Washington, 10 agosto 2018 - La corsa alla conquista dello spazio sta diventando una lotta senza quartiere, questo è il momento di istituire un’armata spaziale statunitense. Lo ha annunciato il vicepresidente degli Usa, Mike Pence, con un discorso tenuto al Pentagono per presentare il piano fortemente voluto dal presidente Donald Trump.

“Il presidente Trump - ha detto Pence - è impegnato a preparare gli Stati Uniti al prossimo confronto, dove i migliori e i più coraggiosi saranno chiamati a impedire e sconfiggere una nuova generazione di minacce al nostro popolo e alla nostra nazione. Questo è il momento di istituire una forza spaziale, sarà la sesta forza armata degli Stati Uniti”. Costo dell’operazione (stimato) pari a 8 miliardi di dollari da spendere in 5 anni. Intanto sul sito www.donaldjtrump.com sono apparsi i prototipi dei logo della nuova forza armata, detti anche crest, con tanto di invito ai lettori a esprimere la loro preferenza per questo o quello scudetto.

Cambia dunque l’approccio alla corsa nello spazio, spazio inteso non più solo come luogo di pace e di progresso, ma anche come linea di confine per difendere gli interessi economici e la sicurezza, in questo caso la sicurezza degli Usa. Da parte sua il segretario alla difesa Mattis, hanno scritto i media americani, sostiene la linea di vari leader repubblicani di Capitol Hill, e si oppone a una Space Force separata, ma è aperto alla creazione di un comando spaziale unificato che si coordinerebbe con i vertici delle forze armate esistenti sulla Terra. La possibilità di una guerra nello spazio, tuttavia, non è fantascienza: la principale minaccia riguarda i satelliti artificiali, ovvero l’eventualità di dover distruggere o mettere fuori uso uno o più satelliti orbitanti con finalità aggressive o minacciose. E le agenzie di intelligence Usa hanno riferito all’inizio dell’anno di avere le prove che Russia e Cina stanno lavorando ad armi anti-satellite anche in chiave ostile ovvero distruttiva.

Scott Joseph Kelly, ex astronauta della Nasa, veterano che detiene un record personale per il numero totale di giorni trascorsi in assenza di gravità, ha detto che il piano è una “buona idea” in quanto l’America non dovrebbe “restare indietro” in altri paesi in capacità militari. Ma teme che i costi dell’operazione possano dilatarsi, e di pari passo anche la burocratizzazione all’interno delle gerarchie: “Teniamo presente che al momento disponiamo già di ottime capacità all’interno in seno alle forze armate statunitensi e dell’aeronautica statunitense”, ha dichiarato il comandante Kelly. Finora, nonostante le rivalità, le missioni si sono svolte pacificamente, ad esempio la stazione internazionale Iss è stata un modello di cooperazione. Gli astronauti temono che la militarizzazione da una parte, e dall'altra l’apertura ai lanci commerciali in orbita (con Elon Musk e il patron della Virgin in veste di pionieri nella produzione di vettori) possa cambiare la natura delle esplorazioni siderali, e portare tensioni anche in luoghi dove finora regnava la pace. Ma è noto a tutti che da decenni è in atto una gara tra chi riesce a piazzare satelliti, anche con finalità militari strategiche geopolitiche, e chi insegue. In questo senso lo spazio è già da tempo colonizzato, ed è divenuto un campo di battaglia tra le forze armate delle superpotenze, con la Cina nei panni del terzo incomodo, che vuole incunearsi e piazzare i suoi paletti.

Attualmente i rami militari rappresentati al Pentagono sono la Marina, la Guardia costiera, il Corpo dei Marines, l’Esercito e l’Air Force (aeronautica). L’Air Force sovrintende la maggior parte delle attività spaziali, si teme ora che la mission della Space Force possa sollevare conflitti di competenze e sovrapposizioni. Pence ha detto però che una forza spaziale indipendente è essenziale per contrastare i disegni aggressivi della Russia e della Cina, che “hanno condotto attività sofisticate in orbita” tali da consentire loro di manovrare in prossimità dei satelliti creando pericoli senza precedenti ai sistemi spaziali. La Casa Bianca in una dichiarazione ha rimarcato che “il presidente Donald Trump sa che lo Spazio è parte integrante del nostro stile di vita americano e della nostra prosperità economica, ed è un campo vitale per la difesa nazionale”.

Trump si prepara dunque alle guerre stellari. Si tratta di un piano ambizioso ma concreto, i primi passi per gettare le basi della Us Space Force saranno compiuti già in questi mesi, con la creazione entro fine anno di uno Space Command che avrà risorse dedicate, guidato da un generale a quattro stelle che dovrà rispondere al Pentagono. Avrà il compito di vigilare sulla difesa dello spazio come il Pacific Command vigilia sulla sicurezza dell’Oceano. Sarà istituita anche la figura del sottosegretario alla Difesa per lo Spazio. Entro il 2020 la costituzione formale del nuovo corpo, in attesa di riprendere anche la corsa alla conquista del sistema solare, ferma dai tempi del programma dello Shuttle della Nasa.