Tanner Lake Wall è morto in pochi giorni
Tanner Lake Wall è morto in pochi giorni

Tallahassee, 14 settembre 2019. L'ameba mangia cervello colpisce ancora. La Naegleria Fowleri, un parassita che si trova quasi esclusivamente nelle acque dolci, non ha lasciato scampo a un ragazzino di tredici anni. Tanner Lake Wall era partito per Tallahassee, nel nord della Florida, assieme alla sua famiglia per fare una vacanza in campeggio. Siamo verso la fine di luglio. La giornata è calda e il ragazzo ne approfitta per fare un bagno nel lago assieme ai genitori e alle sorelle. “Ci saranno stati oltre 50 bambini in acqua. L'unico a restare infettato – ha raccontato la madre - è stato mio figlio”.

I sintomi della malattia mortale

Tanner, solare e sempre pronto a lanciarsi in nuove avventure, dopo due giorni dalla nuotata è il fantasma di se stesso. “Aveva un mal di testa lancinante. Poi ha iniziato ad avere nausea e a vomitare. Lo abbiamo subito portato al pronto soccorso”.

La diagnosi senza scampo

Al Putnam Community Medical Center i medici sono fiduciosi. Secondo loro è solo una brutta faringite. Ma con il passare delle ore la situazione non migliora e Tanner viene portato dalla famiglia allo UF Health di Gainesville, dove viene immediatamente intubato. “Ci dispiace, ma vostro figlio – spiegano i dottori alla famiglia – non ha una meningite batterica, ma è stato colpito da un'ameba. Non ci sono cure, purtroppo”.

La morte fulminante

Il 2 agosto il cervello del piccolo smette di funzionare. I genitori a questo punto decidono di staccare la spina del ventilatore. Tanner muore. Dopo più di un mese, i Lake Wall decidono di rendere pubblica la loro storia: “Lo abbiamo fatto per evitare che altre famiglie rivivano la nostra stessa tragedia. Questo killer invisibile va fermato: bisogna mettere dei cartelli lungo le rive dei laghi che avvertano del possibile pericolo chi decide di farsi un bagno”.

Come colpisce l'ameba assassina

La Naegleria Fowleri si trova soprattutto in laghi e fiumi. Prolifera quando le temperature si alzano. L'infezione avviene attraverso il naso, quando dell'acqua contaminata viene a contatto con le mucose. Il parassita a questo punto risale rapidamente verso il cervello, dove inizia a nutrirsi dei tessuti nervosi. Nel 97% dei casi, secondo i Centri per il controllo delle malattie americani, sopraggiunge la morte. Solo 4 delle 145 persone infettate negli Usa dal 1962 a oggi sono sopravvissute.

Una piccola vittima anche in Italia

I biologi ritengono che nel nostro paese non ci sia il clima adatto per consentire all'ameba mangia-cervello di riprodursi. Ma nell'estate del 2003, anno particolarmente torrido, un bambino di 9 anni è morto a Este, dopo dieci giorni di agonia, proprio a causa della Naegleria Fowleri. A risultare letale fu un bagno nel fiume Po.