Un hacker in azione
Un hacker in azione

Roma, 13 ottobre 2021 - “I virus ransomware, lanciati per ottenere un riscatto, non sono più la minaccia principale per la cybersicurezza, ora il pericolo numero uno arriva dai killerware, azioni di hackeraggio che possono letteralmente uccidere”, l’allarme sinistro arriva dal capo della Sicurezza nazionale americana, il segretario (scelto dal presidente Joe Biden) Alejandro Mayorkas. In un’intervista a Usa Today, il funzionario 61enne di origini cubane ha rivelato: “L’attacco alla Colonial Pipeline dell’aprile scorso ha attirato l’attenzione dell’opinione pubblica perché ha provocato disagi ai consumatori, come le lunghe code ai distributori di benzina. Ma ci sono cyberattacchi che fortunatamente non sono andati a buon fine, come quello nel febbraio scorso all’impianto di trattamento delle acque in Florida: ecco, lì l’intento degli hacker non era guadagnare soldi o informazioni da rivendere, ma fare del male alla gente. L’incursione nei sistemi digitali dell’Oldsmar in Florida aveva lo scopo di distribuire acqua contaminata ai cittadini e questo avrebbe terrorizzato il Paese”.

Insomma, in un mondo che si sta convertendosi completamente al digitale, con auto senza conducente, case domotiche, dighe controllate da remoto, ospedali gestiti da reti informatiche, la fantascienza non è più così lontana e gli Una Bomber del 2021 hanno, paradossalmente, vita più facile. Nel caso della Florida i malintenzionati hanno tentato di modificare le miscele chimiche tarandole su livelli pericolosi per la salute: un operatore ha rilevato i cambiamenti dei parametri e ha corretto il sistema prima che le modifiche entrassero in funzione, hanno spiegato i funzionari. Mayorkas e altri esperti di cybersicurezza sostengono che la violazione di Oldsmar è stata una delle tante indicazioni che gli hacker stanno prendendo di mira sempre più parti critiche dell'infrastruttura americana – da ospedali e acquedotti a banche, dipartimenti di polizia e trasporti – con strategie terroristiche che potrebbero ferire o addirittura uccidere le persone.

La crescente presenza di prodotti di consumo come termostati intelligenti e veicoli autonomi pone gli americani in un “mondo onnipresente di sistemi cyberfisici” diventato un potenziale campo minato di minacce, ha affermato Wam Voster, direttore di ricerca senior della società di sicurezza Gartner. In un report del 21 luglio scorso, Gartner ha affermato che ci sono prove sufficienti di attacchi sempre più pericolosi, tanto da aspettarsi che entro il 2025 “gli aggressori informatici avranno ambienti tecnologici operativi armati per danneggiare o uccidere con successo gli umani”. “L'operazione contro l'impianto di trattamento delle acque di Oldsmar mostra che gli attacchi alla sicurezza sulla tecnologia operativa non sono più solo inventati da Hollywood", ha scritto Voster in un articolo di accompagnamento al dossier. L’azienda ha stimato che l'impatto finanziario dei cyberattacchi con conseguenze fatali per gli umani supererà i 50 miliardi di dollari entro pochi anni.