Kabul, 16 agosto 2021 - La bandiera talebana sventola sul palazzo presidenziale di Kabul. "La guerra è finita", annunciano i conquistatori di Kabul, mentre il presidente Ghani è fuggito in Uzbekistan "per evitare un bagno di sangue". L'ipotesi di un governo di transizione è durata poche ore: gli insorti promettono la rinascita dell'Emirato islamico in una città piombata nel caos con migliaia di afghani che stanno cercando di abbandonare il Paese. 

Il video choc: gli uomini in fuga che precipitano dagli aerei in decollo

Preso d'assalto l'aeroporto, con spari e vittime: almeno 5 morti e 13 feriti. L'aeroporto di Kabul ha riaperto dopo una chiusura di alcune ore per i problemi di sicurezza. Nella notte le truppe Usa hanno blindato lo scalo per gestire le partenze in sicurezza mentre migliaia di afghani lo invadono per tentare di imbarcarsi sui voli internazionali. Il segretario dell'Onu Antonio Guterres invita i talebani alla 'moderazione'. Prosegue intanto l'evacuazione delle ambasciate e dei cittadini occidentali: ieri sera è partito da Kabul un primo ponte aereo italiano. Il presidente Usa Joe Biden ha parlato pubblicamente dell'emergenza Afghanistan.

Biden: "La missione Usa era fermare i terroristi, non creare una nazione"

L'orrore delle donne bottino di guerra

La bandiera bianca dei Talebani sventola sul pennone del palazzo presidenziale di Kabul

Chi sono i responsabili del disastro - di Alessandro Farruggia

Il rischio profughi imbarazza la Ue - di Pierfrancesco De Robertis

Sommario

Il Consiglio di sicurezza Onu

Oggi si è riunito in emergenza il Consiglio di sicurezza dell'Onu: "I prossimi giorni saranno fondamentali. Il mondo sta guardando, non possiamo e non dobbiamo abbandonare il popolo afghano -  ha detto Guterres - Chiedo la fine immediata della violenza, il rispetto dei diritti di tutti gli afghani e il rispetto da parte dell'Afghanistan di tutti gli accordi internazionali di cui è parte. In questo momento grave esorto tutte le parti, in particolare i talebani, a esercitare la massima moderazione per proteggere le vite umane".

"Stiamo ricevendo notizie agghiaccianti di gravi restrizioni ai diritti umani in tutto il Paese - ha proseguito il segretario Onu -. Sono particolarmente preoccupato per le notizie delle crescenti violazioni contro le donne e le ragazze afghane, che temono un ritorno ai giorni più bui. È essenziale che i loro diritti conquistati a fatica siano protetti".

"Il mondo sta seguendo gli eventi in Afghanistan con il cuore pesante e profonda inquietudine per ciò che ci aspetta. Tutti noi abbiamo visto le immagini in tempo reale. Caos, disordini, incertezza. E paura. Molto è a rischio, il progresso, la speranza, i sogni di una generazione di giovani donne e ragazze, ragazzi e uomini afgani - ha proseguito Guterres - Le Nazioni Unite sono impegnate a sostenere gli afgani, continuiamo ad avere personale e uffici nelle aree che sono finite sotto il controllo dei talebani".

"Tutti i Paesi devono essere disposti ad accogliere i rifugiati afghani e a evitare qualsiasi forma di deportazione" ha proseguito il segretario dell'Onu. "La comunità internazionale deve unirsi per assicurarsi che l' Afghanistan non sia mai più utilizzato come piattaforma o rifugio sicuro per le organizzazioni terroristiche. Faccio appello al Consiglio di Sicurezza e alla comunità internazionale nel suo insieme - ha aggiunto - affinché lavorino e agiscano insieme utilizzando tutti gli strumenti a loro disposizione per sopprimere la minaccia terroristica globale in Afghanistan e garantire che i diritti umani saranno rispettati". 

Nuovo video dei talebani

I talebani hanno lanciato un nuovo video in cui il vicecapo promette "serenità" alla nazione e di occuparsi dei bisogni della gente. "Questa è l'ora della prova. Noi forniremo i servizi alla nostra nazione, daremo serenità alla nazione intera e faremo del nostro meglio per migliorare la vita delle persone", dice nel video, citato dalla Bbc, il mullah Baradar Akhund seduto nel palazzo presidenziale circondato da miliziani armati. "Il modo in cui siamo arrivati era inatteso e abbiamo raggiunto questa posizione che non ci aspettavamo", dice ancora Akhund. 

image

Civili in fuga, disordini all'aeroporto

Preso d'assalto dai civili in fuga l'aeroporto di Kabul. Gli afghani che cercano di lasciare il Paese sono sulle piste e arrampicati alle scale dei 'finger' dello scalo. I soldati americani hanno messo in sicurezza il perimetro dello scalo, ma faticano a mantenere l'ordine dentro, tanto che sono arrivati a dover sparare colpi in aria per mantenere il controllo. Ieri il generale Frank McKenzie, a capo del Comando centrale delle forze armate Usa (Centcom), ha incontrato i leader talebani per chiedere di non interferire nelle operazioni di evacuazione a Kabul. Secondo un funzionario della Difesa, interpellato dall'Associated Press, il generale avrebbe raggiunto un accordo con i ribelli.

image

"Testimoni oculari affermano che alcune persone sono state uccise e altre ferite nella sparatoria e nella calca all'aeroporto di Kabul", scrive l'agenzia di stampa afghana Tolo News in un tweet. In un video diffuso su Facebook si vedono almeno tre persone, tra cui una donna dall'aspetto occidentale, distesi a terra in prossimità della pista dell'aeroporto. I corpi sono immobili ma non si vedono tracce di sangue. Potrebbero essere stati travolti dalla folla, ma non ci sono certezze. Secondo Sky News che cita testimonianze che arrivano dalla capitale afghana, ci sono almeno 10 morti e 13 feriti. Il Wall Street Journal riporta invece di tre persone rimaste uccise da colpi d'arma da fuoco al terminal passeggeri.

Un testimone alla Afp racconta: "Ho molta paura. Sparano colpi in aria. Ho visto una ragazza che veniva schiacciata e uccisa". Un funzionario, citato dalla Bbc, ha detto: "La folla era fuori controllo. Gli spari avevano la sola funzione di calmare il caos". Gli spari si sentono in diversi video che ritraggono la folla in preda al panico che affolla le piste dell'aeroporto di Kabul. Le truppe statunitensi hanno preso il controllo dell'aeroporto, dove, secondo le notizie diffuse, viene data priorità all'evacuazione del personale diplomatico su aerei militari, dopo il fermo dei voli commerciali. Washington ha reso noto di aver portato in salvo il personale della sua ambasciata. 

image

Aerei tedeschi non possono atterrare

La situazione all'aeroporto internazionale di Kabul è degenerata a tal punto che la missione di evacuazione dell'esercito tedesco è stata rinviata perché i due aerei militari A400M mandati a Kabul non riescono ad atterrare per il caos presente nello scalo. I due aerei tedeschi hanno dovuto fare scalo a Baku, in Azerbaijan. Solo uno degli aerei è poi decollato verso Kabul ma atterrerà solo quando l'aeroporto sarà sgomberato. Un terzo A400M tedesco, attrezzato per il trasporto medico, e un Airbus A310 MRTT sono partiti da Wunstorf, in Bassa Sassonia, con direzione Tashkent. La capitale uzbeka diventerà il fulcro delle operazioni di evacuazione tedesche.

image

Caos a Kabul

Kabul è l'ultima città a cadere dopo una conquista durata mesi ma accelerata negli ultimi giorni in vista del ritiro militare statunitense deciso dal presidente Joe Biden. A Kabul intanto è il caos: i corrispondenti stranieri rimasti hanno riportato scene di panico, enormi file di auto in fuga. La Bbc riporta che all'aeroporto anche gli addetti ai voli hanno abbandonato le loro postazioni per tentare di imbarcarsi, e le scene che girano su internet mostrano la pista affollata di persone col trolley che hanno peraltro reso impossibile l'atterraggio e il decollo di molti aerei. "La folla è fuori controllo", ha detto un responsabile militare americano alla Reuters". "Abbiamo sparato colpi in aria per fermare il movimento di panico". Gli Stati Uniti hanno lasciato l'ambasciata e hanno trasferito il proprio posto diplomatico all'aeroporto e gestiscono da lì l'evacuazione dei propri cittadini dal Paese.

Il pensiero di Papa Francesco

L'Ue chiede corridoi umanitari

"Va protetta la vita umana e ripristinato l'ordine civile e la sicurezza. Gli afgani meritano di vivere sani, salvi, e dignitosamente": lo afferma su Twitter l'alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza Josep Borrell. "La comunità internazionale - prosegue il capo della diplomazia Ue - sostiene e fa appello a tutte le parti coinvolte affinché facilitino la partenza in sicurezza dei cittadini stranieri e degli afgani che vogliono lasciare il Paese".

L'evacuazione degli italiani

Il personale dell'ambasciata italiana e i connazionali sino a ieri presenti a Kabul sono rientrati a Roma con un primo volo partito ieri in tarda serata e nei prossimi giorni ne sono previsti altri, ha anticipato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a Speciale Afghanistan Radio 1. È atterrato all'aeroporto di Fiumicino intorno alle 14.28 il volo dell'aeronautica militare proveniente da Kabul con a bordo 74 passeggeri, circa 50 persone del personale diplomatico italiano e una ventina di ex collaboratori afgani. Per tutti ora scattano le procedure anti-Covid, a partire dal tampone molecolare a opera di personale della Croce Rossa.

Tra coloro che sono stati fatti evacuare col primo volo c'era anche l'ambasciatore italiano a Kabul, Vittorio Sandalli. A Kabul rimarrà un presidio dell'ambasciata con supporto rafforzato da Roma, ha detto Di Maio, secondo cui "con una resa così veloce" diventa urgente una riflessione. "La situazione è tragica" e il nostro preciso dovere diventa la collaborazione con il popolo afghano.  In ogni caso, "non abbandoneremo popolo afgano", ha ribadito il ministro degli Esteri, prospettando innanzitutto azioni di sostegno con progetti cooperazione.

image

La nota di Draghi

"Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ringrazia le forze armate per le operazioni che stanno permettendo di riportare in Italia i nostri concittadini di base in Afghanistan. L'impegno dell'Italia è proteggere i cittadini afghani che hanno collaborato con la nostra missione". È quanto si legge in una nota di Palazzo Chigi. "L'Italia è al lavoro con i partner europei per una soluzione della crisi, che tuteli i diritti umani, e in particolare quelli delle donne". Inoltre, conclude la nota, il premier Draghi "è in continuo contatto con il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio".

image

Anche i tedeschi via da Kabul

Anche i cittadini tedeschi iniziano a lasciare Kabul. Personale dell'ambasciata tedesca nella capitale afghana è arrivato a Doha alle prime ore di oggi a bordo di un aereo americano, riferisce l'agenzia Dpa. A bordo anche quattro persone della rappresentanza della Svizzera.  Venerdì la Germania ha annunciato la decisione di ridurre al "minimo assoluto" il personale della sua ambasciata nella capitale afghana e ieri tutto lo staff è stato trasferito presso l'aeroporto di Kabul.

La Russia e la Cina

A differenza della maggioranza dei Paesi occidentali, sia la Russia sia la Cina mantengono aperte e attive le proprie ambasciate a Kabul. L'ambasciatore russo in Afghanistan, Dmitry Zhirnov, ha annunciato un incontro domani con i talebani che hanno promesso alla Russia che costruiranno un Afghanistan "civilizzato", "libero dal terrorismo e dal traffico di droga". Condizioni di partenza per la Russia per prendere "una decisione sul riconoscimento del regime del movimento talebano a seconda di quanto responsabilmente governerà il Paese" , ha detto rappresentante speciale del presidente russo per l'Afghanistan Zamir Kabulov.

Anche la Cina si dimostra interessata al nuovo scenario afghano. L'ambasciata cinese a Kabul è "al lavoro come al solito", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, auspicando che i talebani diano seguito alle loro promesse di un governo islamico "aperto e inclusivo". La Cina inoltre è disposta a sviluppare "relazioni amichevoli" con i talebani e svolgerà un ruolo attivo per la pace e la ricostruzione post-bellica del Paese.

I collegamenti aerei sospesi

Diverse compagnie aeree hanno sospeso i collegamenti con l'Afghanistan o cambiato i piani di volo per evitare lo spazio aereo afghano, riporta la Cnn. Emirates ha annunciato lo stop ai voli da e per Kabul. Stessa decisione per FlyDubai, come confermato da un portavoce. United Airlines ha invece fatto sapere che cambieranno i piani di volo con una decisione che interessa in particolare i collegamenti con l'India. Stessa scelta, secondo la Bbc, anche da parte di British Airways e Virgin Atlantic.  Da Air India hanno fatto sapere alla Cnn che la compagnia aerea "sta monitorando attentamente la situazione" con l'obiettivo di continuare a garantire i voli da e per l'Afghanistan a patto che la situazione lo consenta. Anche la Turkish Airlines ha comunicato oggi la sospensione dei voli commerciali con Kabul mentre farà proseguire eventuali voli di rimpatrio, in coordinamento con le autorità di Ankara.

L'appello per tutelare le donne

Il coordinamento dei comitati di 'Se non ora quando' ha lanciato un appello al governo e ai parlamentari italiani ed europei affinchè tutelino i diritti delle donne, in particolare quelle afghane dopo la riconquista del potere da parte dei talebani. Nel documento si chiede una presa di posizione da parte del governo italiano e dell'Europa su una serie di punti: "Che non vengano fatti accordi in cui i diritti delle donne diventino merce di scambio; la sospensione dei rimpatri forzati in Paesi dove non sono garantite le libertà democratiche; l'apertura di canali umanitari per accogliere e dare protezione alle persone che non sentono garantita la loro sicurezza in Afghanistan". 
"Come donne italiane che hanno a cuore e si battono per i diritti delle donne, siamo estremamente preoccupate per la minaccia che l'offensiva dei talebani, ampiamente prevedibile con il ritiro delle truppe americane e della Nato dall'Afghanistan, rappresenta per i diritti democratici della popolazione afghana ed in particolare i diritti delle donne afghane all'autodeterminazione", aggiunge il coordinamento in una nota. "Riteniamo che l'arretramento dei diritti delle donne afghane, - aggiunge - si collochi in un contesto più ampio di rischio di arretramento dei diritti di tutte le donne e della comunità Lgbt come possiamo vedere nella stessa Europa in paesi come la Polonia e l'Ungheria, dove nel nome della protezione dei valori della famiglia tradizionale patriarcale vengono compressi i diritti delle singole persone e dove sotto il pretesto del rispetto della diversità culturale, vengono accettate tacitamente regole lesive dell'autodeterminazione degli individui, in particolare delle donne".