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21 mar 2022

"Alina Kabaeva come Eva Braun". Svizzera, boom di firme per espellere l'amante di Putin

La petizione ha raccolto 35mila adesioni

21 mar 2022
antonio del prete
Esteri

"Alina Kabaeva come Eva Braun: Svizzera, ricongiungila al suo “Führer” Vladimir". Recita così la petizione che alcuni attivisti elvetici, per lo più di origine russa, ucraina e bielorussa, hanno presentato alle autorità del Paese allo scopo di ottenere l’espulsione di colei che viene indicata come l’amante di Putin. In pochi giorni già 35mila persone hanno sottoscritto l’appello, il tetto massimo previsto dalla piattaforma web change.org.

"Nonostante la guerra in corso, la Svizzera continua ad ospitare un complice del regime di Putin – si legge nel testo, scritto in tedesco –. L’opinione pubblica ha appena appreso che la figura politica e mediatica russa, ed ex atleta, Alina Kabaeva, si sta nascondendo in conseguenza delle sanzioni imposte alla Federazione Russa nel tuo Paese. È la moglie preferita del delirante dittatore e criminale di guerra che ha attaccato a tradimento l’Ucraina nelle ultime settimane. Allora perché ora, visto il volume delle sanzioni imposte alla Russia, continui ad ospitare lei e la sua famiglia, mentre Putin sta distruggendo la vita di milioni di persone?".

Putin: moglie in Siberia, amante in Svizzera. I rifugi segreti delle donne dello zar

Putin e la ginnasta Alina Maratovna Kabaeva, classe 1983
Putin e la ginnasta Alina Maratovna Kabaeva, classe 1983

L’ex ginnasta russa sarebbe nascosta nella Confederazione insieme con i figli, tra cui due gemelle, nati dalla relazione con il capo del Cremlino. Tutti di passaporto svizzero. "Alina era una ragazza straordinaria in pedana, la chiamavamo ‘la contorsionista’. Ma, finita la gara, era timida. Solare ma molto timida". La ricorda così l’azzurra Laura Zacchilli, che nel ‘98 a Fano fu compagna di squadra della star della ritmica russa. La Kabaeva, nata 38 anni fa a Tashkent, capitale dell’Uzbekistan, ha in bacheca un oro olimpico ad Atene e diverse altre medaglie. A carriera finita è stata eletta deputata alla Duma: oggi difende gli atleti di Mosca "dalla vergogna della squalifica Cio" e dice che la Russia "ha deciso di proteggere il Donbass e Lugansk dai nazisti".

Esattamente come Vladimir Putin, del quale è accreditata dal gossip dei media internazionali come partner ‘segreta’. Né lo zar né l’ex campionessa hanno mai confermato di avere una relazione, eppure alcuni sono convinti che i due si siano sposati in privato con il rito ortodosso. Di certo, ad ogni modo, c’è il bonifico che National Media Group, colosso dell’informazione legato al Cremlino, le versa per il suo incarico di presidente del Consiglio di amministrazione: quasi 8 milioni di sterline all’anno. Finora l’Occidente non l’ha inserita nella lista dei sanzionati. Finora.

 

 

 

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