Tom Evans e Kate James, i genitori di Alfie (Ansa)
Tom Evans e Kate James, i genitori di Alfie (Ansa)

Liverpool, 13 aprile 2018  - La Farnesina sta seguendo la vicenda di Alfie Evans, il bimbo britannico di appena due anni affetto da una malattia degenerativa del sistema nervoso che i genitori vorrebbero portare in Italia, all'ospedale pediatrico Bambin Gesù, e su cui invece incombe la sentenza dell'Alta Corte inglese, che ha stabilito che va staccata la spina.

Il governo italiano comunica di essere in contatto da giorni con i familiari del bambino, al fine di dare ogni possibile assistenza per il tramite dell'ambasciata e del Consolato a Londra. Tutto questo naturalmente, si legge in una nota, nel pieno rispetto della giurisdizione nazionale del Regno Unito sulla vicenda di Alfie Evans, che è di cittadinanza britannica.

I genitori non smettono di combattere per Alfie, Tom Evans, 21 anni, e Kate James, 20, si rivolgeranno ai giudici della Corte d'Appello perchè consentano che il piccolo continui a vivere. L'udienza ci potrebbe essere già lunedì 16 aprile. 

La coppia di Liverpool però ha già perso le battaglie in vari gradi di giudizio e persino dinanzi alla Corte europea per i diritti umani, che ha dato ragione ai medici e alle autorità britanniche: è meglio lasciar morire Alfie.

Il piccolo ha bisogno di "quiete e pace", ha dichiarato il giudice della Corte di Londra Anthony Paul Hayden, dando ragione ai sanitari secondo cui mantenerlo in vita sarebbe "sarebbe scorretto, ingiusto e inumano". 

In centinaia hanno risposto all'invito del padre del piccolo a protestare dinanzi all'ospedale all'Alder Hey Children's Hospital, dove Alfie è attaccato alle macchine. In un video dall'interno dell'ospedale, al capezzale di suo figlio,Tom ha esortato le persone a radunarsi in una "protesta silenziosa". Inoltre c'è la petizione online per "salvare Alfie Evans" che ha già raccolto oltre 230.000 firme.

Il papà di Alfie ha anche denunciato la presenza della polizia, in ospedale. Gli agenti gli impedirebbero di prelevare con un'ambulanza il bambino per trasportarlo a Roma. Tom si avvale anche di un documento del 'Christian Legal Center': "Dice che ho il diritto di portare mio figlio fuori dall'ospedale", ripete in un video. E continua con le accuse: "Invece, l'ospedale Alder Hey ha telefonato alla polizia per impedirmelo. Questo è mio figlio". 

Il caso riporta gli inglesi a Charlie Gard, per cui si parlò di una terapia sperimentale al Bambino Gesù di Roma. Anche lui, ad appena 11 mesi, aveva una rarissima malattia genetica degenerativa. Anche allora intervenne l'Alta Corte di Giustizia inglese e il 28 luglio scorso a Charlie sono state staccate le macchine che lo tenevano in vita.