Anthony  Bourdain (foto Ansa)
Anthony Bourdain (foto Ansa)

Strasburgo, 8 giugno 2018 - In principio fu Anthony Bourdain. Forse, senza questo cuoco posseduto da un talento che va ben oltre i suoi piatti, la cucina non sarebbe mai diventata uno dei luoghi dello star-system. E sui tanti masterchef che oggi affollano le reti televisive nessuno avrebbe acceso le luci della ribalta. Il pioniere di questo club di artisti di mestolo e coltello è morto ieri, a 61 anni, suicida in una stanza d’hotel a Strasburgo dove stava girando per la Cnn una nuova puntata del suo programma di successo' Parts unknown', titolato in Italia 'Cucine segrete'. Suicida, impiccato. "Un evento molto triste", è il tweet di Donald Trump

Anche chi ignora le star della cucina, probabilmente conosce Bourdain per il suo legame, da circa un anno, con l’attrice Asia Argento che peraltro ha  sostenuto con forza  nella campagna #metoo contro il produttore Harvey Weinstein e compagnia. Una vita sempre sul confine fra il microcosmo prosaico della cucina e le passerelle del successo. Al suo esordio, il giovane Bourdain trova gli ingredienti del sogno americano e, da vero imprenditore di se stesso, da semplice aiuto cuoco in pessimi ristoranti assurge agli onori del gusto. Alta cucina, ma non solo. Nel 2000, con il romanzo 'Kitchen confidential' (edito in Italia da Feltrinelli), racconta il suo viaggio alla ricerca del successo con abile penna. Irriverente, caustico, senza  maschere, al cuoco delle lettere piace épater les bourgeois, sconvolgere lettori e clienti alzando il velo su quanto accade nei ristoranti tra follia, disordine, creazioni ma anche frustrazione, sudore. E tanta cocaina. Rude, ma sincero, in queste pagine Bourdain toglie ogni poesia al culto gastronimico per raccontare tutti i gironi infernali che ha attraversato prima di arrivare alla cucina come arte. Il successoo letterario è fulminante, ma non isolato. Con 'Viaggio di un cuoco', si trasforma in un rabdomante del piatto perfetto e rende intrigante, misteriosa la sua quasi chimerica ricerca da un capo all’altro del mondo. Ma  con il thrilling 'Un osso in gola', del 1995, storia di pentole, coltellacci e mafia, si era già rivelato autentico scrittore. 

È successo totale. Lascia la penna in favore di telecamera  con programmi da audience altissima per cultori della cucina e del viaggio. 'Food network ' segna il debutto in televisione, ed è ancora una produzione lineare costruita su ricette e consigli di esecuzione. Un nuovo modo di fare cultura culinaria prende forma con il format 'Anthony Bourdain: no reservations', vincitore di due Emmy, in onda su Travel channel proprio perché lo chef si fa nomade dei piatti. Audience sempre più su. Bourdian diventa  un David Letterman della cucina, tanto che  in una puntata di 'Parts unknown', da navigato anchorman ospita Barak Obama con cui cena in un ristorante di Hanoi. I Gordon Ramsay, i masterchef nostrani e tutta la filmografia culinaria si  specchiano in questo avanguardista della cucina, intesa come teatro di vita. Ma il viaggio di un cuoco finisce qui.