Roma, 17 agosto 2021 - A sopresa, la Gran Bretagna potrebbe essere il primo Paese occidentale a riconoscere il governo talebano. A due giorni di distanza dalla presa di Kabul, il riconoscimento della "legittimità" di un prossimo governo guidato dai talebani in Afghanistan non è più escluso a priori dal primo ministro britannico Boris Johnson ma sarà "soggetto al rispetto da parte loro degli standard internazionalmente concordati sui diritti umani e dell'inclusione".

Sono parole che Johnson ha detto in un colloquio con Imran Khan, capo del governo del Pakistan, ossia del Paese confinante - alleato dell'Occidente - che storicamente garantisce copertura agli studenti coranici. Secondo quanto riferisce Downing Street, BoJo ha peraltro ribadito che l'eventuale riconoscimento andrà concesso "su basi internazionali, non unilaterali".

Convocato G7 virtuale 

Il presidente Usa, Joe Biden e il premier britannico, Boris Johnson, organizeranno un vertice virtuale del G7 sull' Afghanistan la prossima settimana. Lo riferisce la Casa Bianca. Biden e Johnson "hanno deciso di tenere una riunione virtuale dei leader del G7 la prossima settimana per discutere un riavvicinamento e una strategia comune", si legge in una nota. 

Il vertice convocato d'urgenza è stato deciso, aggiunge la Casa Bianca, dopo che i due leader "hanno discusso la necessità di continuare uno stretto coordinamento tra gli alleati e i partner sulla politica da proseguire in Afghanistan, compresi i modi con cui la comunità globale può fornire ulteriore assistenza umanitaria e sostegno ai rifugiati e ad altri afghani vulnerabili".

L'Unione europea

"Dovremo metterci in contatto con le autorità a Kabul, chiunque ci sia, i talebani hanno vinto la guerra quindi dobbiamo parlarci, per discutere ed evitare un disastro migratorio e una crisi umanitaria", oltre che "evitare che torni il terrorismo". Lo ha detto l'alto rappresentante della politica estera della Ue, Josep Borrell, al termine del Consiglio affari esteri. "La priorità - ha aggiunto Borrell - è ora evacuare dall'Afghanistan lo staff dell'Unione europea e gli afghani che hanno collaborato" e allo stesso tempo "i diritti delle donne resteranno in cima alla nostra agenda". 

Rispondendo alle domande Borrell ha detto che "non è questione di riconoscimento ma di avere a che fare con loro. Se vogliamo che le 400 persone del nostro staff locale raggiungano l'aeroporto dobbiamo parlare con i talebani, altrimenti diventa difficile per loro arrivare in aeroporto", riferendosi all'evacuazione dei circa 400 collaboratori afghani che hanno lavorato per la Ue. "Quindi dobbiamo confrontarci ma dobbiamo restare vigili sul rispetto degli impegni internazionali così come hanno fatto i governi afghani degli ultimi 15 anni". L'alto rappresentate dell'Ue ha quindi aggiunto sui talebani che "mi sembra siano uguali a prima, ma parlano un inglese migliore".