Roma, 17 agosto 2021 - Sorride e si commuove, trasmette forza. Il suo volto in lacrime è diventato familiare al mondo, nelle ore più buie dell'Afghanistan. La ragazza del video virale - a nessuno importa niente di noi, moriremo lentamente nella storia - risponde per 5 minuti alle domande della giornalista e blogger iraniana Masih Alinejad che aveva postato il suo sfogo. Ha le treccine, porta gli occhiali. Parla da una stanza arredata di libri e stampe. "Ho ventitré anni. Se i talebani vedono una donna come me, la fanno sposare a forza a uno dei loro combattenti. Loro ci considerano bottino di guerra".

Racconta qualcosa in più di se stessa ma non vuol dire dove si trova. "Da dove vengo? Dall’Afghanistan. Dove sono nata? In Iran. Dove vivo? Non voglio rivelare il Paese.  Quando parlo della nostra situazione, vengo accusata di parlare male dell’Islam. Non mi interessa. Continuerò a fare il mio lavoro perché sto documentando  la condizione delle donne". La giornalista le chiede, sei spaventata? Risponde: "Mi preoccupo per i miei amici bloccati a Kabul".

Inseguita dai giornalisti di tutto il mondo, risponde alla blogger: "Non voglio parlare  con nessun altro. Ho accettato di farlo con te perché ti occupi dei problemi delle donne nelle aree dove non ci sono telecamere. Ci sono donne che stanno per essere rapite e violentate e non hanno una telecamera per spiegarlo. Non c’è nessuno che le aiuti. Se le mie lacrime possono essere viste, è perché io sono al sicuro. Una sicurezza relativa. Nessuno di chi è nato là è libero dai governi islamici. Sì, sono in ansia per i miei amici, mi dicono che non possono lasciare Kabul. Quando ho chiesto loro perché non se ne sono andati prima, mi hanno risposto che nutrivano speranze. I miei amici hanno studiato in Iran ma poi sono tornati in Afghanistan". Preoccupata per la nuova offensiva talebana, che passa anche dai social e dagli account Twitter. Nel timore che il mondo se ne lasci irretire. La ragazza chiude con un appello disperato: "Non rimanete indifferenti al nostro massacro. Non voglio che questo si ripeta tra 40 anni. Non lasciatevi affascinare dai talebani. In Afghanistan quelle come Masih rischiano la vita. Abbiamo tante Michelle Obama, tante donne forti come la Merkel. Ma ora sono obbligate a sottomettersi alla sharia".

Afghanistan, talebani: prima conferenza stampa. Cosa hanno detto