Venerdì 19 Luglio 2024

Ali Bongo, il presidente del Gabon che ama le belle donne, il calcio e il funk. Ma per qualcuno è un riformista

I suoi detrattori lo accusano di essere irresponsabile, e dopo 14 anni la giunta militare ha detto basta. Ma c’è chi sostiene che ha cercato di diversificare l'economia e rafforzare lo status internazionale

Roma, 30 agosto 2023 - I golpisti in Gabon hanno denunciato "un governo irresponsabile e imprevedibile che si traduce in un continuo deterioramento della coesione sociale che rischia di portare il Paese nel caos". Così il "Comitato per la transizione e il ripristino delle istituzioni", ha "deciso di difendere la pace ponendo fine all'attuale regime" sciogliendo tutte le istituzioni: il governo, il Senato, l'Assemblea nazionale e la Corte costituzionale.

Ali Bongo alla Casa Bianca
Ali Bongo alla Casa Bianca

Da qui il generale capo della Guardia repubblicana in Gabon, Brice Oligui Nguema, ha annunciato che il presidente Ali Bongo è stato "messo a riposo" ma "gode di tutti i suoi diritti. È un gabonese normale, come tutti gli altri". Il problema per gli insorti è proprio lui e i suoi 14 anni di presidenza, ereditata dal padre e allungando la mani della sua famiglia sul Gabon a 53 anni.

Ali Bongo, ufficialmente nato Alain Bernard Bongo nel vicino Congo-Brazzaville nel febbraio 1959, era pronto a continuare, ma il colpo di Stato è arrivato poco dopo la pubblicazione dei risultati ufficiali delle elezioni presidenziali di sabato, dove Ali Bongo si era assicurato un terzo mandato con il 64,27% dei voti.

Secondo i golpisti è solo un principe viziato, con la passione per le belle donne, il calcio e le canzoni funk. Anche la nascita è stata messa in dubbio: secondo alcuni non sarebbe il figlio biologo dell'ex presidente Omar Bongo, ma sarebbe stato adottato nel sudest del Niger durante la guerra del Biafra.

Non tutti però vedevano nel presidente appena deposto l'origine di tutti i guai del Gabon, anzi c'è chi lo considerava anche un riformatore, che ha cercato di diversificare l'economia e rafforzare lo status internazionale del Gabon con un'ambiziosa agenda ambientalista.

Infatti a livello internazionale era riuscito a farsi valere nel 2021, quando il Gabon divenne il primo paese africano a ricevere un pagamento per ridurre le emissioni di carbonio proteggendo la propria foresta pluviale. Ma ciò non ha convinto la leadership militare che ha detto basta e annunciato che sarà annullato il risultato del voto.

Bongo aveva solo 8 anni quando suo padre prese il potere nel 1967. Fin da piccolo seguì le scuole migliori di Libreville, trascurando le lingue e la cultura locale, cosa per cui inseguito fu molto criticato. Ali Bongo godette anche di una istruzione internazionale, studiando in una scuola privata nell'esclusivo sobborgo parigino di Neuilly e per aver proseguito con Giurisprudenza alla Sorbona.

Nel 1973, con una mossa più dettata dalla volontà di attirare investimenti da parte dei paesi musulmani che dalla fede, la conversione all'Islam insieme al padre, gli unici due della famiglia. Alain Bernard diventò Ali e suo padre Omar. Ma musulmano o meno il giovane Ali coltivava molto la passione per il calcio e la musica, quest'ultima ereditata dalla cantante gabonese Patience Dabany. Si cimentò anche in un suo album musicale nel 1977, 'A Brand New Man' prodotto da Charles Bobbit, il manager di James Brown.

E non nascose mai la sua passione per il Real Madrid. Poi nel 2017 riuscì a conoscere e scarrozzare per la capitale gabonese Lionel Messi. Crescendo, solo quattro anni dopo, iniziò a interessarsi di politica. Subito fu nominato ministro degli Esteri, vi rimase per tre anni, poi per 10 anni fu ministro della Difesa del governo di suo padre.

Alla morte del padre Ali Bongo non fu neanche considerato il candidato più gettonato a succedergli, ma alla fine venne eletto con il 42 per cento delle preferenze. Negli anni la lunga presenza della famiglia Bongo alla guida del Gabon è stata condannata più volte da associazioni per i diritti umani che hanno accusato la dinastia di aver trasformato il Gabon in un "regime cleptocratico", saccheggiando le risorse naturali, le ricchezze petrolifere e le foreste pluviali.

Mentre l'opposizione da tempo accusava i membri della famiglia Bongo di appropriazione indebita di denaro pubblico e di gestire il paese come loro proprietà privata. Anche la Francia ha indagato sulla corruzione della famiglia Bongo, da cui sono emersi beni tra cui 39 proprietà in Francia e nove auto di lusso dei Bongo, ma alla fine è stata archiviata nel 2017.