Roma, 26 agosto 2021 - Siamo agli sgoccioli. Le evacuazioni dei civili dall'Afghanistan hanno le ore contate, perché, come stabilito al G7 dal presidente Usa Joe Biden, la data x per il termine delle operazioni è il 31 agosto. Alcuni Stati, fra cui l'Olanda, il Belgio, la Polonia e la Danimarca hanno annunciato di aver già concluso le evacuazioni, mentre per l'Italia sono le ultime 24 ore perché è previsto per domani l'ultimo volo del ponte aereo tra Kabul e Roma. Nel frattempo, è giallo intorno ad alcuni colpi di arma da fuoco che sarebbero stati sparati verso un aereo C130 italiano. Fonti di intelligence smentiscono la notizia, precisando che sarebbe stata una mitragliatrice afghana a sparare in aria per disperdere la folla che stava pressando verso il gate dell'aeroporto. Ma nessun colpo sarebbe stato diretto verso l'aereo in decollo.

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Mentre continua, quindi, a crescere la minaccia di attentati dell'Iss all'aeroporto di Kabul, è il premier inglese Boris Johnson a insistere sulla necessità di "essere trasparenti sui rischi e su quello che sta succedendo". "Ci sono terroristi della provincia di Khorasan dello Stato islamico là fuori - ha sottolineato il primo ministro -. Non posso entrare nei dettagli, chiaramente. Ma dobbiamo stare attenti alla sicurezza del nostro personale, oltre che del popolo afghano che sta cercando di uscire dal Paese".

Quanti sono i civili evacuati finora

Ed è per questo che Johnson ha rimarcato che il 31 agosto, scadenza per il ritiro delle truppe internazionali, non sarà comunque la fine del supporto agli afghani che vogliono uscire dal Paese. "Questa è la prima fase - ha detto -. Anche oltre la scadenza fissata dagli Stati Uniti speriamo di continuare a poter dire alle persone che possono partire". Secondo Johnson, presidente del G7, "quello che speriamo, ed è il punto chiave su cui il G7 è concorde, è che i talebani capiscano che il presupposto fondamentale per ottenere miliardi di fondi di aiuti allo sviluppo e avere un rapporto diplomatico con il mondo esterno, è concedere a chi vuole lasciare il Paese un passaggio sicuro".

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Ma dal regime non arrivano grandi spiragli di civiltà. Tanto che il portavoce dei talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato al New York Times che "la musica è proibita nell'Islam. Ma speriamo di poter persuadere le persone a non fare queste cose, invece di fare pressioni". Sotto il governo dei talebani negli anni '90, ricorda la Bbc, musica, televisione e cinema erano severamente vietati e infrangere le regole poteva metterti in guai seri.

Spari contro C-130 italiano

Spari contro un C130J dell'Aeronautica militare italiana che era appena decollato da Kabul con a bordo altri evacuati afghani. Nessuna conseguenza per equipaggio e passeggeri. In un momento si era appreso che il fuoco sarebbe stato aperto quando il velivolo aveva già staccato le ruote dalla pista dell'Hamid Karzai Airport, con i motori alla massima potenza per consentirne il decollo. Il pilota, un ufficiale donna dell'Aeronautica italiana, sarebbe stata rapida, oltre che mantenere sangue freddo, nell'effettuare una manovra di emergenza per mettere in sicurezza il C130J in volo.
E si sarebbe trattato del primo episodio del genere di cui si ha notizia, ma arriva la smentita da parte dell'intelligence: non ci sarebbe stao nessuno sparo contro un aereo C-130 italiano, ma, sempre secondo fonti, la mitragliatrice afghana avrebbe sparato in aria per disperdere la folla che stava pressando verso il gate dell'aeroporto. Nessun colpo, quindi, sarebbe stato diretto verso l'aereo in decollo.

Draghi al G20: "Difendere diritti donne"

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"Il G20 deve fare tutto il possibile per garantire che le donne afghane mantengano le loro libertà e i loro diritti fondamentali, in particolare il diritto all'istruzione. Le conquiste raggiunte negli ultimi vent'anni devono essere preservate". In un messaggio inviato al G20 Conference on Women's Empowerment, il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ribadisce la necessità di tutelare i diritti delle donne nel paese asiatico dopo la presa del potere da parte dei talebani. Il governo italiano insiste sul fatto che il tema Afghanistan, nei suoi complessi equilibri strategici e geopolitici, debba essere affrontato in sede di G20, con un coinvolgimento ampio delle principali potenze interessate, dalla Russia alla Cina, dalla Turchia all'Arabia Saudita all'India. Draghi, che domani riceverà a palazzo Chigi il ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, potrebbe avere dei contatti telefonici già oggi con il presidente cinese, Xi Jinping. Il premier resta dell'idea che per la gestione del futuro dell'Afghanistan serva un'alleanza larga, che coinvolga in primo luogo Mosca e Pechino.

Il punto sulle evacuazioni

I civili Afghani partiti da Kabul (Ansa)

Dalle tre del mattino (le nove in Italia) di ieri alle tre del mattino di oggi, sono stati evacuati dall' Afghanistan 13.400 persone, rendono noto fonti della Casa Bianca. Un totale di 17 aerei militari americani (14 C-17 e tre C-130) hanno portato via circa 5.100 persone e 74 aerei della coalizione hanno evacuato altre 8.300 persone, si precisa. Dal 14 agosto, gli americani hanno evacuato, e facilitato l'evacuazione, di circa 95.700 persone. Dalla fine di luglio, di 101.300.

Continuano colloqui talebani-Panshir

Continuano intanto i colloqui tra i talebani e rappresentanti del Panshir, ultima sacca della resistenza in Afghanistan alle milizie del movimento fondato dal mullah Omar, e rappresentanti del gruppo hanno confermato alla Cnn che le parti hanno concordato di fermare le azioni ostili dopo una settimana di sporadici scontri tra le milizie talebane e il Fronte della resistenza, guidato da Ahmad Massoud, figlio del leggendario Ahmad Shah Massoud. Le delegazioni stanno negoziando a Charikar, capoluogo della vicina provincia di Parwan, riporta la Cnn. "Il processo di pace va avanti, ma la resistenza è pronta a combattere", si legge in un tweet sull'account Panjshir Province, riconducibile alla resistenza, che riferisce dei colloqui a Charikar e dell' "intesa" che impegna le parti a non attaccarsi fino al raggiungimento "dell'accordo definitivo".

La storia di Reach, bimba nata in volo

Il parto avvenuto a bordo di un aereo americano

La neonata afgana, venuta alla luce a bordo di un aereo americano che lo trasportava dal Qatar alla base di Ramstein, in Germania, è stata chiamata Reach, nome in codice dell'aereo su cui viaggiava. Lo ha reso noto il numero uno del Comando per l'Europa delle forze Usa il generale Tod Wolters. La bambina si chiama quindi come il C-17 che l'ha trasferita, nome in codice Reach 828, e "come potete immaginare, essendo io stesso un pilota dell'aeronautica americana, il mio sogno è vedere questa bambina di nome Reach crescere come cittadina americana e pilotare aerei da combattimento nella nostra aeronautica", ha detto il generale. Altri due bambini sono nati appena dopo l'atterraggio di voli di evacuazione.