi resti un'azione limitata e circoscritta e non rappresenti invece l'inizio di una nuova escalation".

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