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17 mar 2018

Siria, Erdogan: "Forze turche pronte ad entrare ad Afrin". In fuga 200mila civili

L'esercito di Ankara ha circondato l'enclave curda e si prepara ad entrare. Migliaia di civili in fuga. A Ghuta raid russi e dei governativi di Assad

17 mar 2018
Syrian civilians ride their cars through Ain Dara in the northern Afrin region as they flee Afrin city on March 12, 2018 amid battles between Turkish-backed forces and Kurdish fighters.

Hundreds of civilians fled a Turkish-led advance on Syria's Kurdish-majority city of Afrin on March 12, the Syrian Observatory for Human Rights said, adding that "more than 2,000 civilians have arrived in the area of Nubul" controlled by pro-regime forces after fleeing the city.
 / AFP PHOTO / STRINGER
Civili in fuga da Afrin (Lapresse)
Syrian civilians ride their cars through Ain Dara in the northern Afrin region as they flee Afrin city on March 12, 2018 amid battles between Turkish-backed forces and Kurdish fighters.

Hundreds of civilians fled a Turkish-led advance on Syria's Kurdish-majority city of Afrin on March 12, the Syrian Observatory for Human Rights said, adding that "more than 2,000 civilians have arrived in the area of Nubul" controlled by pro-regime forces after fleeing the city.
 / AFP PHOTO / STRINGER
Civili in fuga da Afrin (Lapresse)

Istanbul, 17 marzo 2018 - L'offensiva delle forze turche contro le milizie curde ha spinto da mercoledì sera più di 200mila civili a fuggire città siriana di Afrin. Secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano per i diritti umani ci sono stati per tutta la notte violenti combattimenti nella periferia nord della città, e solo oggi 50mila persone sono scappate dalle prime ore del mattino. "Le forze turche e i loro sostenitori siriani hanno cercato di penetrare nella città", ha specificato l'Osservatorio.

Siria: civili in fuga da Afrin(LaPresse)

Il momento dell'attacco sembra imminente, infatti lo stesso presidente turco Recep Tayyip Erdogan, ha dichiarato che le truppe turche hanno completamente circondato l'enclave curda e sono pronti a penetrare. "Stiamo per entrare ad Afrin e ogni momento è buono per dare questa buona notizia", ha ribadito il capo di Stato in due comizi tenuti oggi nelle città di Mardin e Diyarbakir, a maggioranza curda nel sud est del Paese. 

Il presidente turco ha anche aggiornato il bilancio dei terroristi neutralizzati, uccisi e prigionieri, che è giunto a 3569. Ieri un raid aereo turco ha colpito il principale ospedale di Afrina, uccidendo almeno 10 persone. E oggi  un altro attacco aereo ha ucciso 11 civili, riferisce l'Osservatorio siriano sui diritti umani. Ma Ankara ha negato oggi di aver colpito il principale ospedale di Afrin, e ha diffuso un filmato e foto ripresi dall'aria che mostra la struttura sanitaria intatta. Secondo la Turchia i miliziani curdi dell'Ypg stanno cercando di "creare un'immagine negativa" delle forze con la mezza luna. 

Afrin è al centro della zona presa di mira con l'operazione "Ramoscello d'Ulivo", offensiva lanciata lo scorso 20 gennaio dalla Turchia per sbaragliare i curdi siriani del Pyd-Ypg e sottrarre a questi ultimi il controllo della regione.

Come Ghuta, a est di Damasco, che le forze di Assad cercano di riconquistare ai ribelli siriani. Una zona martoriata dalle bombe russe e dei governativi siriani, che conta centinaia di civili morti, e con una situazione aggravata dall'impossibilità di fuga. L'ambasciatore siriano presso le Nazioni Unite, Bashar al Jaafari, ieri ha detto che più di 40.000 civili hanno potuto essere evacuati dalla Ghuta grazie a un corridoio umanitario aperto dalle forze governative, sostenendo che i civili nell'enclave sono usati come "scudi umani dai terroristi".

Nelle ultime ore altri raid di caccia hanno ucciso 30 civili nella cittadina a est di Damasco. Lo riferisce l'Ondus, secondo cui la maggior parte delle vittime si registrano tra Kfar Batna e Zamalka, due località dell'area teatro della massiccia offensiva lealista in corso da un mese.
Ieri altre fonti affermavano che i bombardamenti più intensi si sono verificati su Zamalka, Kfar Batna, Jisrin e Saqba, tutte località chiave della Ghuta, con almeno 72 morti. 
 

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