Osama bin Ladem e Ayman al-Zawahiri in una foto d'archivio (Ansa)
Osama bin Ladem e Ayman al-Zawahiri in una foto d'archivio (Ansa)

Roma, 21 novembre 2020 -  "Il leader di al-Qaeda Ayman Al-Zawahiri è morto". A dirlo è il sito saudita Arab News, che cita diverse fonti qualificate. Secondo quanto si legge, il decesso sarebbe avvenuto "la settimana scorsa a Ghazni" in Afghanistan per complicazoni legate ad "asma" in quanto - precisano sempre le fonti - "non aveva accesso a cure regolari".

Al Zawahiri ha ereditato la leadership dell'organizzazione terroristica da Osama Bin Laden, di cui è stato il braccio destro, dopo che lo 'sceicco del terrore' è stato ucciso in un blitz americano nel maggio 2011. Chirurgo oculista, nato al Carito 69 anni fa, ha  contribuito a fondare il gruppo militante della Jihad islamica egiziana e ideato gli attacchi dell'11 settembre contro gli Stati Uniti. Inserito nella lista dei 22 "terroristi più ricercati" dal governo degli Stati Uniti, sulla sua testa pende ancora una taglia di 25 milioni di dollari. 

Secondo i rapporti, Ayman al-Zawahiri è stato visto l'ultima volta nella città afgana orientale di Khost nell'ottobre 2001, e dall'allora è rimasto nascosto sfuggendo sempre alla cattura. E' probabile abbia trovato rifugio nelle regioni montuose lungo il confine tra Afghanistan e Pakistan con l'aiuto di tribù locali solidali, sebbene Bin Laden sia stato rintracciato e ucciso in una zona residenziale della città pakistana di Abbottabad. 

Il 13 gennaio 2006 era l'obiettivo di un attaco missilistico americano vicino al confine del Pakistan con l'Afghanistan. In quell'occasione morirono quattro membri di Al-Qaeda ma lui è sopravvissuto. Due settimane dopo è apparso in un video in cui ha avvertito che "né Bush né tutte le potenze della terra" avrebbero ancitipato la sua morte - rispetto al destino - di un secondo. 

Zawahiri si è fatto sentire, di tanto in tanto con messaggi audio e a volte video - l'ultimo l'11 settembre scorso - per incitare i suoi seguaci alla guerra contro l'Occidente. Ma negli anni, soprattutto con la proclamazione dello Stato islamico di Abu Bakr Al Baghdadi (anche lui ucciso in Siria) ha perso buona parte dell'autorevolezza di cui godeva quando ancora il suo volto era associato a quello di Bin Laden.