il presidente Hollande sul luogo della strage (lapresse)
il presidente Hollande sul luogo della strage (lapresse)

Roma, 7 gennaio 2015 - Dopo la strage al giornale satirico Charlie Hebdo di Parigi, esplodono la rabbia e l'indignazione del mondo politico, prima fra tutte quella del presidente Francois Hollande.

HOLLANDE - "E' un attacco terroristico, non c'è alcun dubbio", ha detto il presidente Hollande sul luogo della strage. Hollande ha parlato di "attentato terroristico di eccezionale barbarie. Un attentato alla nostra libertà" e ha promesso: "troveremo i colpevoli". "E' stato un atto di eccezionale barbarie contro un giornale che è espressione di libertà e contro la polizia che la protegge. (I killer) sono solo degli assassini e dei codardi", ha aggiunto Hollande. 

LE PEN - "Bisogna dire basta all'ipocrisia e chiamare le cose con il loro nome: è una strage perpetrata dall'integralismo islamico", ha affermato Marine Le Pen. La leader del Fronte ha condannato "l'odioso attentato" che ha colpito Charlie Hebdo ed ha esortato tutti i francesi a schierarsi per "la difesa della libertà di stampa".

OBAMA - Un attacco "codardo e diabolico", lo ha definito il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. "Siamo con i francesi", ha rimarcato Obama sottolineando come i terroristi abbiamo paura della libertà di stampa visto che hanno organizzato una strage di giornalisti.

Obama, nel suo intervento dallo studio Ovale, ha sottolineato l'importanza di catturare i responsabili e "di rimanere vigili" a livello mondiale. "Saremo al fianco dei francesi in questo momento difficile", ha assicurato. "Il fatto che sia stato portato avanti un attacco contro dei giornalisti, contro la libertà di stampa, dimostra - ha osservato Obama - come questi terroristi ne abbiamo timore". Il presidente americano ha dunque assicurato tutta l'assistenza necessaria ai francesi nella lotta contro il terrorismo e ha indicato la necessità di inchiodare i terroristi "alle loro responsabilità e per scoprire la rete che li ha aiutati a realizzare questo tipo di trama". Intanto a New York è stata rinforzata la sicurezza della città.

KERRY - "Ogni americano è con voi", ha detto il segretario di stato americano John Kerry. "Il mondo non si arrenderà" ai terroristi, ha rimarcato Kerry parlando anche in francese. "Nessuno sa meglio della Francia che la libertà ha un prezzo", ha affermato. "La libertà d'espressione e la libertà di stampa sono valori universali fondamentali: il mondo non si arrenderà alle intimidazione", ha detto Kerry definendo le vittime della strage dei "martiri della libertà".

BAN KI-MOON - Il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon ha condannato l'"orrendo" attacco definendolo una "pietra miliare della democrazia, dei media e della libertà di stampa e di espressione". Un "ingiustificabile crimine a sangue freddo", ha aggiunto.

PAPA FRANCESCO - "Il Santo Padre esprime la più ferma condanna per l'orribile attentato che ha funestato questa mattina la città di Parigi con un alto numero di vittime, seminando la morte, gettando nella costernazione l'intera società francese, turbando profondamente tutte le persone amanti della pace, ben oltre i confini della Francia". Lo afferma il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi. "Il Papa Francesco - aggiunge il gesuita - partecipa nella preghiera alla sofferenza dei feriti e delle famiglie dei defunti ed esorta tutti ad opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell'odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale, che distrugge la vita umana, viola la dignità delle persone, mina radicalmente il bene fondamentale della convivenza pacifica fra le persone e i popoli, nonostante le differenze di nazionalità, di religione e di cultura".

MERKEL - La cancelliera tedesca Angela Merkel ha condannato l'assalto dicendosi "sconvolta" da un "attentato abominevole". "Questo atto orribile non è solo un'aggressione contro la vita delle cittadine e dei cittadini francesi" ma "anche un attacco ingiustificabile contro la libertà di stampa e di opinione, fondamento della nostra cultura libera e democratica" ha affermato Merkel in un comunicato.

PUTIN - Vladimir Putin ha espresso una "risoluta condanna contro il terrorismo".

CAMERON - "Gli omicidi a Parigi sono rivoltanti", ha dichiarato il premier britannico David Cameron. "Siamo al fianco del popolo francese nella lotta contro il terrorismo e nella difesa della libertà di stampa".

JUNCKER - L'attacco "inumano e brutale" che ha colpito questa mattina il settimanale parigino Charlie Hebdo è "un atto intollerabile, una barbarie che ci interpella tutti in quanto esseri umani ed Europei", ha dichiarato il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker. "I miei pensieri - ha continuato - vanno alle vittime e ai loro familiari. Esprimo, a nome personale e della Commissione, la nostra più grande solidarietà con la Francia".

LA POLITICA ITALIANA - NAPOLITANO - Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha inviato un messaggio al Presidente della Repubblica francese Hollande: "Ho appreso con costernazione e commozione del barbaro attacco perpetrato a Parigi. Desidero esprimere la mia più ferma condanna nei confronti di un gesto vile ed esecrabile, che non colpisce semplicemente un giornale, ma uno dei pilastri sui quali si basa la nostra civiltà, la libertà di stampa". "Nella lotta contro il fanatismo, il terrorismo e tutte le forme di odiosa violenza nei confronti di cittadini inermi - ha proseguito il Capo dello Stato -, la Francia potrà sempre contare sulla vicinanza e la fattiva collaborazione dell'Italia. In queste ore difficili, giungano a lei, a tutta l'amica nazione francese ed in particolare ai familiari delle vittime i sentimenti di partecipe vicinanza di tutto il popolo italiano e miei personali".

RENZI - "Tentare di colpire il simbolo della libertà è un gesto di orrore senza fine. L'Europa ha il dovere di reagire" e di farlo in modo "compatto", ha affermato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi parlando all'Ambasciata di Francia in piazza Farnese a Roma, in segno di vicinanza dopo l'attentato di Parigi. "Oggi siamo tutti francesi", ha poi aggiunto parlando in francese. 

Al termine dell'incontro con l'ambasciatrice francese Catherine Colonna, il premier ha voluto sottolineare che "oggi piange tutta l'Europa, tutti coloro che credono nella libertà e nella ragione". Renzi ha anche espresso profonda "solidarietà per i giornalisti, per la città di Parigi" e le famiglie delle vittime. Oggi, ha detto Renzi, "si è tentato di colpire un simbolo di libertà, con un gesto che provoca un orrore senza fine. Il continente deve essere compatto nel condannare questo atto".

GENTILONI - "Infame assalto a Charlie Hebdo. Italia vicina a famiglie delle vittime e al popolo e al Governo francesi nella lotta al terrore", ha scritto su twitter Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri italiano.

GIRO - "Esprimo sgomento e condanna per il vigliacco attacco alla redazione del settimanale Charlie Hebdo che ha fatto molte vittime oggi a Parigi. Sono vicino alla Francia, alle famiglie delle vittime ed ai giornalisti in questo momento di profondo dolore e indignazione" ha dichiarato il sottosegretario agli Affari Esteri Mario Giro. "Di fronte alle prime notizie, ancora frammentarie, si tratta comunque di un attentato intimidatorio alla libertà di stampa, al pluralismo, alla convivenza, anzi direi alla libertà e alla vita tout court. Siamo consapevoli che, davanti agli atroci eventi di guerra in Medio Oriente e ai fatti di queste settimane in Europa volti a incrinare il clima di convivenza civile in Europa, dobbiamo tutti batterci perché sia preservata la qualità delle nostre democrazie basate, tra l'altro, sul rispetto di tutte le opinioni e sulla libertà". 

PINOTTI - "Sgomento per gravissimo attentato a Charlie Hebdo. Ho espresso a ministro Le Drian e all'ambasciatrice francese mio cordoglio e vicinanza Italia", ha scritto su twitter Roberta Pinotti, ministro della Difesa italiana.

GRILLO - "Chi muove i fili del terrorismo e perché?". E' la domanda di Beppe Grillo su Twitter.  E poi rilancia il post di un'attivista, Antonella G., che scrive: "Sono sgomenta per quello che è successo a Parigi. In ogni caso, a chiunque sia da imputare la strage, sarà un colpo grave alla libertà di stampa. Molti giornalisti, per legittima paura, si autocensureranno più di quanto già non facciano per servilismo. Io credo che la strategia del terrore stia riprendendo alla grande: la mistificazione dei fatti non è più sufficiente per tenere bassa la protesta, siccome la gente è sempre più inc****ta, adesso serve la paura". "Sicuramente saranno stati i fanatici islamici a cui le lobbies hanno permesso di spadroneggiare nei paesi occidentali, ma - è la domanda - sarebbe molto bello sapere chi ha mosso i fili".