12 apr 2022

Ucraina, incubo armi chimiche. "Ecco come i russi potrebbero usare il gas nervino"

Piero Batacchi, Rid: "La Russia formalmente ha eliminato il suo stock di armi chimiche dal 2017, ma nel 2018 e 2020 è stato usato gas nervino  Novichock contro oppositori e dissidenti. Non si può quindi escludere che abbia conservato uno stock di queste armi".

alessandro farruggia
Esteri
epa09873709 A woman hugs the coffin a Ukrainian serviceman killed in actions, as his comrades hold his picture during his funeral in Lviv, Ukraine, 06 April 2022. On 24 February, Russian troops entered Ukrainian territory to carry out what the Kremlin refers to as a 'special military operation', resulting in fighting and destruction in the country, a huge flow of refugees, and multiple sanctions against Russia.  EPA/MYKOLA TYS
Una donna piange un soldato ucraino a Lviv (Ansa)

"La Russia è firmataria della convenzione contro l'uso di armi chimiche (CWC), che ne proibisce l'utilizzo, e formalmente i russi hanno distrutto le loro riserve di armi chimiche. Ma non mi sento affatto di escludere che ne abbiamo conservata un riserva. Anche perchè recentemente, dopo la data entro la quale hanno dichiarato di aver distrutto le loro scorte, hanno usato il Novichok, che è un agente nervino di nuova generazione, per uccidere oppositori e dissidenti". Cosi l'analista Piero Batacchi, della Rivista Italiana Difesa.

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Il gas nervino Novchock fu utilizzato nel 2018 per uccidere (tentativo fallito) l'ex spia sovietica Sergei Skripal e sua figlia Yulia nella città inglese di Salisbury. Un agente nervino è stato utilizzato per avvelenare anche il leader dell'opposizione politica russa Alexei Navalny, come ha confermato il 6 ottobre 2020 l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW). I risultati dell'OPCW hanno confermato le precedenti conclusioni indipendenti dei laboratori tedeschi, francesi e svedesi.

"La notizia dell'utilizzo di armi chimiche a Mariupol - prosegue Batacchi - viene dal battaglione Azov, quindi va presa con le molle, ma da quanto di mi dicono fonti ucraine i sintomi non sarebbero compatibili con gas nervini o fosgene. Anche la presenza di una sorta di una nebbia biancastra non sarebbe compatibile con il gas nervino. Potrebbe trattarsi di una altra sostanza, ad esempio potrebbe trattarsi di gas lacrimogeni in sovrasaturazione, o altro. Ma è bene essere prudenti perchè al momento non abbiamo abbastanza informazioni sull'episodio".

"Di solito - prosegue - le armi chimiche vengono utilizzate in proiettili di artiglieria o in bombe d'aereo. Le notizie che filtrano da Mariupol parlano di una bomba lanciata da un drone. Ora, tecnicamente è possibile, ma visti i droni russi come l'Orion, un velivolo da una tonnellata che può portare un limitato carico, l'attacco non avrebbe una grande portata".

"Certo è - prosegue l'analista - che se si va avanti con questa guerra di attrito il rischio di utilizzo di armi non convenzionali aumenta, e non mi riferisco alle armi atomiche tattiche quanto ad armi chimiche come i gas nervini. Mariupol ne potrebbe essere terreno d'elezione perché i difensori ucraini possono nascondersi nei cunicoli sotto l'acciaieria Azovstal, e i russi potrebbero usare il gas nervino per stanarli senza distruggere l'acciaieria".

La Russia è stata incaricata ai sensi della Convenzione sulle armi chimiche (CWC) del 1993 di distruggere le sue armi chimiche entro il 2007, sebbene abbia ricevuto diverse proroghe, l'ultima al 2020. Allo stesso modo, gli Stati Uniti avevano originariamente una scadenza nel 2007, che è stata posticipata al 2012 e poi al 2023 . La CWC, entrata in vigore nel 1997, conta 192 Stati parti. È implementata dall'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (OPCW), che a fine 2017 ha verificato la distruzione del 96,3 per cento delle scorte di armi chimiche dichiarate degli stati parti in tutto il mondo. La Russia ha dichiarato, quando ha firmato la CWC nel 1993, un arsenale di 39.967 tonnellate di agenti chimici, tra cui lewisite, mustard, fosgene, sarin, soman e VX. Ha stabilito il suo primo impianto di distruzione in loco nel 2002, eliminando circa il 30 percento di il suo arsenale entro il 2009 e l'85% entro il 2015. La distruzione sarebbe stata completata - secondo i documenti inviati da Mosca alla CWC - nel settembre 2017.

L'esercito russo potrebbe utilizzare, per terrorizzare la popolazione, armi chimiche "informali", ad esempio prodotti chimici come il cloro che è più denso dell'aria e tende a concentrasi sul suolo ed eventualmente in rifugi antiaerei. Ma potrebbero anche utilizzare agenti nervini come il sarin, che è estremamente letale ma si dissolve rapidamente, consentendo all'esercito attaccante di occupare successivamente il sito preso di mira. Prodotti chimici come gli agenti Novichok, invece sarebbero meno pratici per le truppe russe perché queste sostanze sono persistenti e richiederebbero un'ampia decontaminazione prima che l'esercito possa occupare il sito.

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