Roma, 19 agosto 2021 - Quarto giorno dalla presa di Kabul dei talebani e in Afghanistan continuano le operazioni di evacuazione degli occidentali e dei loro collaboratori afghani. Resta critica la situazione attorno all'aeroporto di Kabul presidiato da 4.500 soldati americani e sorvolato dai caccia F-18, mentre sulla strada per raggiungerlo i talebani, riferisce la Bbc, hanno allestito un posto di blocco per fermare i cittadini afghani. L'Italia ha organizzato un ponte aereo per il trasferimento dei sui collaborarori e oggi è arrivato a Fiumicino un nuovo volo con 203 persone a bordo. Proseguono intanto le polemiche sull'epilogo del ritiro delle forze Usa e Nato e il presidente Joe Biden si è difeso in un'intervista alla tv americana dicendo che "Il caos era inevitabile lasciando l'Afghanistan". Di fronte al nuovo scenario i Paesi del G7 oggi si sono riuniti in un primo vertice dei ministri degli Esteri. Il premier Draghi ha avuto contatti telefonici con Marcon e Putin. Intanto i talebani, in occasione del giorno dell'Indipendenza del Paese avvenuta nel 1919, hanno proclamato la vittoria sugli Stati Uniti, mentre è anche stato aperto il fuoco contro gruppi di manifestranti ad Asadabad e Jalalabad. Tra la popolazione afghana invece, in particolare tra i più giovani, è iniziata la cancellazione dei propri profili online per paura di essere rintracciati. Mentre viene confermata la presenza di forze di resistenza antitalebana nella Valle del Panshir, a nord di Kabul.

I nuovi talebani: al vecchio e iconico Kalashnikov preferiscono l'M4 made in Usa

Afghanistan, "Talebani inaffidabili, sono amici di Al Qaeda"

Sommario

Madri lanciano i figli oltre il filo spinato dell'aeroporto 

La fuga da Kabul continua a essere drammatica tanto che Sky News riferisce di scene di donne disperate con bambini che si accalcano attorno recinziani dell'aeroporto, presidiante dai militari occidentali, per cercare di attraversarle. "È stato orribile, le donne hanno lanciato i loro bambini oltre il filo spinato chiedendo ai soldati di prenderli". È il racconto alla tv di un alto ufficiale afgano, che ha aggiunto che alcuni bimbi "sono rimasti impigliati nel filo spinato. La situazione era fuori controllo ed è stato terribile".

I talebani sparano sui manifestanti

Diverse persone sono rimaste uccise dopo che i talebani hanno aperto il fuoco ad Asadabad, capoluogo della provincia di Kunar, sulla folla che sventolava la bandiera nazionale in una manifestazione per il giorno dell'Indipendenza del Paese dall'impero britannico procalamata il 19 agosto 1919. Lo riporta un testimone, citato dalla Reuters, all'indomani dell'uccisione di 35 persone in una protesta simile a Jalalabad. Non è chiaro se le vittime (almeno 4 quelle accertate finora) ad Asadabad siano dovute agli spari arrivati dai miliziani talebani o alla calca che hanno causato.

Intanto anche oggi vengono segnalate nuove vittime a Jalalabad, nell'est dell'Afghanistan. Lo riporta la tv Al Jazeera parlando di almeno due persone, un uomo e un ragazzo, raggiunti dai colpi dei talebani che hanno sparato sulla folla che sventolava la bandiera nazionale in occasione delle celebrazioni dell'indipendenza. Inoltre Al Jazeera riferisce che a Khost (nel sud del Paese) i fondamentalisti hanno imposto il coprifuoco per impedire alla popolazione di protestare contro di loro.

image

Gli afghani si cancellano dai social

Migliaia di afghani stanno cercando di cancellare le proprie identità digitali sui social e cercano di sfuggire ai riconoscimenti biometrici per garantire la propria sicurezza, e quella delle proprie famiglie. Eliminare i propri profili online è un tentativo per evitare di essere rintracciati dai talebani ora che sono entrati in possesso dei database di Stato. È l'allarme lanciato dalla Ong Human Rights First, che ha appena pubblicato un manuale in farsi su come cancellare la propria storia digitale, traducendo quello già prodotto lo scorso anno per gli attivisti di Hong Kong.

image

"Abbiamo sconfitto gli Stati Uniti"

Nel giorno dell'Indipendenza afghana, celebrata oggi in tutto il Paese, i talebani hanno dichiarato la vittoria sugli Stati Uniti definendoli "forza potente e arrogante". "Dio sia lodato", si legge nel comunicato diffuso dagli studenti coranici e rilanciato da Cnn, "oggi celebriamo l'anniversario dell'indipendenza dall'occupazione britannica, mentre noi - per grazia di Dio - e grazie alla resistenza jihadista, abbiamo sconfitto un'altra forza potente e arrogante (l'America) e l'abbiamo costretta a ritirarsi dalla terra pura dell' Afghanistan". "Non c'è dubbio - prosegue il comunicato - che questa vittoria divina è stata ottenuta da Dio per mano di un popolo indifeso come il popolo afghano, che ha sconfitto tre imperi arroganti in tre secoli successivi", continua il comunicato riferendosi alle vittorie degli afghani anche contro britannici e sovietici.

Clarissa Ward, giornalista della Cnn inviata in Afghanistan, ha documentato l'aggressione da parte di alcuni talebani nelle strade di Kabul. "Copriti il volto, con te non parlo". Il video della Cnn su Twitter

Forze di resistenza al nord

"Le forze della resistenza (ai talebani, ndr) in Afghanistan guidate dal vice presidente Amrullah Saleh e da Ahmad Massoud sono concentrate nella Valle del Panshir", ha confermato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, nella conferenza stampa che ha tenuto a Mosca con la ministra degli Esteri libica, Najla Mangoush, in cui ha precisato che "i talebani non controllano l'intero territorio dell'Afghanistan". Lavrov ha quindi precisato che "in una situazione in cui l'intero Paese era inghiottito dalla guerra civile, abbiamo sostenuto la necessità di una transizione immediata al dialogo nazionale con la partecipazione di tutte le forze, di tutti i gruppi etnici e religiosi, proprio come ora, con i talebani che hanno preso il potere a Kabul e nella maggior parte delle altre città, nella maggioranza delle province, sosteniamo la stessa cosa, un dialogo nazionale che renderà possibile definire un governo nazionale per una soluzione definitiva per questo Paese che da tempo soffre".

image

Ponte aereo italiano

Prosegue l'operazione Aquila Omnia della Difesa per evacuare i connazionali da Kabul e trasferire in Italia i collaboratori afghani, con i loro familiari. Sono impiegati in questo servizio oltre 1.500 militari italiani e 8 aerei dell'aeronautica: 4 KC767 che si alternano tra l'area di operazione e l'Italia e 4 C130J, questi ultimi dislocati in Kuwait, da cui parte il ponte aereo per Kabul. Oggi è atterrato poco dopo le 13 all'aeroporto di Fiumicino un KC767 proveniente da Kabul con a bordo 203 persone, tra cui anche l'attivista Zhara Ahmadi e personale della fondazione Veronesi. Il fratello di Zahara, Ahamed Ahmadi, ha confermato dakll'aeroporto: "Zahra mi ha ripetuto mille vote grazie ed io lo dico a quanti ci sono stati vicino, a tutti. Poi Zahra mi ha parlato delle sue amiche e mi ha supplicato di proteggerle. Mi ha detto che è stanca ma felice alla fine mi ha detto di dirvi: non dimenticateci, io non conto nulla sono solo una e sono qui ad aiutarvi per aiutare gli altri".

G7 Esteri

Durante la riunione di oggi dei ministri degli esteri dei Paesi del G7 Luigi Di Maio è intervenuto: "È fondamentale mantenere uno stretto coordinamento tra alleati per impostare una strategia condivisa nei confronti della nuova situazione a Kabul. L'Italia, come Presidente del G20 e Paese in stretto coordinamento con il G7, ha in programma di convocare una riunione ad hoc a livello di Leader per promuovere una discussione approfondita tra i membri sull'Afghanistan" che "fornirà l'opportunità di ampliare il sostegno a un approccio comune. Il format del G20 ci consentirà di coordinare la nostra posizione con altri importanti partner: Russia, Cina, Turchia". "Dobbiamo mantenere una posizione ferma sul rispetto dei diritti umani e delle libertà, e trasmettere messaggi chiari tutti insieme", è stato l'invito agli altri partner internazionali rivolto da Di Maio.

I Talebani garantiscano un corridoio sicuro per i cittadini stranieri e afghani che vogliono lasciare l'Afghanistan, lo chiedono i ministri degli Esteri del G7 nel comunicato pubblicato al termine del vertice straordinario.

Draghi sente Macron e Putin

Sulla crisi afghana il premier Mario Draghi ha sentito i presidenti di Francia e Russia, Macron e Putin. In mattinata il presidente del Consiglio ha avuto una conversazione telefonica con il capo di stato francese, Emmanuel Macron, per fare un'analisi della situazione: il ruolo che avrà la  Comunità internazionale nel riportare la stabilità e la gestione del fenomeno migratorio. Nel pomeriggio il premier ha parlato anche con il presidente della Federazione Russa, con il quale ha fatto il punto sulla implicazioni regionali del cambio di potere in Afghanistan, affrontando anche temi come terrorismo e traffici illeciti e diritti delle donne.

Cina: "Segnali positivi dai talebani"

La Cina parla di "segnali positivi" arrivati negli ultimi giorni dai talebani ma al contempo ribadisce la sua linea rossa, "rompere con tutte le forze terroristiche". "I leader dei talebani hanno inviato segnali positivi al mondo affermando che affronteranno i problemi della popolazione e risponderanno ai suoi desideri", si legge in una nota del ministero degli Esteri di Pechino diffusa all'indomani di un colloquio telefonico tra il ministro Wang Yi e il capo della diplomazia turca, Mevlut Cavusoglu. Per i cinesi sono "segnali nella giusta direzione" anche le promesse su un governo "inclusivo" e sullo stop alla produzione di oppio. Per Pechino, "la chiave ora è trovare un percorso di ricostruzione adatto alle condizioni nazionali dell'Afghanistan".

Biden: "Il Caos era inevitabile"

Non c'era un modo di ritirarsi dall' Afghanistan senza che ne derivasse il caos. Lo dice il presidente Usa, Joe Biden in una intervista alla Abc News. "Non credo che (l'uscita dall' Afghanistan) avrebbe potuto essere gestita in un modo che non ne derivasse il caos". Quanto alle operazioni di evacuazione, con le scene diffuse in tutto il mondo dell'aeroporto di Kabul, Biden si giustifica: "Ho pensato che dovevamo ottenere il controllo delle operazioni, dovevamo muoverci in modo da poter prendere il controllo di quell'aeroporto. E l'abbiamo fatto". Il presidente ha poi annunciato che una parte delle truppe statunitensi potrebbero rimanere in Afghanistan oltre la scadenza del 31 agosto fissata per il ritiro dal Paese se l'evacuazione dei cittadini americani non fosse completata entro quella data: "Se ci sono cittadini americani rimasti rimarremo fino a quando non li avremo tirati fuori tutti". Sul fronte del terrorismo al momento "c'è una minaccia decisamente più grande per gli Stati Uniti dalla Siria, dall'Africa o da altri Paesi del mondo che dalle montagne dell'Afghanistan", ha aggiunto Biden. 

Quanto è accaduto in Afghanistan è "una catastrofe, un incubo, parliamoci chiaro", ma ora "dobbiamo sostenere il popolo afgano, non solo chi vuole lasciare il Paese, ma anche chi vuole rimanere" stabilendo "canali di comunicazione con chi è al governo, il che non implica in nessun modo un riconoscimento internazionale dei talebani". Lo ha detto oggi il capo della diplomazia Ue, Josep Borrell, in un incontro con gli eurodeputati per Affari Esteri e Cooperazione sugli ultimi sviluppi in Afghanistan. "Abbiamo fatto tanto per costruire uno Stato in Afghanistan, capace di garantire lo stato di diritto, i diritti umani, e abbiamo fallito", ha ammesso Borrell. Ma poi ha aggiunto che "non possiamo lasciare che Cina e Russia prendano il controllo della situazione" in Afghanistan e "lasciare il sostegno a Kabul e andarcene. Possiamo essere rilevanti". 

image