Osiris Rex sull'asteroide Bennu (screen Nasa Twitter)
Osiris Rex sull'asteroide Bennu (screen Nasa Twitter)

Roma, 25 agosto 2021 - Contrariamente alle previsioni, è molto più bassa del previsto la probabilità che nei prossimi 300 anni l'asteroide Bennu possa colpire la Terra. L'hanno ricalcolata i ricercatori del Centro studi sui Near-Earth Object (Neo) della Nasa, guidati dall'italiano Davide Farnocchia, nello studio pubblicato sulla rivista Icarus. Diventato celebre in seguito all'incontro ravvicinato con la sonda Osiris-Rex, l'asteroide Bennu dovrebbe avvicinarsi alla Terra nel 2135. In quella occasione, non costituirà un pericolo per il nostro pianeta, ma gli scienziati dovranno studiarne l'esatta traiettoria attorno al Sole e quanto la gravità terrestre sarà in grado di alterarne il percorso.

L'impatto

Grazie ai modelli matematici e ai dati del network Deep Space, gli studiosi sono riusciti a ridurre le incertezze sulla sua orbita e a determinare che la probabilità di un suo impatto entro l'anno 2.300 è dello 0,057%, cioè 1 su 1.750. I ricercatori hanno inoltre calcolato il singolo giorno con la più alta probabilità di impatto: il 24 settembre 2182, con lo 0,037% di possibilità, pari a 1 su 2700.

Anche se, quindi, è molto basso il rischio che Bennu colpisca la Terra, rimane comunque uno dei due asteroidi più pericolosi conosciuti nel Sistema solare, insieme a 1950 DA. Bennu è stato studiato e salutato lo scorso 10 maggio dalla sonda Osiris-Rex, che lo ha osservato da vicino per circa due anni raccogliendo campioni e informazioni sulle sue dimensioni, forma, massa e composizione, monitorandone anche direzione e traiettoria. I campioni raccolti, circa 60 grammi, sono stati messi al sicuro in una capsula che si sgancerà dalla sonda una volta giunta in prossimità della Terra, dove è previsto che atterri il 24 settembre 2023.

Dove si troverà nel 2135

Per calcolare esattamente dove l'asteroide si troverà nel momento in cui sarà più vicino alla Terra nel 2135, il gruppo di Farnocchia ha valutato i vari tipi di forze che possono influire sulla sua orbita mentre gira intorno al Sole, che a sua volta, con la sua luce, calore e forza di gravità ha un effetto importante.

"I dati orbitali raccolti con Osiris-Rex - commenta Dante Lauretta, responsabile scientifico della missione - ci hanno aiutato a calcolare meglio le possibilità di impatto di Bennu nei prossimi 200 anni e gli asteroidi potenzialmente pericolosi".