Berlino, 29 ottobre 2018 - Colpo di scena in Germania: Angela Merkel annuncia l'addio alla politica. Porterà a termine il suo ultimo mandato di cancelliera, in scadenza nel 2021, quindi dirà basta. Una scelta drastica che giunge dopo la batosta elettorale incassata dalla Cdu in Assia che segue a stretto giro quella di 15 giorni fa in Baviera. Frau Angela, in conferenza stampa, si assume la "responsabilità di tutto, per quello che riesce e per quello che non riesce". Spiega che non si ricandiderà come cancelliera e lascerà la presidenza della Cdu, confermando le indiscrezioni filtrate in mattinata. "È giunto il momento di aprire un nuovo capitolo", dice. E non solo: al termine del mandato, quando la Merkel avrà 67 anni, non intende ricoprire più "incarichi politici". Ciò significa che non correrà per un seggio in Parlamento, né tanto meno per un futuro ruolo in Europa. Smentite, quindi, le voci su un suo presunto interessamento alla presidenza della Commissione europea. E se il governo dovesse cadere prima del 2021? "Escludo comunque una mia candidatura", taglia corto la Merkel. 

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"Così non si va avanti"

E' un duro j'accuse quello della cancelliera. Non fa sconti a nessuno, in primis a lei stessa. "È chiaro che così non si può andare avanti - ammette -. L'immagine del governo è inaccettabile". E afferma: "Le ragioni sono più profonde che ragioni di comunicazione", rimandando a un problema di "cultura del lavoro". Poi precisa: "Non sono nata cancelliera". 

LA CORSA ALLA SUCCESSIONE - Merkel lascia la guida della Cdu dopo 18 anni. E subito scatta la corsa alla presidenza, in vista del congresso del partito in programma l'8 dicembre prossimo. Si fa avanti Friedrich Merz, ex capogruppo della Cdu e rappresentante dell'ala conservatrice, per sostituirla "se il partito glielo chiederà". Pronta a scendere in campo, secondo la Dpa, anche l'attuale segretaria generale della Cdu, Anngret Kramp-Karrenbauer. In lizza pure il ministro della Salute Jens Spahn, forte critico della linea Merkel in passato, considerato tra i più papabili alla successione. 

ELEZIONI IN ASSIA E BAVIERA - La nuova batosta per la Cdu è arrivata in Assia, una regione strategica in Germania dal punto di vista industriale e finanziario. Il partito della cancelliera registra un -10%. Volano invece i Verdi di Tarek Al-Wazir, che sfiora il 20% conquistando l'8,7% in più di consensi. Ma anche l'ultradestra di Afd che con il 13,1% dei voti (+9% rispetto al 2013) ha triplicato il risultato e ha fatto il suo primo ingresso nel Parlamento regionale, dove non era ancora presente. In Baviera, la Csu, partito fratello della Cdu, ha registrato due settimane fa il primo tracollo dopo 56 anni ininterrotti di governo, prendendo il 37,3% (oltre 10 punti in meno rispetto al 2013). Come in Assia, anche qui sono volati i Verdi (17,8% rispetto all'8,6% di 5 anni fa) mentre l'ultradestra di Afd ha raggiunto il 10,7%. 

SALVINI - In Assia si registra una tendenza verso destra, confermata dal voto in Brasile. Il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini commenta: "Anche in Brasile e Germania i cittadini votano per il cambiamento - scrive su Twitter - e da giornali e tivù italiane parte il solito riotornello per cui 'ha vinto l'estrema destra' pericolosa e razzista. Ma basta, non vi crede più nessuno!!! Viva la Libertà e la Democrazia", conclude il ministro.