Teheran
Teheran

Washington, 14 novembre 2020 - La notizia è riportata dal New York Times che cita fonti d'intelligence americane: il numero due di al-Qaeda, Abdullah Ahmed Abdullah, alias Abu Muhammad al-Masri, è stato ucciso lo scorso 7 agosto nella capitale iraniana Teheran insieme alla figlia Miriam da agenti israeliani per conto degli Usa.  Ma immediata è arrivata la smentita di Teheran.

Secondo la ricostrizione del Nyt, Al-Masri e la figlia, vedova di Hamza bin Laden, uno dei figli di Osama bin Laden, sarebbero stati uccisi in una strada di Teheran in un'operazione portata a termine da due uomini a bordo di una moto.  Al-Qaeda, almeno per ora, non ha annunciato la morte di al-Masri, che avrebbe avuto 58 anni e che si ritiene fosse il primo in linea di successione dopo Ayman al-Zawahiri. Né l'uccisione di al-Masri è stata confermata ufficialmente da Usa, Israele.

La smentita iraniana

Anzi, da Teheran arriva una smentita. E' "un'informazione falsa", un'invenzione, dichiara l'Iran. I nemici dell'Iran, in primis Stati Uniti e Israele - ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano, "cercano di scaricare la responsabilità degli atti criminali di Al Qaida e di altri gruppi terroristici della regione  legando l'Iran a tali gruppi con delle menzogne e con fughe d'informazione ai media falsificate in tutto e per tutto", ha dichiarato il portavoce del ministero, Saeed Khatibzadeh, in un comunicato, in cui invita i media americani e internazionali a non lasciarsi ingannare da parla di "scenari degni di Hollywood".

La taglia

L'Fbi aveva offerto 10 milioni di dollari per la sua cattura. La sua foto è ancora nella lista delle persone ricercate per terrorismo. Il 7 agosto del 1998 è stato il giorno degli attacchi alle ambasciate statunitensi in Kenya e Tanzania con un bilancio di 224 morti. Al-Masri era accusato di essere stato una delle menti degli attacchi.