Zuckerberg, Bezos, Cook, Pichai (Ansa/ImagoE)
Zuckerberg, Bezos, Cook, Pichai (Ansa/ImagoE)

Washington, 29 luglio 2020 - Facebook è "un'azienda americana, orgogliosa" di esserlo. Parola di Mark Zuckerberg, ha difeso la sua società davanti al Congresso. Alla sbarra non è solo. Con lui c'erano infatti le altre big dell'hi-tech: Apple, Amazon e Google. A rappresentarle nell'audizione (in videoconferenza) davanti al sottocomitato Antitrust della Camera saranno i rispetti ad Tim Cook, Jeff Bezos e Sundar Pichai. Tutti chiamati a rispondere alle accuse di pratiche anticompetitive. 

L'audizione odierna arriva dopo un'indagine durata 13 mesi nel corso dei quali le tech company hanno consegnato al Parlamento 1,3 milioni di documenti. Per conoscere l'esito delle audizioni, durante le quali i quattro ceo difendono l'operato delle loro aziende, bisognerà attendere le prossime elezioni (presidenziali e parlamentari) del 3 novembre. La Camera infatti stilerà un rapporto che dovrebbe servire da traccia per gli interventi di regolamentazione che verranno adottati nella prossima legislatura. 

Le accuse dell'Antitrust

David Cicilline, il presidente del sottocomitato Antitrust del Congresso Usa dinanzi al quale sono stati chiamati in audizione i 'titani' delle aziende 'Big tech', ha iniziato la seduta alla Camera con una bordata contro le società tecnologiche, sostenendo che il loro dominio danneggia l'economia e non lascia ai consumatori altra scelta se non quella di utilizzare i loro prodotti. 
"I nostri padri fondatori non si sarebbero inchinati davanti a un re. Noi non dovremmo inchinarci davanti agli imperatori dell'economia online". Cicilline, che è un democratico eletto a Rhode Island, ha detto che i quattro big sono molto potenti e altrettanto influenti su molti aspetti della vita americana. "Ogni singola azione di una di queste società può colpire centinaia di milioni di noi in modo profondo e duraturo". "Prima della pandemia Covid, queste aziende erano già titani della nostra economia. Dopo è probabile che lo sarannno ancora di più, più forti e potenti che mai".

Bezos

"Credo sia giusto che Amazon venga messa sotto esame. Dovremmo farlo con tutte le gradi istituzioni, siano queste aziende, agenzie governative e organizzazioni no profit", ha ammesso con toni concilianti Bezos, il più emozionato dei quattro perchè al suo debutto assoluto davanti al Congresso. 
Bezos ha quindi sottolineato come "non sia una coincidenza che Amazon sia nata negli Usa. Più che ogni altro posto sulla Terra, le aziende possono iniziare, crescere e prosperare negli Stati Uniti". E poi la sua creatura, si è difeso, si trova oramai ad affrontare ogni giorno una concorrenza crescente. 

"Non posso garantirvi che la politica non sia mai stata violata", ha risposto il fondatore e ceo di Amazon, quando gli è stato chiesto se Amazon usi i dati delle aziende che vendono prodotti attraverso la sua piattaforma per sviluppare suoi prodotti che mette in concorrenza con quelli dei suoi clienti. Bezos ha ammesso che esiste una regola che vieta l'utilizzo di questi dati, ma non ha escluso che possa esser stata qualche volta violata dai suoi dipendenti. 
Jeff Bezos è l'uomo più ricco del mondo e ha ulteriormente aumentato la sua fortuna durante la pandemia da Coronavirus. Tranne che per un paio di settimane a inizio marzo, ha visto il valore delle sue azioni lievitare nel 2020; e da inizio anno, la fortuna del fondatore di Amazon è passata 74 miliardi a 189,3 miliardi di dollari, e questo nonostante gli Stati Uniti siano entrati nella peggiore recessione economica dalla Grande Depressione del 1929.

Zuckerberg

Anche Zuckerberg, sulla difensiva, ha provato a fare leva sul patriottismo: "Facebook è un'azienda americana, orgogliosa di esserlo. Crediamo nella democrazia, nella libertà d'espressione, nella concorrenza e dell'inclusione sui quali si fonda l'economia Usa", ha affermato, sottolineando come "la Cina sta costruendo la sua versione di internet su valori diversi e tenta di esportare questa visione in altri Paesi".

Il presidente della Commissione Giustizia della Camera Usa, Jerry Nadler, ha fatto dire a Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook, di aver pensato all'acquisizione di Instagram "come a un concorrente e a un complemento": "Abbiamo considerato Instagram sia come un concorrente che come un complemento al nostro servizio", ha detto Zuckerberg. Nader gli ha chiesto se l'acquisto di Instagram sia stato frutto di una pratica anticoncorrenziale: "Fusioni e acquisizioni per neutralizzare potenziali minacce competitive violano le leggi antitrust: avete acquistato Instagram per neutralizzare una minaccia competitiva?". "Non era una garanzia che Instagram avrebbe avuto successo", ha continuato Zuckerberg. Instagram è attualmente una piattaforma con oltre un miliardo di utenti mensili, ma Zuckerberg ha fatto notare che era ben lontano da tutto ciò quando Facebook acquistò la startup per 1 miliardo di dollari nel 2012. "Con il senno di poi, sembra ovvio che Instagram abbia raggiunto il successo che ha. All'epoca, era tutt'altro che ovvio.

Intanto i sopravvissuti all'Olocausto invitano Mark Zuckerberg, fondatore e CEO di Facebook, a rimuovere i contenuti negazionisti dal social network, in un messaggio video pubblicato mercoledì. Nove i sopravvissuti che appaiono nel video pubblicato sul più grande social network del mondo, tra cui Eva Schloss, sorellastra di Anne Frank, che ora ha 91 anni.

Pichai e Cook

Sundar Pichai (Google) e Tim Cook (Apple) hanno entrambi cominciato l'attesa audizione dinanzi al Congresso Usa con un omaggio a John Lewis, l'icona per i diritti civili, morto il 17 luglio a 80 anni per un tumore e che che proprio in questi giorni viene salutato con diversi eventi in usa, compreso il Campidoglio. L'ad di Alphabet e Google ha poi continuato ricordando che non aveva alcun accesso a un computer da bambino in India e che, vedendo il suo primo laboratorio informatico negli Stati Uniti, sentì il bisogno di portare la tecnologia a quante più persone possibile. 
Cook ha detto che Apple è una "azienda squisitamente americana" e ha assicurato che "fa solo cose che consigliamo alla nostra famiglia e ai nostri amici".  "Non abbiamo una posizione dominante in nessun mercato o in nessuna categoria di prodotto con cui facciamo affari", ha detto Tim Cook all'inizio della sua testimonianza di fronte alla commissione antitrust della Camera dei rappresentanti Usa, secondo quanto riporta la Cnn.

Sundar Pichai, ad di Google, insieme a Zukerberg ha respinto l'accusa che le loro piattaforme filtrino le voci conservatrici. "Il nostro obiettivo è offrire una piattaforma per tutte le idee", ha affermato Zuckerberg. "Vogliamo dare voce a tutti nel mondo". "Affrontiamo il nostro lavoro in modo non partigiano", ha detto Pichai. "Continueremo a comportarci in modo neutrale". Il tema è stato sollevato dai deputati repubblicani.