Wellington 15 marzo 2019 - Doppio attentato in Nuova Zelanda. Un uomo è entrato in due moschee di Christchurch e ha fatto fuoco. Brenton Tarrant, australiano di 28 anni, prima di uccidere almeno 49 persone nei luoghi di culto della cittadina neozelandese, aveva scritto un vero e proprio "manifesto" razzista e suprematista.

Ma non solo, Tarrant ha ripreso e trasmesso per 17 minuti in live stream il suo attacco. Il capo della polizia della Nuova Zelanda ha esortato a non condividere il video che "non dovrebbe essere di pubblico dominio". La polizia ha poi bloccato i suoi account e rimosso il filmato. Ma, nonostante gli appelli della polizia, alcuni media australiani hanno trasmesso il video, in modo integrali all'inizio, e poi solo alcune scene.

Lo aveva pubblicato in rete poche ore prima di sparare su innocenti in preghiera in ginocchio. Nelle sue 73 pagine di delirio razzista spiega nel dettaglio le motivazioni dell'attentato, sostiene di aver letto "gli scritti" di Dylann Roof, l'autore della strage di Charleston avvenuta il 17 giugno 2015, ma il suo esempio è soprattutto il killer di Utoya, Anders Behring Breivik, che nel 2011 uccise 77 persone. 

Tarrant scrive: "Ho letto gli scritti di Dylann Roof e di molti altri, ma ho tratto vera ispirazione dal cavaliere giustiziere Breivik". Il documento è intitolato "The Great Replacement", e tratta temi come la necessità "difendere la razza bianca" e si scaglia contro gli "invasori" che hanno causato "centinaia di migliaia di morti". Sul manifesto il 28enne afferma di voler "vendicare" gli attacchi terroristi di matrice islamica in Europa e liberarci dello stato di "schiavitù" portato dagli "invasori".

Il killer afferma anche di aver deciso di compiere questi attacchi anche come "vendetta" per un attacco in Svezia avvenuto nel 2017: "In quel periodo cui cambiai drasticamente le mie opinioni. Il primo evento che fece iniziare il cambiamento era l'attacco terroristico a Stoccolma, il 7 aprile 2017. Non potevo voltare le spalle alla violenza". E porta esempi di cronace per giustificare il suo odio come l'uccisione di una ragazza "da parte di un islamista", mentre andava a scuola con sua madre. 

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Poi si descrive come "un normale uomo bianco nato in Australia", proveniente dalla classe lavoratrice, con una famiglia "dal basso reddito" e con "poco interesse nell'educazione".  "Non ho frequentato l'università, perché non avevo particolare interesse in quello che poteva offrire l'università". 

Nei suoi piani il bersaglio della sua "vendetta" era una moschea a Dunedin, poi ha scelto le moschee di Al Noor e Masjid perché frequentate "da un numero ben più grande di invasori". Secondo il Daily Mail Australia, l'uomo, cresciuto a Grafton nel nord del New South Wales, era un maniaco della forma fisica, sempre a dieta strettissima e che dedica molto tempo all'allenamento fisico. "Ha anche allenato altre persone. Era molto bravo in questo", spiega un conoscente.

ESALTA LA CINA, CONDANNA LA MERKEL - Nel suo manifesto Brenton si dice "fascista" ("sono sicuro che i giornalisti lo adoreranno") Ed poco dopo cita la Cina come modello. "La nazione con i valori politici e sociali più vicini ai miei è la Repubblica Popolare Cinese", si legge. Tarrant confessa anche di ammirare il presidente Usa, Donald Trump, che è "simbolo di una rinnovata identità bianca". Poi cita Candace Owens, un'attivista e commentatrice americana vicina a The Donald. 

Invece "Angela Merkel è la prima della lista. Pochi hanno fatto danni più di lei". Tarrant afferma che vuole la morte di Merkel, Erdogan e del sindaco di Londra, il musulmano Sadiq Khan, perché il suo obiettivo è liberare l'Europa da tutti gli "invasori": rom, africani, indiani, turchi, semiti. Tarrant invita anche ad uccidere "i Ceo anti bianchi" perchè "i traditori vanno distrutti". 

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LA CANZONE NAZIONALISTA SERBA - Brenton Tarrant  nel video, che mostra il suo attacco alle moschee, quando è in macchina stava ascoltando una canzone: "Remove Kebab", dove la parola kebab è usata come insulto per descrivere i musulmani. Stessa espressione usata nel manifesto. Nel testo infatti il giovane racconta di aver lavorato recentemente come "kebab removalist". 

Il sito di inchieste Bellingcat svela che la canzone "Remove Kebab proviene da un video musicale di propaganda realizzato da soldati dell'esercito serbo come tributo al criminale di guerra Radovan Karadzic", il presidente della Repubblica Serba di Bosnia ed Erzegovina tra 1992 e 1996, gli anni del conflitto in Bosnia. 

Il video originale mostra un gruppo di "tre soldati dell'esercito serbo bosniaco, un trombettista, un suonatore di fisarmonica e un tastierista". La canzone è sul web dal 2006, ma risale agli anni '90 quando la ex Jugoslavia era martoriata dalla guerra civile. 

Il testo della canzone elogia Karadzic, il ritornello recita "Guida i serbi!" definiti "senza paura", minaccia musulmani e croati ustasci. Inoltre si parla della "Lupi che stanno arrivano da krajina (il confine, ndr)", in riferimento al gruppo paramilitare serbo attivo nella guerra in Croazia (1991-1995) chiamato Lupi di Vucjak. Sullo stesso fucile di Tarrant c'è anche il ritornello della canzone ascoltata in auto, "Remove Kebab". 

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