Roma, 23 agosto 2021 -  "Il presidente Biden ha annunciato che ritireranno tutte le loro truppe entro il 31 agosto. Se estendono questo termine vuol dire che stanno prorogando l'occupazione: è una linea rossa e se lo faranno ci saranno conseguenze". Da Doha parla il portavoce di talebani, Suhail Shaheen, il regime al potere a Kabul da 6 giorni, che già ieri aveva accusato l'America: "E' colpa loro, c'è pace e calma in tutto l'Afghanistan". Oggi, a Sky News, Shaheen taglia corto: "Se gli Stati Uniti o il Regno Unito dovessero cercare più tempo per continuare le evacuazioni, la risposta è no". 

Afghanistan, quanti sono i civili evacuati fino a oggi

"Dopo Kabul la Nato è superata. Adesso serve un esercito europeo"

Ieri il presidente Usa ha auspicato di non dover rinviare il ritiro oltre la fine del mese ma la questione sarà al centro della riunione straordinaria del G7 convocata per domani in formato virtuale dal presidente di turno, il premier inglese Boris Johnson. In una telefonata in serata, Joe Biden e Boris Johnson hanno "concordato di continuare a lavorare insieme per garantire che coloro che hanno titolo per partire siano in grado di farlo, anche dopo la fine della fase iniziale dell'evacuazione", riferisce Downing Street. Più cauto il consigliere per la sicurezza nazionale Jake Sullivan: Joe Biden discuterà con gli alleati del G7 la scadenza del ritiro dall'Afghanistan, ha detto in un briefing alla Casa Bianca. "L'unica priorità per gli Usa è l'evacuazione", ha detto la vice presidente americana Kamala Harris. La linea di posticipare viene ripresa anche da Parigi che ritiene "necessario" un "rinvio ulteriore" della scadenza del 31 agosto per il ritiro dall' Afghanistan in modo da continuare le evacuazioni dei civili, hanno affermato il ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian, in visita negli Emirati.

Talebani 2.0 spopolano sul web. E si fanno beffe dei marines

Finora, secondo fonti della Casa Bianca, viene anticipato che al G7 gli Usa sosterranno la proposta di valutare l'applicazione di sanzioni contro i talebani nel caso non rispettino i diritti umani, in particolare quelle di donne e ragazze. Intanto, sempre in vista del G7 straordinario il premier Draghi ha incontrato i ministri degli Esteri e della Difesa, Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini, il sottosegretario con delega alla Sicurezza della Repubblica, Franco Gabrielli, e il direttore generale del Dis, Elisabetta Belloni, per discutere sugli ultimi sviluppi della situazione in Afghanistan.

Tommaso Claudi, chi è il console che aiuta i bambini di Kabul

Fuoco amico sulla Casa Bianca. Lo spettro di una rimozione lampo

Mentre continuano i disordini all'aeroporto di Kabul, e oggi un membro delle forze di sicurezza afgane è stato ucciso e altri tre sono rimasti feriti in una sparatoria scoppiata alle 4:13 di stamattina, secondo quanto riferiscono i media, la situazione si fa sempre più drammatica in tutto il Paese. Il portavoce talebano commenta le immagini di disperazione di chi cerca di scappare dal Paese liquidando il fenomeno come "migrazione economica" e assicurando che "non è perchè sono preoccupati o spaventati". "Vogliono risiedere nei paesi occidentali - spiega - e questa è una sorta di migrazione economica perchè l'Afghanistan è un paese povero e il 70% della popolazione afgana vive sotto la soglia della povertà quindi tutti vogliono stabilirsi nei paesi occidentali per avere una vita prospera".
E sulle immagini che invece testimoniano del ritorno della violenza contro le donne da parte dei talebani, il portavoce ha detto che sono "tutte notizie false: posso assicurarvi che ci sono molte segnalazioni dei nostri avversari che affermano ciò che non è basato sulla realtà".

Chi sono i leader talebani e la loro storia

"Frustati dai talebani perché indossiamo i jeans". La denuncia dei giovani afghani

Attiviste di Pangea tornano in Italia. "Picchiate dai talebani"

Sono giunti, invece, questa mattina all'aeroporto di Fiumicino, in fuga da Kabul, altri 203 afghani, grazie al ponte aereo tra l'Afghanistan e l'Italia, via Kuwait, organizzato dalla Difesa. 

Sommario:

image

Frattini boccia il fronte aperturista. "Non si può trattare con i talebani"

La battaglia nel Panshir

Intanto, da ieri era iniziata la conquista del Panshir, l'ultima roccaforte degli afghani. La Valle del Panshir è "assediata" ma i talebani stanno negoziando con le forze dell'Alleanza del Nord "per trovare una soluzione pacifica". Lo scrive il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid. In mattinata era stata comunicata la presa di 3 distretti: "I distretti di Bannu, Pul-e-Hisar e Deh Salah di Baghlan - si legge sul profilo Twitter di Zabihullah Mujahid - sono stati completamente ripuliti dal nemico".Erano distretti attaccati nei giorni scorsi dai miliziani guidati dal figlio di Massoud, Ahmad. Intanto, stanno facendo il giro del mondo le immagini dei ragazzini armati nella Valle con le bandiere dell'Alleanza legate ai fucili.

Karzai e Abdullah incontrano talebani per governo

L'ex presidente afghano Hamid Karzai e l'ex vice primo ministro del Paese Abdullah Abdullah hanno incontrato i talebani, nell'ambito dei colloqui iniziati questo fine settimana, tra il movimento e ciò che resta dell'ex governo afghano per chiarire il futuro politico del Paese. Karzai e Abdullah fanno parte del cosiddetto Consiglio di coordinamento, l'organismo che, insieme all'ex signore della guerra Gulbuddin Hemaktyar, rappresenta le autorità afgane dopo che l'ex presidente Hamid Karzai è fuggito dal Paese quando i talebani hanno preso la capitale afghana, Kabul.

Secondo una dichiarazione dell'ufficio di Abdullah, entrambe le parti "hanno scambiato opinioni sull'attuale situazione della sicurezza e sugli sviluppi dell'attività politica", nonché su un "accordo politico inclusivo" per il futuro del Paese. Karzai e Abdullah hanno anche incontrato ieri il nuovo governatore talebano di Kabul, Abdulramán Mansur, per valutare l'attuale situazione della sicurezza nella capitale afgana, sei giorni dopo la conquista talebana. 

I nuovi talebani: al vecchio Kalashnikov preferiscono l'M4 made in Usa

Harris: "Priorità evacuazione"

Il vicepresidente degli Stati Uniti Kamala Harris ha dichiarato che l'unica priorità del suo paese in Afghanistan in questo momento è l'evacuazione di cittadini statunitensi e afgani legati a Washington o in una situazione particolarmente vulnerabile. "Non possiamo essere distratti in alcun modo dalla nostra missione prioritaria: evacuare le persone che meritano di essere evacuate", ha sottolineato Harris durante una conferenza stampa a Singapore con il Primo Ministro della città-stato, Lee Hsien Loong, all'inizio del suo tour del sud-est asiatico, che domani la porterà in Vietnam.

La vicepresidente ha evitato di toccare il tasto relativo a possibili errori nel ritiro delle truppe statunitensi dall'Afghanistan e ha ricordato il lavoro dei militari per rimpatriare il personale dell'ambasciata senza vittime statunitensi e il controllo dell'aeroporto di Kabul per garantire l'evacuazione di migliaia di persone dopo la presa del potere da parte i talebani. "Ci sarà tempo per analizzare cosa è successo - ha dichiarato -. Siamo concentrati sull'evacuazione dei cittadini americani, degli afgani che hanno lavorato con noi e di coloro che si trovano in situazioni vulnerabili, comprese donne e bambini. È la nostra unica priorità".

Michel: "Tutti strumenti Ue per evacuazione"

In Afghanistan, l'Unione europea utilizza "tutti gli strumenti per evacuare i cittadini Ue, il personale locale e le loro famiglie": lo ha detto in Ucraina, dove si trova in occasione della giornata europea delle vittime del stalinismo e del nazismo, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Come riferisce sul suo profilo Twitter, Michel si è confrontato con il premier svedese Stefan Lofven a margine della Piattaforma Crimea a Kiev. Con lui ha affrontato "gli attuali sviluppi globali e regionali, in particolare in Afghanistan". 

Il ponte aereo italiano

Sono 3.350 le persone finora evacuate dall'Afghanistan con il ponte aereo attivato dalla Difesa italiana attraverso il Covi (Comando operativo di vertice interforze). La quasi totalità sono afghani: 3.290, di cui 2.187 già giunti in Italia (641 uomini, 574 donne, 667 bambini, ma i dati riferiti a donne e bambini è ancora parziale). Nella sola giornata di oggi sono state 675 le persone evacuate da Kabul con voli C130J dell'Aeronautica militare Kuwait per poi essere trasferite in Italia con aerei KC767. A queste bisogna sommare le 181 classificate come personale evacuato ieri pomeriggio da Kabul via Taskhent (Uzbekistan) con volo di un altro Paese e quindi poi imbarcato su un B767 dell'Albastar che è atterrato al'alba a Fiumicino; le 189 imbarcate questa mattina e che poi in serata saranno trasferite in Italia con altro volo via Francoforte; le 312 persone imbarcate tra l'alba e le 10 di oggi in Kuwait su un KC767 e arrivate a Roma. Dall'inizio dell'Operazione Aquila, cui si è sommata l'Operazione Aquila Omnia, spoon già 37 i voli effettuati lungo le tratte Kabul-Kuwait e Kuwait-Roma.

Il terminal 5 dell'aeroporto di Fiumicino, normalmente utilizzato per i grandi eventi e chiuso fino a qualche giorno fa, ha ripreso a funzionare in 24 ore per accogliere gli afghani in fuga da Kabul. Dal 16 agosto sono arrivate nello scalo romano circa 1.800 persone. E con un grande sforzo la polizia di frontiera di Fiumicino è arrivata a ridurre i tempi di attesa: 15-20 minuti per il rilascio del visto. Sulle procedure che vengono seguite, appena le persone scendono dall'aereo c'è un primo screening sanitario: la Croce rossa fa alcune domande e sottopone tutti al tampone. Solo dopo il risultato del tampone negativo vengono iniziate la pratiche che riguardano il rilascio del visto e l'identificazione. Una sola persona su circa 1.800 è risultata positiva al tampone.

Unicef: "Serve assistenza per 10 milioni di bambini"

"Oggi, circa 10 milioni di bambini in Afghanistan hanno bisogno di assistenza umanitaria per sopravvivere. Si stima che un milione di bambini soffriranno di malnutrizione acuta grave quest'anno e, senza cure, potrebbero morire". E' l'allarme lanciato dal direttore generale dell'Unicef, Henrietta Fore, che aggiunge: "Un numero stimato di 4,2 milioni di bambini non vanno a scuola, fra cui oltre 2,2 milioni di bambine. Da gennaio, le Nazioni Unite hanno registrato oltre 2mila violazioni gravi dei diritti dei bambini. Circa 435mila bambini e donne sono sfollati interni. Questa è la dura realtà". 

Fore ha poi sottolineato che "i bisogni umanitari dei bambini e delle donne, inoltre, aumenteranno nei prossimi mesi a causa di una forte siccità e della conseguente carenza d'acqua, delle devastanti conseguenze della pandemia da Covid-19 e l'inizio dell'inverno". Per questo motivo, aggiunge, "dopo 65 anni in Afghanistan lottando per migliorare le vite di bambini e donne, l' Unicef rimarrà sul campo ora e nei giorni a venire".

Francia, sotto sorveglianza 5 sospetti talebani

Le autorità francesi hanno posto sotto sorveglianza un afghano evacuato dal Paese dopo la presa del potere da parte dei talebani per i suoi presunti legami proprio con gli studenti coranici; con lui sono stati sottoposti a "misure individuali di controllo e sorveglianza amministrativa" altre quattro persone a lui vicine: lo ha reso noto il ministro dell'Interno Gerald Darmanin.