Roma, 25 agosto 2021 - Torna l'incubo terrorismo e sarebbe imminente un attacco kamikaze all'aeroporto di Kabul. Nel caos dell'Afghanistan, assieme alle operazioni di evacuazione e al ritiro definitivo delle forze occidendali, è tornato in primo piano la questione del terrorismo internazionale di matrice islamica. È un tema su cui è stato posto l'accento ieri da tutti i leader riuniti al G7 virtuale, è stato ripetuto più volte in questi giorni dal presidente Usa Joe Biden ed è un argomento discusso oggi anche da Vladimir Putin e Xi Jinping che si sono sentiti telefonicamente per confrontarsi sulla situazione afghana. 

Inoltre sale la tensione con i talebani.  Un documento riservato delle Nazioni Unite preso in visione dalla Reuters rivela che i talebani hanno "minacciato e picchiato" dipendenti dell'Onu in Afghanistan. Nel testo di delineano "decine di incidenti", compreso quello accaduto domenica, quando un membro dello staff diretto in aeroporto è stato bloccato e malmenato dai talebani. Le minacce e gli abusi, compreso il saccheggio degli uffici Onu, hanno avuto inizio sin "dal 10 agosto". I talebani, si legge, hanno promesso di indagare sull'accaduto.

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L'intelligence Usa 

Sarebbe "imminente" un attacco terroristico all'aeroporto di Kabul. Un rischio "molto elevato" che è stato sottolineato oggi anche dal segretario di Stato Usa, Antony Blinken, in un briefing con la stampa: "Si tratta di un pericolo concreto". Le agenzie di stampa riportano che, secondo l'intelligence americana, l'Isis avrebbe concluso la fase di preparazione di un imminente attacco terroristico contro l'aeroporto internazionale nella capitale afghana. Per eseguire l'attacco, secondo un'informativa degli 007 Usa, i militanti dello Stato Islamico avrebbero programmato di utilizzati oltre 10 attentatori kamikaze nonché numerosi razzi.

Media internazionali citano fonti non solo dell'intelligence di Usa, ma anche di Regno Unito e Germania, che riferiscono che l'Isis nella regione ha attiva la costola "Provincia del Khorasan" (l'antico nome persiano del territorio
che abbraccia anche l'odierno Afghanistan), nata anni fa in competizione con l'estensione asiatica di al Qaeda. Il timore è che sia in grado di organizzare, in particolare, attacchi suicidi contro militari e civili ancora imbrigliati nella ressa all'aeroporto. "C'è un afflusso di potenziali kamikaze in città", avvertono gli 007.

Il Pentagono

L'informativa ufficiale del Pentagono non entra nei dettagli ma conferma che "sappiamo che c'è una minaccia dall'Isis" attorno all'aeroporto di Kabul. Lo hanno sottolineato oggi i portavoce della Difesa Usa, Jack Kirby e William Taylor, nel consueto aggiornamento quotidiano sull'Afghanistan. I portavoce del Pentagono hanno aggiunto che gli Usa "continuano a mantenere la protezione delle loro forze al livello più alto", fino al completamento dell'operazione di evacuazione. Alla minaccia terroristica ha fatto riferimento anche il presidente Joe Biden, come una delle ragioni che lo hanno portato a confermare la scadenza del 31 agosto per la fine delle operazioni di evacuazione dall'Afghanistan.

Il Pantagono ha quindi confermato il piano delle operazioni in corso a Kabul e "negli ultimi due giorni di evacuazione sarà data priorità a truppe ed equipaggiamenti" nonostante, ha aggiunto Kirby, "continueremo a evacuare persone fino alla fine". E poi, dopo il 31 agosto, "i talebani saranno responsabili dell'aeroporto di Kabul, una volta che gli Stati Uniti avranno completato il ritiro".

Il Regno Unito

Assieme alle preoccupazioni espresse dal presidente Usa, anche il Regno Unito teme fortemente attacchi terroristici contro le forze straniere nell'ambito delle operazioni di evacuazione a Kabul: lo sostiene Sky News Uk citando una fonte istituzionale britannica. Il rischio di attacco terroristico è "molto alto" ha spiegato la fonte britannica precisando che in particolare l'Isis rappresenta una minaccia in queste ore. Un attentato adesso, osserva la fonte, sarebbe utilizzato dai terroristi per dire che stanno cacciando le forze occidentali dall' Afghanistan. 

La Russia e la Cina

Il terrorismo internazionale è stato anche uno dei punti trattati oggi dal presidente russo Vladimir Putin con il leader cinese Xi Jinping. In una conversazione telefonica i due leader di Russia e Cina hanno discusso "nel dettaglio" della situazione in Afghanistan ed "è stata espressa la disponibilità ad aumentare gli sforzi nel contrasto alle minacce del terrorismo e del traffico di droga", riporta una nota del Cremlino, ripreso dall'agenzia Interfax, aggiungendo che "è stata sottolineata l'importanza di stabilire al più presto la pace in quel Paese ed impedire che l'instabilità si riversi nelle regioni limitrofe". Il resoconto del colloquio diffuso dalla parte cinese, con un dispaccio dell'agenzia ufficiale Xinhua, sottolinea che i due presidenti hanno parlato di un "rafforzamento della comunicazione del coordinamento" tra loro e con la comunità internazionale per "incoraggiare tutte le fazioni in Afghanistan a costruire una struttura politica aperta e inclusiva attraverso la consultazione, implementare politiche interne ed estere moderate e prudenti, dissociandosi completamente da tutti i gruppi terroristici e mantenendo relazioni amichevoli con il resto del mondo, specialmente coi paesi vicini".