Pechino, 7 settembre 2021 - Dopo giorni di rinvii e a 24 giorni dalla presa di Kabul è stato annunciato oggi, in serata, il nuovo governo islamico guidato dei talebani. L'annuncio è di un governo ad interim, non ancora completo, con il mullah Mohammad Hassan Akhund come premier, già capo del Consiglio direttivo dei talebani, la Rahbari Shura: il neo capo dell'esecutivo afghano è dal 2001 considerato un terrorista dalle Nazioni Unite, giudicato uno dei "più pericolosi terroristi talebani", ed è considerato un terrorista anche dall'Ue e dal Regno Unito, oltre ad essere stato sanzionato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Il mullah Hassan è stato ministro degli Esteri sotto il regime dei talebani tra il 1996 e il 2001, governatore di Kandahar e consigliere politico del mullah Omar, di cui era uno stretto collaboratore.

Sommario

Baradar vicepremier

Abdul Ghani Baradar, cofondatore dei talebani, è il neo vice premier (Ansa)

Come vice premier è stato nominato il mullah Abdul Ghani Baradar che ha combattuto contro i sovietici e, partendo da una madrasa a Kandahar, avrebbe dato avvio con il mullah Omar a quello che sarebbe diventato il movimento dei talebani: è stato capo dell'ufficio politico dei talebani a Doha e nel 2020 ha partecipato alla firma dell'accordo con gli Usa. Alla fine dello scorso luglio ha incontrato a Tianjin, in Cina, il ministro degli Esteri della Repubblica popolare, Wang Yi.

Taglia da 5 milioni sul ministro dell'Interno 

Mawlawi Mohammad Yaqub, figlio del mullah Omar, ha l'incarico di ministro della Difesa, mentre Sirajuddin Haqqani è alla guida il dicastero dell'Interno. Quest'ultimo è il figlio di Jalaluddin Haqqani, tra i protagonisti della resistenza antisovietica, morto tre anni fa, e capo della rete Haqqani ritenuta legata ad al-Qaeda, responsabile in passato di sanguinosi attentati in Afghanistan. Sirajuddin Haqqani è attualmente ricercato dall'Fbi per terrorismo, con una taglia di 5 milioni di dollari, secondo quanto riferisce lo stesso Fbi.

La Guida suprema dell'Emirato islamico

Il mullah Hibatullah Akhundzada sarà la Guida suprema dell'Emirato islamico dei talebani. Lo ha confermato il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid, spiegando che Akhundzada ''guiderà i fedeli, darà la linea e sosterrà il governo''. Akhundzada è stato nominato leader dei talebani nel maggio del 2016 dopo l'uccisione in un raid di un drone Usa in Pakistan del predecessore, il mullah Akhtar Mansour, salito ai vertici del movimento nel 2015 a seguito della morte del mullah Omar che venne confermata passati due anni dal decesso. Rispettato come esperto di questioni religiose più che come comandante militare, Akhunzada era stato il capo della 'giustizia' talebana all'epoca del regime (1996-2001) e oggi dovrebbe essere 60enne. Poco dopo la sua nomina al-Qaeda gli giurava fedeltà. Per la gerarchia del movimento, ha l'ultima parola sulle questioni politiche, militari e religiose.

Primo messaggio: "Applicare la sharia"

Il primo messaggio della Guida suprema al nuovo governo è quello di difendere la legge sulla sharia: "Assicuro a tutti i connazionali che i rappresentanti lavoreranno duramente per sostenere le regole islamiche e la legge della sharia nel Paese", ha affermato Hibatullah Akhundzada, che non si è mai fatto vedere in pubblico, in un comunicato stampa in inglese.

Governo non ancora al completo

L' Afghanistan "ha affrontato una grave crisi e l'emirato islamico ha deciso di formare questa amministrazione. Alcuni ministeri devono essere ancora assegnati" e "noi cerchiamo di nominare figure di alta professionalità anche nel ruolo di vice e sottosegretari". Lo ha proseguito Zabihullah Mujahid nella conferenza stampa che ha annunciato il nuovo governo di Kabul. Il nuovo governo "non è completo, è ad interim" con l'intenzione di "prendere esponenti da altre parti del Paese", ha precisato Zabinullah Mujahid per confermare la promesse di un governo "inclusivo" nonostante i nomi finora annunciati siano tutti del movimento talebano.

Già in mattinata Ahmadullah Muttaqi, capo del settore multimedia della commissione culturale dei talebani, aveva confermato su Twitter che i preparativi del nuovo governo erano completati e che "sarà l'unico governo in 40 anni a governare sull'intero Afghanistan".

Spari contro i manifestanti: 2 morti ad Herat

Intanto la tensione nel Paese resta alta. I talebani hanno sparato per disperdere una manifestazione di protesta contro il Pakistan, a Kabul. La manifestazione si svolgeva davanti all'ambasciata pachistana. ToloNews su Twitter parla di "centinaia di manifestanti" che "gridano slogan contro il Pakistan". Una fonte sanitaria dell'ospedale di Herat, sentira da Afp, riferisce di due persone uccise a colpi di arma da fuoco e altre 8 sono rimaste ferite nel corso di una protesta nella città di Herat. 

Telefonata tra Xi Jinping e Draghi

Sulla situazione in Afghanistan il presidente cinese, Xi Jinping, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente del Consiglio, Mario Draghi. E' quanto viene riferito dall'emittente televisiva statale cinese, China Central Television. Tra i temi discussi c'è il G20 di cui l'Italia ha la presidenza: "L'Italia - si legge in una nota ufficiale - attribuisce grande importanza all'influenza della Cina sulla questione dell' Afghanistan e spera di intensificare la comunicazione e la cooperazione con la Cina nell'ambito dei contesti multilaterali come il G20".

Intanto la Russia ha invece annunciato che non prenderà parte "alla riunione ministeriale sull'Afghanistan" dell'8 settembre. Per Mosca non ci sarebbe chiarezza da parte dei partner occidentali sul formato dell'incontro, con Parigi e Berlino che si erano limitati a parlare di un vertice mentre Tokyo aveva chiaramente parlato di G7.

I ministri Di Maio e Guerini

Il ministro degli esteri Di Maio, parlando al Senato, ha sottolineato che "le immagini dei profughi e le aspettative di pace e sviluppo di un intero popolo non possono lasciarci indifferenti. Vogliamo rimanere al fianco del popolo afghano. Stiamo riflettendo su una presenza congiunta in Afghanistan, con i Paesi dell'area e con i nostri partner". Il ministro Guerini ha aggiunto: "La Difesa offre piena disponibilità per eventuali ulteriori operazioni di evacuazione dal Paese".

Invece il presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, chiede "un corridoio umanitario per dare urgente soccorso a chi ha bisogno" a causa della "emergenza umanitaria nel Panshir, dove i talebani stanno stroncando nel sangue la rivolta dei cittadini" e "migliaia di persone" sono "senza né cibo, né farmaci". 

L'allarme dell'Onu

I "servizi di base in Afghanistan stanno collassando e cibo e aiuti umanitari stanno per finire". E' il quadro drammatico presentato dal portavoce dell'Ufficio Onu per il Coordinamento degli Affari Umanitari (Ocha), Jens Laerke, che ha esortato "i donatori internazionale a sostenere l'appello Onu in modo rapido e generoso". In vista della conferenza internazionale sull' Afghanistan il 13 settembre, l'Ocha ha chiesto circa 600 milioni di dollari per affrontare i bisogni primari di 11 milioni di persone, a rischio fame nel Paese.